antonio tajani giorgia meloni matteo salvini

NEL GOVERNO I CONTI NON TORNANO PIÙ. E VOLANO STRACCI – CHE FARE PER AFFRONTARE LA CRISI ENERGETICA? FORZA ITALIA È CONTRARIA A INSERIRE LO SCOSTAMENTO DI BILANCIO NEL DOCUMENTO DI FINANZA PUBBLICA CHE SARÀ VOTATO IN PARLAMENTO GIOVEDÌ. E TAJANI SALE SULLE BARRICATE DI FRONTE ALLA PROPOSTA DI SALVINI DI USCIRE DAL PATTO DI STABILITÀ – GLI AZZURRI VORREBBERO UN NUOVO PNRR O UN MES RIFORMATO (IPOTESI MOLTO COMPLICATE) – MELONI SI TROVA NEL MEZZO E TENTENNA: NON PUO’ ANDARE ALLO SCONTRO CON BRUXELLES, TANTO PIU’ ORA CHE È STATA SCARICATA MALAMENTE DA TRUMP...

Estratto dell’articolo di Francesco Malfetano per “La Stampa”

 

INFORMATIVA - GIORGIA MELONI ALLA CAMERA - ANTONIO TAJANI E MATTEO SALVINI

Il confine - oggi - più che tecnico pare politico. E si vede tutto nella parola che rimbalza tra Palazzo Chigi e i gruppi parlamentari della maggioranza come una linea di frattura: Patto di stabilità. Dietro, infatti, c'è molto di più.

 

C'è il modo in cui il centrodestra immagina il rapporto con l'Europa proprio mentre si avvicina il voto sul Documento programmatico di finanza pubblica, lo strumento con cui l'Italia si allinea alle regole europee dei conti. La risoluzione che arriverà in Aula giovedì non è ancora chiusa.

 

[...] Niente rottura, niente scostamento di bilancio, nessuna sospensione del Patto, richiesta invece di una clausola di salvaguardia per le spese energetiche. Una deviazione temporanea, dentro il perimetro delle regole. Non oltre. Ed è proprio su quel "non oltre" - maturato solo a sera, anche dopo un confronto telefonico tra Matteo Salvini e Antonio Tajani - che la maggioranza si divide per molte ore.

 

ANTONIO TAJANI - MATTEO SALVINI

La Lega per tutto il giorno forza il campo. Dopo Claudio Borghi, che ha messo per iscritto la richiesta di inserire nella risoluzione anche l'ipotesi di abbandono del Patto, tocca a Salvini: «Rischiamo il blocco dell'Italia per l'aumento del costo del gasolio, della luce e del gas.

 

E quindi se Bruxelles non permetterà a tutti di investire per aiutare famiglie e imprese, noi chiederemo di poter aiutare gli italiani». Una pressione che irrigidisce gli alleati e, prima del chiarimento, da il là ad un ping pong con Tajani («Sono assolutamente contrario all'ipotesi di uscire unilateralmente dal Patto di stabilità»), che anzi sposta il focus altrove: «Invece di aumentare il debito pubblico si potrebbero utilizzare i 400 miliardi del Mes».

 

IL PACCO DI STABILITA - MEME SU GIORGIA MELONI BY DAGOSPIA

Margini, insomma, non paiono essercene. Anche dentro Fratelli d'Italia la linea è di contenimento o, volendo, della prudenza. Il messaggio è quello di non fomentare paure o soluzioni creative che spaventano i mercati, né cercare ad ogni modo un scontro politico con Bruxelles.

 

Ottenere una deroga attivando la clausola di salvaguardia nazionale, del resto, passa necessariamente da una trattativa con la Commissione. E se la porta fino ad oggi è rimasta chiusa, per aprirla non è ritenuto utile sfondarla.

 

Almeno, non da soli. Perché intanto Meloni - consapevole che la crisi di Hormuz pare lontana da una risoluzione - assieme ai suoi emissari ha già attivato i canali diplomatici che cercano sponde a Bruxelles.

 

ursula von der leyen giorgia meloni conferenza sulla ricostruzione dell ucraina. foto lapresse

I principali indiziati per un percorso di reciproco sostegno sul fronte dell'articolo 26 del Patto (attivabile in caso di «grave congiuntura negativa») sono Francia e Spagna, ma non è detto che basti. Anche per questo la premier ragiona sulla necessità di compattarsi all'interno.

 

Tanto che oggi [...] Meloni metterà attorno al tavolo proprio Salvini e Tajani. Con loro ci sarà anche Giancarlo Giorgetti che - stando alle valutazioni che circolano in via XX Settembre - ribadirà ai duellanti come quella dello scontro con l'Ue non è una prospettiva allettante, potendo portarsi dietro aumento dello spread, maggiori costi per rifinanziare il debito, spazi di manovra che si restringono invece di ampliarsi.

 

È per questo, suggeriscono fonti di maggioranza, che anche lo scostamento di bilancio giudicato probabile la settimana scorsa dopo lo scoramento per la mancata chiusura anticipata della procedura d'infrazione, oggi registra una brusca frenata.

 

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

«Non è ancora il momento di parlarne» è la valutazione ai vertici del governo e condivisa anche dai rappresentati di Confindustria ieri auditi presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, che la ritengono un'opzione da prendere in considerazione «solo se la guerra proseguisse fino all'estate».

 

Solo «se dovesse prolungarsi per molto tempo ci sarebbe il rischio di una crisi sistemica» è la tesi che, però, contiene anche una potenziale via d'uscita per l'esecutivo. [...]

GIORGIA MELONI - URSULA VON DER LEYEN

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