camera dei deputati parlamento giorgia meloni

NELL’ERA MELONIANA, IL PARLAMENTO È DIVENTATO UN INUTILE CONTORNO – IL GOVERNO HA “DIVORATO” L’ATTIVITÀ LEGISLATIVA, TRASFORMANDO DEPUTATI E SENATORI IN MERI PASSACARTE: IN TRE ANNI, SU 257 LEGGI APPROVATE, PIÙ DI UN TERZO (96) SONO CONVERSIONI DI DECRETI LEGGE E 94 SONO STATE PROPOSTE DALL’ESECUTIVO – I PARLAMENTARI LAVORANO DUE GIORNI SCARSI A SETTIMANA, DA MARTEDÌ POMERIGGIO A GIOVEDÌ MATTINA...

Estratto dell’articolo di Alessandro De Angelis per “la Stampa”

 

 

giorgia meloni al senato foto lapresse.

Si dice che l'unica vera riforma approvata, in questa legislatura, sia quella della Giustizia. Ed è così, formalmente. Così come, formalmente, la "madre di tutte le riforme" (il premierato) si è inabissata. Vero, ma fino a un certo punto. Perché il suo obiettivo politico reale, in fondo, è realizzato di fatto con altri mezzi. Ecco, il Parlamento è già un passacarte del governo (e il governo è one woman show).

 

Il processo, a onor del vero, è in atto da tempo. Ci sarebbe da scrivere un manuale sulla fine della "centralità del Parlamento" e sulla deriva oligarchica della democrazia italiana. Però, se possibile, la tendenza si fa più accentuata.

 

giorgia meloni al senato foto lapresse 1

Per avere un'idea, andiamo a spulciare l'attività delle ultime settimane, dopo la pausa estiva. Il tema non è tanto il "quanto" lavorano i parlamentari, buono per alimentare l'imperitura retorica della casta e dei suoi stipendi non commisurati al sudore della fronte. Più o meno si inizia il martedì pomeriggio e si finisce il giovedì mattina.

 

Il tema, tutto politico, è soprattutto di "che cosa" si occupano. Si apprende così che, al rientro dalle ferie, la Camera è convocata per i pomeriggi di martedì 9 e mercoledì 10 per dilettarsi con un po'di Question time e un po'di ratifiche di accordi internazionali non proprio decisivi per i destini del mondo, tra cui uno col Giappone in materia di vacanza-lavoro.

 

guido crosetto giorgia meloni matteo salvini

Mentre il Senato è impegnato solo il mercoledì pomeriggio per un po'di discussioni tra cui lo scambio di lettere con la Santa Sede sull'assistenza spirituale delle forze armate. Se non ci fosse il giovedì l'informativa di Tajani su Gaza, la settimana sarebbe già conclusa.

 

In quella successiva l'argomento forte è la separazione delle carriere, approvata alla Camera in terza lettura. L'ultima di settembre è invece dedicata a San Francesco.

Ricordate? Il divin pasticcio fatto notare da Sergio Mattarella in sede di promulgazione della legge, perché l'istituzione di una festa nazionale si sovrapponeva con una festività civile. […]

 

 Settimana corta, peraltro, perché si votava nelle Marche il 28. L'unica cosa rilevante è l'informativa urgente di Guido Crosetto sulla Flotilla.

 

[…]

 

giorgia meloni al senato foto lapresse

E così arriviamo agli ultimi giorni, occupati da alcune mozioni e disegni di legge del governo – la mappa della memoria, la ratifica del trattato con la Libia sul trasferimento delle persone condannate – e il solito Question time, sovente disertato dagli stessi ministri chiamati a rispondere. Povero Ciriani, titolare dei Rapporti del Parlamento. È dall'inizio della legislatura che tocca sempre a lui sostituirli, quando si sottraggono. Nell'ultimo mese, quattro volte. Ed è andata liscia.

 

Talvolta si è anche preso una badilata di strali. Vabbè, l'andazzo è chiaro: il centro decisionale è altrove. Non solo negli ultimi due mesi. La tendenza è ben fotografata dai numeri dei tecnici di Montecitorio, pubblicati nel periodico dossier sull'attività legislativa.

 

giorgia meloni - question time al senato - foto lapresse

Ebbene, da quando è in carica il governo Meloni, delle 257 leggi approvate, più di un terzo (96) sono conversioni di decreti legge (da tempo se ne abusa senza che vi sia «necessità e urgenza»). Delle rimanenti 161 leggi, 94 sono proposte dal governo. Insomma, oltre due terzi dell'attività legislativa non parte dal Parlamento, chiamato solo a ratificare, ma dal governo che ha divorato il potere legislativo.

 

Compresa la riforma costituzionale, approvata a tappe forzate negando la possibilità di cambiare una virgola, non solo alle opposizioni ma alla stessa maggioranza. E blindata anche mediante l'utilizzo di quella diavoleria chiamata "canguro", usata (altro unicum) in commissione e non solo in Aula (come aveva fatto già Matteo Renzi con la sua riforma).

 

giorgia meloni stretta tra ministri e sottosegretari al senato

' Quindi: governo sempre più forte, Parlamento sempre più svuotato con l'aggiunta di una ulteriore consuetudine. Quella per cui è solo un ramo del Parlamento a lavorare bene su una legge. Talvolta è la Camera, più spesso è il Senato. Poi quando approda nell'altra la discussione è pressoché zero e viene approvata in fretta e furia. In gergo qualcuno lo chiama "monocameralismo alternato". E tutto questo non è una riforma di fatto?

giorgia meloni alla camera

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