sergio mattarella soldati italiani

NESSUNO TOCCHI I NOSTRI SOLDATI – SERGIO MATTARELLA INVIA UN MESSAGGIO AL CAPO DI STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO, CARMINE MASIELLO: “LE FORZE ARMATE ITALIANE, IN QUESTO MOMENTO TRAVAGLIATO, COSTITUISCONO UN TASSELLO IMPORTANTE, CONTRIBUENDO A FAR PREVALERE LE RAGIONI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE E DEL RISPETTO DELLE ISTITUZIONI MULTILATERALI SULLA PRETESA DELLA FORZA” – UN MESSAGGIO ALL’INTERNO (GLI ITALIANI SEMPRE PIÙ “PACIFINTI”) E ALL’ESTERNO, CON TRUMP CHE METTE IN DISCUSSIONE LA NATO - MASIELLO MINIMIZZA LE MINACCE USA: “I PIANI NON SONO CAMBIATI, CI ADDESTRIAMO CON GLI AMERICANI…”

MATTARELLA, L'ESERCITO È FONDAMENTALE PER SALVAGUARDARE L'INDIPENDENZA DEL PAESE

SERGIO MATTARELLA CON I SOLDATI

(ANSA) - "Le Forze Armate italiane, in questo momento travagliato, costituiscono un tassello importante nello sviluppo di un adeguato strumento difensivo europeo, contribuendo a far prevalere le ragioni del diritto internazionale e del rispetto delle istituzioni multilaterali sulla pretesa della forza.

 

Il grave inasprimento e l'allargamento dei conflitti in atto vedono confermare all'Esercito Italiano un ruolo primario nella salvaguardia dell'indipendenza del Paese e dei valori della pace e della stabilità". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al capo di Stato maggiore dell'Esercito, Generale C.A. Carmine Masiello in occasione del 165° anniversario di costituzione dell'Esercito Italiano.

 

carmine masiello

CARMINE MASIELLO: "RITIRO AMERICANO? I PIANI NON SONO CAMBIATI E CI ADDESTRIAMO CON LORO"

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”

 

La nuova tuta mimetica sarà distribuita a partire da oggi, in occasione della festa dell'Esercito, e testimonia la trasformazione dei soldati italiani. C'è molto grigio, per i combattimenti nei centri urbani che caratterizzano i conflitti contemporanei.

 

È il cambiamento più evidente, ma non l'unico perché tutti i militari stanno imparando a usare i droni: «Si devono rendere conto che ormai il drone è come il fucile, fa parte del loro zaino. Abbiamo distribuito ai reparti le stampanti 3D in modo che possano costruire i quadricotteri da soli: è l'unico modo di stare al passo con l'evoluzione di strumenti che invecchiano nel giro di pochi mesi».

 

Da due anni il capo di Stato maggiore, il generale di corpo d'armata Carmine Masiello, lavora senza tregua per adeguare l'Esercito alle sfide di un mondo in cui i conflitti si moltiplicano. Ha l'esperienza di paracadutista accumulata in tutte le missioni all'estero degli ultimi 35 anni a cui unisce una visione innovativa.

 

basi militari americane in italia

Generale Masiello, dall'Iran all'Ucraina siamo circondati da guerre. Che lezioni ne state traendo?

 «Ogni conflitto ha una sua fisionomia e questo è esattamente il punto: non esiste un unico paradigma. In Ucraina assistiamo a combattimenti su larga scala con un confronto tra forze corazzate e meccanizzate, artiglieria, trincee, e al tempo stesso sciami di droni Fpv, attacchi in profondità con droni a lungo raggio su infrastrutture in territorio russo, guerra elettronica pervasiva.

 

Gaza ci ha restituito la centralità del combattimento in ambiente urbano e sotterraneo: carri armati, tunnel, difesa missilistica integrata, con il coinvolgimento massiccio della popolazione civile. Lo scenario iraniano ha proiettato il conflitto su scala regionale: bombardamenti aerei sistematici, grandi unità navali e terrestri insomma una dimensione che evoca scontri tra potenze di livello superiore.

 

Il Venezuela, con "l'operazione Maduro", ci ha infine ricordato che esistono scenari in cui elicotteri, forze speciali e intelligence rimangono determinanti. La lezione è chiara: o siamo pronti a tutto o siamo già in ritardo».

 

carmine masiello

E in ordine di priorità, a cosa dedicate più attenzione?

«La crisi su cui siamo maggiormente concentrati è ovviamente l'Ucraina, perché è in Europa e, contrariamente all'Iran, è essenzialmente un combattimento terrestre. Da questo "tragico laboratorio" stiamo traendo continue lezioni, talvolta scomode da accettare.

 

In primo luogo, la necessità di recuperare una scala del confronto che richiede una "massa critica" di soldati sul campo: il tema della "quantità" torna predominante e lo stesso ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha avviato riflessioni al riguardo. Il secondo è la capacità di una nazione di reggere un conflitto prolungato: una variabile strategica che le società occidentali devono tornare a coltivare con anticipo.

 

base militare americana di aviano

Poi c'è il terzo filone, quello che definisco il presente-futuro del conflitto: la guerra tecnologica. Missili ipersonici, guerra cibernetica, sciami di droni, intelligenza artificiale: la tecnologia ha sempre cambiato la guerra, ma questa volta il cambiamento è radicale, pervasivo, irreversibile. Infine c'è la dimensione cognitiva: la disinformazione come arma strategica. Chi controlla la narrativa influenza la percezione del conflitto ben oltre i confini del campo di battaglia».

 

Ci sono aspetti del conflitto ucraino che coinvolgono direttamente l'Esercito?

«Nel discorso tecnologico rientra la guerra cibernetica: è un conflitto nella zona grigia e anche il nostro Paese è interessato da attacchi informatici. Non svelo nulla di segreto: le notizie compaiono spesso.

 

SOLDATI ITALIANI

Su questo c'è un'attività quanto meno difensiva. Se invece guardiamo alla dimensione cognitiva, siamo sottoposti continuamente a questa guerra dell'informazione. Per quanto riguarda l'Esercito, stiamo cercando di sviluppare delle contromisure, per cercare di rendere quanto più possibile impermeabili i nostri soldati a questo tipo di offesa».

 

[…]

 

Gli Usa ritireranno 5000 soldati dalla Germania. Ridimensioneranno la presenza anche in Italia?

«L'ultima versione della Strategia di Sicurezza Nazionale statunitense evidenzia con chiarezza una revisione delle priorità strategiche. Quanto all'ipotesi, recentemente prospettata, che un eventuale ridimensionamento delle forze in Germania possa riguardare anche l'Italia, ritengo opportuno attenersi ai fatti ed evitare speculazioni.

SERGIO MATTARELLA CON I SOLDATI

 

I fatti sono che un mese fa insieme al comandante delle forze Usa in Europa ho presieduto un importante convegno sulla sicurezza del Fianco Sud che ha coinvolto anche i capi di stato maggiore degli eserciti africani. Per quanto riguarda gli scambi addestrativi con le unità statunitensi dislocate in Italia, per l'Esercito non si registrano modifiche. Al contrario, l'obiettivo condiviso è quello di rafforzare ulteriormente l'interoperabilità, al fine di garantire la capacità di operare insieme in tutti i possibili scenari».

base militare usa aviano 5base militare usa aviano 1

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