dimona netanyahu

NETANYAHU HA BOMBARDATO MOLTO E RACCOLTO POCHISSIMO - IL REGIME DEGLI AYATOLLAH IN IRAN NON E’ CROLLATO, HEZBOLLAH IN LIBIA CONTINUA A MARTELLARE IL NORD DI ISRAELE E HAMAS CONTROLLA GAZA - ANCHE SUL VERSANTE INTERNAZIONALE “BIBI” E’ IN CRISI: TRUMP LO HA RIDIMENSIONATO, L’ALLEATO-SIMBOLO ORBÁN HA PERSO IL POTERE E PURE CAMBIO DI LINEA DELLA FILO-ISRAELIANA MELONI, CHE HA SOSPESO IL MEMORANDUM DI COLLABORAZIONE SULLA DIFESA, E’ STATO UN DANNO D’IMMAGINE PER IL GOVERNO DI TEL AVIV - SUL PIANO INTERNO LA NARRAZIONE VITTORIOSA DI NETANYAHU È IN CRISI, AL PUNTO CHE ORA ESCLUDE LA STRADA DEL VOTO ANTICIPATO…

Estratto dell’articolo di Davide Lerner per https://www.editorialedomani.it

 

benjamin netanyahu

[…] Malgrado i suoi sforzi di rappresentare l’ultima guerra come un successo, Bibi sa che sul piano interno la sua narrazione vittoriosa è in crisi. Tanto più dopo lo schiaffo plateale ricevuto da Donald Trump nel post al vetriolo su Truth in cui ha intimato a Tel Aviv di rispettare il cessate il fuoco con l’Iran anche in Libano. «Israele non bombarderà più il Libano. Gli Stati Uniti glielo hanno VIETATO», ha scritto venerdì il presidente Usa, aggiungendo: «C’è un limite a tutto!!!».

 

Non stupisce fonti israeliane abbiano descritto un Netanyahu «tramortito». Nel clima interno di Israele, belligerante e sciovinista, un messaggio di questo tipo dall’alleato “massimo”, architrave della politica del governo, deve avergli procurato un vero colpo al cuore. […]

NETANYAHU MELONI MISSIONE UNFIL

 

In Israele Bibi viene già accusato di aver perso autonomia decisionale nei campi più critici, inerenti alla sicurezza, subendo una “internazionalizzazione” delle politiche di difesa. E, a differenza dell’Iran, il Libano è proprio sulla porta di casa: i residenti del nord pretendono una massima libertà di azione militare. In questo clima, ormai, i membri del governo escludono la possibilità di elezioni anticipate, prima della scadenza di ottobre. […]

 

BENJAMIN NETANYAHU BURATTINAIO DI DONALD TRUMP

Bibi ha bisogno di ogni minuto per cercare di ricreare un’immagine di vittoria capace di ribaltare l’eredità pesantissima del 7 ottobre. Nei piani di Netanyahu la guerra iniziata il 28 febbraio doveva sancire definitivamente proprio questo capovolgimento, ma ha avuto esiti pressoché contrari. Il cambio di regime in Iran non è avvenuto: l’offensiva congiunta con gli Stati Uniti ha casomai evidenziato la resilienza della Repubblica Islamica.

 

La grande vittoria contro Hezbollah, che Bibi aveva già incassato esaltando l’azione ardita dei walkie talkie esplosivi e l’eliminazione del carismatico leader storico Nasrallah, si è sciolta come neve al sole. Dopo essere entrata in guerra a inizio marzo, la milizia sciita ha dimostrato di essere ancora in grado di rendere quasi invivibile il nord di Israele, come aveva fatto prima del novembre 2024. A Gaza, malgrado una campagna che ha irrimediabilmente compromesso la reputazione internazionale di Israele, Hamas è ancora al potere e si rifiuta di procedere con il disarmo.

tweet sulla presunta morte di netanyahu 8

 

La partita dell’uranio

Mercoledì scadono le due settimane di tregua sancite da Trump per riprovare a percorrere la strada del negoziato con Teheran, mentre continua il braccio di ferro su Hormuz. Nei giorni decisivi della trattativa Netanyahu, il cui ascendente su Washington risulta ridimensionato, vuole concentrarsi su un aspetto che considera da sempre cruciale: la rimozione dell’uranio altamente arricchito, necessario per realizzare testate nucleari.

 

MANIFESTO CONTRO NETANYAHU A TEHERAN - IRAN

Se l’Iran accettasse di trasferire all’estero la sua famosa scorta di circa 400 chilogrammi di uranio, arricchito al 60 per cento, Bibi potrebbe almeno rivendicare un parziale successo strategico. E restituire, di fronte a un pubblico israeliano deluso, un senso compiuto a questa ennesima campagna militare. […]

 

Chissà dove sono finiti quei materiali radioattivi che da decenni popolano gli incubi di Netanyahu. Forse seppelliti in luoghi ancora più introvabili da due stagioni di bombardamenti israelo-americani? O forse nascosti dai leader iraniani, storicamente propensi a fare della libertà di azione sul nucleare una questione di orgoglio nazionale, prima ancora che di deterrenza militare?

 

netanyahu katz

E dire che il primo uranio arricchito arrivò in Iran proprio dagli Stati Uniti, dopo che lo Shah, prescelto dalle potenze occidentali, lanciò negli anni Cinquanta il programma nucleare oggi al centro della contesa. In pochi sanno che la Repubblica Islamica, per ragioni ideologiche, dopo la rivoluzione aveva valutato di rigettarlo. […]

 

Amici perduti

Molte cose stanno cambiando sul piano internazionale anche per Netanyahu. L’esperimento politico di Viktor Orbán, capace di proiettare un paese economicamente e strategicamente poco rilevante come l’Ungheria sullo scacchiere globale, faceva molto comodo all’ultradestra israeliana. La caduta del leader magiaro dopo sedici anni consecutivi al potere toglie a Bibi l’unico vero alleato rimasto in seno all’Ue. […]

BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP

 

Anche il cambio di linea di Giorgia Meloni non è passato inosservato a Tel Aviv. Per quanto il ministero degli Esteri israeliano abbia tenuto a ridimensionare il memorandum di collaborazione sulla difesa, il cui rinnovo automatico è stato sospeso dalla premier, descrivendolo come da tempo svuotato di contenuti, il passo di Roma ha un suo peso.

 

All’opposizione Yair Lapid, che si sta scagliando contro Bibi su Iran e Libano malgrado inizialmente avesse lui stesso sostenuto la guerra, lo ha rilanciato come esempio del fallimento del governo sul piano diplomatico. Non molto lontano da Palazzo Chigi, i vertici del Vaticano non hanno gradito i tentativi di Stati Uniti e Israele di arruolare il cristianesimo nel proprio sforzo bellico contro Teheran. E hanno trovato il modo di smarcarsi dalla narrazione di una guerra di religione. Infine, Tel Aviv, proprio a ridosso della Giornata della Memoria della Shoah, si è scontrata anche con la Germania.

BENJAMIN NETANYAHU CON QR CODE GIGANTE SULLA GIACCA ALLE NAZIONI UNITE

 

La deriva autocratica e sciovinista di Netanyahu non aiuta a rilanciare i rapporti con i partner tradizionali. […] Bibi è sfuggito a un’udienza dei suoi processi di corruzione sfruttando le raccomandazioni di sicurezza del capo dello Shin Beth, da lui stesso recentemente nominato.

 

Credibilità minata

Ma a pesare più di tutto, come sempre in Israele, è il fronte americano. La ricostruzione del New York Times secondo cui Bibi, deciso a trascinare Trump nell’impresa insidiosa contro il gigante sciita, si sarebbe presentato lo scorso 11 febbraio come un venditore di tappeti alla Casa Bianca per convincerlo a lanciare la guerra all’Iran, mina la sua credibilità nella stanza dei bottoni.

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2

Secondo il giornale liberal, Bibi proiettò una presentazione nella quale dava per probabile una rivolta popolare in Iran e un’incursione dei curdi dal confine iracheno, sminuendo invece l’impatto energetico dell’impresa. Il vicepresidente JD Vance, che si era opposto, di sicuro non ha apprezzato.

 

Nuovi nemici

La guerra permanente degli ultimi anni sta restituendo pochi risultati strategici a Israele. A meno che non si voglia considerare in questi termini l’affermazione della supremazia militare e l’espansione territoriale che ne è conseguita: a Gaza, in Cisgiordania, Siria e Libano.

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago.

Bastano i timori che il governo Netanyahu voglia continuare con la stessa linea a scatenare le preoccupazioni di altri attori regionali. Pochi giorni fa il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, in un’intervista all’agenzia di stampa statale Anadolu, ha accusato Israele di «non saper vivere senza un nemico». […]

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