donald trump vladimir putin volodymyr zelensky

“NON RICONOSCEREMO IL DONBASS COME TERRITORIO RUSSO” – IL PRESIDENTE UCRAINO, VOLODYMYR ZELENSKY, È DISPOSTO A MOLTE CONCESSIONI (LA PIÙ IMPORTANTE, LA NON ADESIONE ALLA NATO) MA NON REGALERÀ TERRITORIO NON OCCUPATO A PUTIN. IL PRESIDENTE RUSSO CONTINUA A SABOTARE I NEGOZIATI IMPONENDO CONDIZIONI IRRICEVIBILI, E A COCCOLARE TRUMP. CHE SI LANCIA: “SIAMO VICINI PIÙ CHE MAI ALLA FINE DELLA GUERRA” – GLI STATI UNITI APRONO A GARANZIE DI SICUREZZA SIMILI A QUELLE DELLA NATO, CON UNA FORZA MULTINAZIONALE E UN RUOLO AMERICANO, MA L’OFFERTA…

ZELENSKY, 'NON RICONOSCEREMO DONBASS COME TERRITORIO RUSSO'

situazione donbass

(ANSA) - "L'Ucraina non riconoscerà il Donbass come territorio russo, né de jure né de facto". Lo ha dichiarato - come riporta l'agenzia Unian - il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine del vertice di Berlino. "Non vogliamo rinunciare al nostro Donbass. Gli americani vogliono trovare un compromesso e offrono una zona economica libera, che non significa sotto la guida della Federazione Russa", ha aggiunto Zelensky. Poi ha proseguito: "Nonostante tutto, discuteremo la questione territoriale. E' una delle questioni chiave su cui non abbiamo ancora raggiunto un consenso"

 

MEDIA, 'USA OFFRONO A KIEV GARANZIE SIMILI ALL'ARTICOLO 5, MA L'OFFERTA È A TEMPO'

(ANSA) - Gli Stati Uniti hanno offerto all'Ucraina garanzie di sicurezza simili a quelle che riceverebbe come membro della Nato. Ma l'offerta è accompagnata da un ultimatum implicito: 'va accettata ora o la prossima non sarà altrettanto vantaggiosa'.

 

VOLODYMYR ZELENSKY DONALD TRUMP VLADIMIR PUTIN

Lo riporta Politico citando alcune fonti americane. "La base dell'accordo consiste nel fornire garanzie molto, molto solide simili a quelle previste dall'articolo 5. Questa garanzie non saranno sul tavolo per sempre. Sono disponibili ora, a condizione che si raggiunga un accordo in modo positivo", ha messo in evidenza un funzionario americano

 

TRUMP, SIAMO PIÙ VICINI CHE MAI ALLA FINE DELLA GUERRA IN UCRAINA

(ANSA) - "Siamo più vicini ora" a un accordo per l'Ucraina: "siamo più vicini che mai" alla fine della guerra in Ucraina. Lo ha detto Donald Trump dopo il nuovo round di trattative. "Stiamo ricevendo un enorme sostegno dai leader europei. Vogliono che finisca", ha detto Trump sottolineando che gli Stati Uniti hanno avuto numerose conversazioni con il presidente russo Vladimir Putin. "Dobbiamo mettere tutti sulla stessa pagina", ha aggiunto il presidente ribadendo di voler mettere fine alle morti causate dalla guerra.

 

Putin Trump

DONALD ACCELERA E ALZA L’OFFERTA PRESSING PER IL DONBASS A PUTIN

Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “La Stampa”

 

«Le garanzie di sicurezza sul modello dell'Articolo 5 della Nato non saranno sul tavolo a tempo indeterminato, ci restano solo se si arriva a una conclusione positiva». Sono due funzionari americani di alto livello a fare il punto - mentre l'intera delegazione Usa si prepara alla cena con i leader a Berlino dove si è collegato in video anche Donald Trump - sui negoziati in una conference call cui La Stampa ha partecipato.

 

yuri ushakov jared kushner kirill dmitriev steve witkoff

[…] L'offerta sulla sicurezza va sin oltre il perimetro del mutuo soccorso riservato ai membri dell'Alleanza atlantica. Avrà un carattere vincolante perché passerà da un voto al Senato, c'è la volontà piena di Trump e prevede deterrenza, addestramento ai militari ucraini, monitoraggio della situazione e costante valutazione di potenziali violazioni da parte Usa per evitare che una «piccola violazione» della tregua «possa innescare uno scontro più grande».

 

I funzionari Usa ritengono che quanto offerto a Kyiv - e di rimbalzo agli europei - sia un «pacchetto di sicurezza molto molto forte». Lo hanno definito «uno standard platino». Non è previsto il dispiegamento di soldati Usa sul terreno.

 

DONALD TRUMP - VOLODYMYR ZELENSKY - CASA BIANCA, 17 OTTOBRE 2025 - FOTO LAPRESSE

C'è la convinzione che la Russia, alla fine, accetterà il compromesso poiché «ha già fatto capire che l'avrebbe fatto» e perché tecnicamente tiene la Nato in sé fuori dal terreno. Trump ieri ha detto di aver parlato «di recente» con Putin, senza offrire ulteriori dettagli, ma sottolineando: «Penso voglia la fine della guerra e il ritorno a una vita normale».

Gli americani sono sicuri che Mosca sia aperta a un'adesione a ritmi rapidi dell'Ucraina all'Unione europea.

 

I funzionari americani mettono l'accento su un altro tema dove i passi avanti sono misurabili, ovvero il fronte economico e la ricostruzione. A New York lo scorso weekend hanno lavorato a quello che viene definito il "pacchetto prosperità", Larry Fink, ceo di Blackrock e il capo della Banca Mondiale Ajay Banga insieme a una delegazione ucraina.

 

vladimir putin e donald trump - anchorage alaska

Sono stati analizzati i macigni finanziari cui sta andando incontro Kyiv e una strategia per riportare l'Ucraina «in piedi», inoltre si è discusso dell'uso dei frozen asset per la ricosruzione e compensazione per le vittime e i danni. Allo stesso tempo però Washington vuole il ritorno della Russia «nell'economia globale», ulteriore elemento per scoraggiarla - si fa sapere - di intraprendere in futuro altre (dis)avventure belliche.

 

Durante le 48 ore di Berlino e nei diversi incontri sono stati passati in rassegna tutti 20 i punti del piano di pace; gli americani hanno incontrato e discusso con Zelensky per 8 ore e i colloqui sono stati definiti «veramente positivi, c'è consenso su un gran numero di temi».

 

Trump è stato costantemente aggiornato, ha ricevuto due briefing da Witkoff e Kushner. «Siamo vicini come non mai alla fine del conflitto fra Russia e Ucraina», ha detto ieri il presidente dalla Casa Bianca dicendosi «soddisfatto del lavoro degli europei e delle conversazioni con i leader». […]

 

STEVE WITKOFF - JARED KUSHNER - VLADIMIR PUTIN - KIRILL DMITRIEV - YURI USHAKOV

I CONTI SENZA PUTIN

Estratto dell'articolo di David Carretta per “il Foglio”

 

[…] Il 10 per cento che manca a un accordo tra Zelensky e Trump riguarda le questioni territoriali. Il presidente americano pretende che l’Ucraina si ritiri dai territori che ancora controlla nel Donbas, rinunciando alla linea di fortificazioni che protegge il resto del paese.

 

E’ una delle esigenze poste dal Cremlino nel piano di 28 punti preparato da Witkoff, che ucraini ed europei hanno cercato di emendare. “La questione dei territori è dolorosa. Noi e la Russia abbiamo posizione molto diverse su questo”, ha sottolineato Zelensky: “Speriamo che la parte americana proporrà vari passi per aiutare a raggiungere almeno una forma di consenso”.

 

vladimir putin e donald trump - meme by 50 sfumature di cattiveria

L’offerta degli Stati Uniti è di garanzie di sicurezza stile articolo 5 della Nato, anche se l’Ucraina dovrebbe rinunciare a entrare nell’Alleanza atlantica

 

[…] Zelensky ha già accettato il principio di rinunciare alla Nato, ma un ritiro dal Donbas rimane una linea rossa. Il presidente ucraino ha rigettato la domanda, insistendo insieme agli europei su un cessate il fuoco lungo l’attuale linea del fronte. La delegazione americana ha avvertito che “queste garanzie non saranno sul tavolo per sempre”.

 

Un accordo con Putin su queste basi rimane improbabile. Il consigliere del presidente russo, Yuri Ushakov, ha detto che la Russia non accetterà le modifiche di ucraini ed europei al piano in 28 punti. Il piano europeo prevede un esercito ucraino di 800 mila uomini, una Forza multinazionale sul terreno, nei cieli e in mare, e un impegno vincolante a reagire in caso di futuro attacco armato. […]

LA TELEFONATA TRUMP-PUTIN VISTA DA GIANNELLIsoldati nel donbass 1

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