andrea orcel giancarlo giorgetti giorgia meloni

ORCEL NON MOLLA: “NON POSSIAMO ACCETTARE L’AFFERMAZIONE SECONDO CUI SAREMMO UNA MINACCIA PER LA SICUREZZA NAZIONALE” – L’AD DI UNICREDIT SPIEGA IL RICORSO DELLA BANCA AL CONSIGLIO DI STATO CONTRO LO STOP DEL GOVERNO ALLA SCALATA DI BPM: “NON È UNO SCONTRO, MA IL CDA HA IL DOVERE DI CHIUDERE IL CERCHIO SULL’ACCADUTO E DI OTTENERE CHIAREZZA LEGALE” – “COMMERZBANK? SE A UN CERTO PUNTO LE PARTI INTERESSATE SARANNO APERTE A DISCUTERE DELL’ENORME VALORE CHE POTREMMO GENERARE, NOI SAREMO LÌ” – “IN RUSSIA LA SFIDA È NON ESSERE NAZIONALIZZATI, NON HO INTENZIONE DI FARE REGALI…”

ORCEL, 'PIÙ EUROPA È FRAMMENTATA MENO SI È FORTI COME BANCA'

ANDREA ORCEL - FOTO LAPRESSE

(ANSA) - "Più l'Europa è frammentata, meno si è forti come banca. Più il mio capitale è vincolato in 13 paesi e non posso spostarlo liberamente da un paese all'altro, più la mia liquidità è vincolata in 13 paesi e non posso spostarla liberamente da un paese all'altro, più non possiamo sfruttare la scala per diventare più forti e diversificarci".

 

Così il ceo di Unicredit, Andrea Orcel al 'Sixth ECB Forum on Banking Supervision 2025' a Francoforte.

 

"Siamo tutti d'accordo, che se l'Europa - evidenzia Orcel - crescesse in un'economia più forte, se avessimo un'unione bancaria, se avessimo un'unione dei mercati dei capitali forte, se molti dei rischi che attualmente gravano sui bilanci delle banche fossero distribuiti in modo più ampio, la forza generale aumenterebbe".

 

UNICREDIT IN RUSSIA

"Questo - sottolinea - non significa che non siamo forti al momento, ma significa che dobbiamo guardare alle cose in modo molto, molto diverso".

 

ORCEL, 'IN RUSSIA SFIDA È EVITARE LA NAZIONALIZZAZIONE'

(ANSA) -  Gestire le sanzioni sulla Russia "richiede uno sforzo galattico di conformità per assicurarsi di non commettere errori. È una sfida enorme. La seconda sfida, almeno per noi, è quella di non essere nazionalizzati. Io non ho intenzione di fare regali ai russi". Così il ceo di Unicredit, Andrea Orcel al 'Sixth ECB Forum on Banking Supervision 2025' a Francoforte.

 

unicredit commerzbank

"Perché se commettessimo quegli errori - spiega Orcel - consegneremmo legalmente su un piatto d'argento i 3,8 miliardi di capitale che ho lì dentro.

 

E non ho alcuna intenzione di farlo. Non solo per i miei azionisti, ma anche moralmente, come persona proveniente dall'Occidente Si tratta di contanti perché è tutto capitale in eccesso".

 

Orcel ricorda quindi che quando è iniziata la guerra "avevamo circa il 6% dei nostri prestiti e prestiti locali e depositi in Russia. Avevamo quattro miliardi e mezzo di prestiti transfrontalieri alle aziende russe.

 

Andrea Orcel

Se si passa rapidamente ad oggi, abbiamo lo 0,2% dei nostri prestiti in Russia, lo 0,2% dei nostri depositi". Inoltre "non abbiamo concesso nuovi prestiti dal momento dell'invasione.

 

Abbiamo circa 700 milioni in prestiti, di cui 4.500 sono mutui. Altri 200 probabilmente diminuiranno e poi si fermeranno lì e non li rinnoviamo".

 

ORCEL, CHIUDEREMO L'ANNO CON UN UTILE DI 10,5 MILIARDI O PIÙ

(ANSA) - "Pensavamo di chiudere l'anno con 9,3 miliardi di utile. Chiuderemo l'anno a 10 miliardi e mezzo o più". Così il ceo di Unicredit, Andrea Orcel al 'Sixth Ecb Forum on Banking Supervision 2025' a Francoforte. "Nel terzo trimestre abbiamo detto che avremmo sostenuto i costi di integrazione perché il prossimo anno sarà difficile. Anticiperemo alcuni investimenti tecnologici", ricorda Orcel.

 

unicredit 1

UNICREDIT, ORCEL NON CI STA: NON SIAMO UNA MINACCIA PER LA SICUREZZA NAZIONALE

Estratto dell’articolo di Francesco Bertolino per il “Corriere della Sera”

 

Per Andrea Orcel «il capitolo Bpm è chiuso». UniCredit non ci sta però a passare per il cattivo della storia.

 

«Non possiamo accettare l’affermazione secondo cui saremmo una minaccia per la sicurezza nazionale», ha detto il ceo della banca nel giustificare il ricorso presentato al Consiglio di Stato contro il golden power del governo che, di fatto, ha bloccato la scalata a Bpm.

 

«Non è uno scontro, ma il cda ha il dovere di chiudere il cerchio sull’accaduto e di ottenere chiarezza legale», ha aggiunto Orcel durante l’evento Future of Finance di Bloomberg. Sulla vicenda golden power, peraltro, pende anche una procedura in sede europea, anche se la decisione della Commissione Ue a riguardo non pare imminente.

 

Ieri, intanto, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha incontrato la commissaria Ue ai servizi finanziari, Maria Luís Albuquerque.

ANDREA ORCEL

 

L’addio a Banco Bpm non mette però la parola fine alle acquisizioni di UniCredit in Europa — «Siamo la banca con più opzioni m&a perché operiamo in 13 mercati» — purché alle giuste condizioni e purché generi più valore di quanto UniCredit sia in grado di fare da sola.

 

Orcel ha portato l’esempio di Commerzbank, di cui l’istituto è socio al 26% con facoltà di salire al 29,9%. «Abbiamo investito 6,5 miliardi per costruire la partecipazione che ci dà un ritorno del 20%», ha calcolato.

 

«Per avere lo stesso rendimento avremmo dovuto comprare nostre azioni per 13 miliardi, il doppio». Anche in Germania, però, le ambizioni di UniCredit si sono scontrate con l’opposizione non solo della preda — Commerz — ma anche del governo di Berlino.

 

«Se a un certo punto le parti interessate saranno aperte a discutere dell’enorme valore che potremmo generare per l’Europa e la Germania, noi saremo lì», ha chiarito Orcel.

unicredit 2

Quanto ai piani «interni» di UniCredit, Orcel ha detto di voler spingere sull’innovazione, notando che la quinta banca in Italia per clienti è una fintech, Revolut. «Se non sei in grado di batterle, le fintech finiranno per mangiarti», ha avvertito.

 

Che ha lanciato un monito anche ad Amundi, con il quale la banca ha un accordo sulla gestione del risparmio in scadenza nel 2027. «Alla fine del contratto la domanda chiave è se Amundi sarà un partner, le cose andranno in una certa direzione. Se saranno fornitori, andranno in un’altra». […]

amundi - asset management

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...