macron sanchez trump

PEDRO SANCHEZ E MACRON RICORDANO ALL’EUROPA CHE PER ESSERE UNA GRANDE POTENZA NON SERVONO SOLO ARMI E SOLDI, URGONO ANCHE I COGLIONI - IL PREMIER SPAGNOLO RISPONDE A TRUMP CHE HA MINACCIATO DI TAGLIARE I RAPPORTI COMMERCIALI IN RISPOSTA AL NO DI MADRID ALL’USO DELLE BASI MILITARI: "NO A UN’OBBEDIENZA CIECA E SERVILE, NON SAREMO COMPLICI DI QUALCOSA CHE È DANNOSO PER IL MONDO". E IL MINISTRO DEGLI ESTERI SPAGNOLO CRITICA IL CANCELLIERE TEDESCO MERZ DOPO LE MINACCE DI TRUMP ALLA SPAGNA: “SORPRESI DALLA MANCATA SOLIDARIETA’” - ANCHE MACRON INCALZA IL TYCOON: “GLI STATI UNITI E ISRAELE HANNO AGITO AL DI FUORI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE" - VIDEO

 

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/03/macron-inno-francese-sottomarini-nucleari-video-news/8312225/

 

IL FRANCESE CONTRO USA E ISRAELE: “MA NESSUN BOIA VERRÀ RIMPIANTO” 

Da “la Stampa” 

MACRON SANCHEZ 22

 

Stati Uniti e Israele hanno agito «al di fuori del diritto internazionale» attaccando l'Iran, ma «nessun boia verrà rimpianto». Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron in un discorso alla nazione. «Una pace duratura nella regione potrà essere raggiunta solo attraverso la ripresa dei negoziati diplomatici», ha affermato, sottolineando che «è auspicabile la cessazione immediata degli attacchi».

 

Il capo dell'Eliseo ha inoltre messo in guardia Israele da un'eventuale operazione di terra in Libano, che rappresenterebbe «una rischiosa escalation».

 

pedro sanchez donald trump

Secondo Macron, Hezbollah ha commesso «un grande errore» colpendo per primo Israele e «mettendo in pericolo i libanesi». «Nelle ultime ore la guerra si estende al Libano: Israele starebbe valutando un'operazione di terra, sarebbe un'escalation pericolosa oltre che un errore strategico», ha aggiunto. Il presidente ha quindi invitato Israele a «rispettare il territorio libanese», assicurando che «la Francia resta al fianco dei libanesi nei loro coraggiosi sforzi per riprendere il controllo della propria sicurezza». 

 

SANCHEZ

Estratti da ilfattoquotidiano.it

MACRON SANCHEZ

Non saremo complici di qualcosa che è dannoso per il mondo e che è anche contrario ai nostri valori e interessi, semplicemente per paura delle ritorsioni di qualcuno, perché abbiamo assoluta fiducia nella forza economica, istituzionale e, direi anche, morale del nostro Paese”.

 

Dal Palazzo della Moncloa il premier spagnolo Pedro Sanchez risponde a tono alla dichiarazioni di Donald Trump che martedì ha definito la Spagna un alleato “terribile” e ha minacciato di tagliare i rapporti commerciali in risposta al No di Madrid all’uso delle basi militari congiunte di Moron e Rota, in Andalusia, nell’offensiva israelo-statunitense contro il regime degli Ayatollah in Iran.

Donald Trump e Pedro Sanchez

 

Un duro messaggio rivolto agli Stati Uniti ma anche agli altri leader europei: “Alcuni ci accuseranno di essere ingenui per questo, ma ingenuo è pensare che la soluzione sia la violenza, ingenuo è credere che le democrazie o il rispetto tra le nazioni nascano dalle rovine o pensare che un’obbedienza cieca e servile significhi leadership“. “Non si può rispondere a un’illegalità con un’altra – continua Sanchez – perché è così che iniziano i disastri dell’umanità“ (…)

 

MADRID, 'SORPRESI DALLA MANCATA SOLIDARIETÀ DI BERLINO'  

(ANSA) -  Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha espresso "sorpresa" alla Germania per la mancata solidarietà del cancelliere Friedrich Merz, durante la conferenza stampa martedì alla Casa Bianca in cui il presidente statunitense Donald Trump ha espresso dure critiche alla Spagna sul dossier Iran e sulle basi militari.

stretta di mano emmanuel macron donald trump 2

 

"Gli ho trasmesso la nostra sorpresa per quelle parole", ha detto Albares nel riferirsi alle dichiarazioni di Merz, secondo cui la Spagna "è l'unico Paese" tra gli alleati Nato che non accetta di elevare al 5% del Pil la spesa militare. 

 

Interrogato martedì su cosa pensasse del comportamento di Madrid, Merz aveva risposto: "È molto semplice. Cerchiamo di convincere la Spagna su questo 3-5% nel contesto della Nato.

 

È l'unico Paese che non lo accetta" "Quando si condivide con un Paese una moneta, una politica commerciale comune, un mercato comune ci si aspetta la stessa solidarietà che la Spagna ha avuto, ad esempio, con la Danimarca quando ci sono state minacce tariffarie" dell'amministrazione Trump "per i desideri di mettere in discussione l'integrità territoriale della Danimarca o della Groenlandia. O la solidarietà che la Spagna esprime con i Paesi del fianco Est", ha dichiarato Albares in un'intervista all'emittente pubblica Tve.   

FRIEDRICH MERZ DONALD TRUMP ALLA CASA BIANCA

 

 

"Da quando siamo al governo abbiamo conosciuto tre cancellieri: Merkel, Scholz e ora Merz. Non riesco a immaginare Merkel o Scholz fare dichiarazioni di questo tipo, c'era un altro spirito europeista" ha aggiunto. 

MACRON SANCHEZ TRUMP

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...