panichi sinner badio

PERCHÉ SINNER SI È SEPARATO, DOPO 10 MESI, DAL PREPARATORE MARCO PANICHI E DAL FISIOTERAPISTA BADIO PRIMA DI WIMBLEDON? JANNIK FA IL POMPIERE: "DEVO FIDARMI, CERCO PERSONE ADATTE ANCHE COME COMUNICAZIONE" - SECONDO IL “CORRIERE DELLA SERA” PANICHI, NOTO PER UN CERTO PROTAGONISMO, È SEMPRE STATO REFRATTARIO ALLE REGOLE RIGIDISSIME DI UN TEAM IN CUI SI PARLA SOLO SE AUTORIZZATI. UNA INTERVISTA DI TROPPO RILASCIATA TEMPO FA POTREBBE ESSEREGLI STATA FATALE MA C’È CHI PENSA A SCAZZI PIU’ RECENTI: IL PREPARATORE AVEVA CONFERMATO UFFICIALMENTE LA SUA PRESENZA A UN EVENTO ALL’AMBASCIATA A LONDRA DOV’ERA INVITATO IERI - QUELLA BATTUTINA DI SINNER AL FISIOTERAPISTA...

Estratti da gazzetta.it
“Non è successo nulla di eclatante. Sono cose che capitano nello sport. A volte bisogna prendere strade differenti come ho fatto io”. Così Jannik Sinner commenta la decisione di aver interrotto la collaborazione con il preparatore atletico Panichi e il fisioterapista Badio. “Non c’è una ragione specifica. Abbiamo fatto un grande lavoro assieme, la finale del Roland Garros è stato un traguardo eccezionale, raggiunto grazie a tutta la squadra. Ma ho deciso di fare qualcosa differente. Al momento non abbiamo pensato a sostituti, non è il periodo adatto. Capisco che il timing sia stato strano ma avendo lavorato molto prima non subirò ora le conseguenze di questa decisione. Quando è maturata? Dopo il torneo di Halle”.

 

 

SINNER

Gaia Piccardi per corriere.it - Estratti

 

 

marco panichi jannik sinner ulises badio

(...) non è normale, proprio no, privarsi di preparatore atletico (Marco Panichi) e fisioterapista (Ulises Badio) alla vigilia del torneo più importante della stagione, Wimbledon, che la coppia di super professionisti che Jannik Sinner allontana all’improvviso in questo delicatissimo momento della stagione paghi una serie di insoddisfazioni che si sono accumulate nel corso della collaborazione, iniziata nel settembre 2024 per rimpiazzare Umberto Ferrara e Giacomo Naldi, implicati nel caso Clostebol.

 

Panichi in particolare, romano esuberante e romanista accanito, ex saltatore in lungo, prezioso collaboratore di Novak Djokovic negli anni della maturità e ottimo divulgatore quando si tratta di spiegare le dinamiche dell’allenamento di un fuoriclasse, per sua natura è sempre stato refrattario alle regole di un team in cui si parla solo se autorizzati, si compare solo accanto al campione e mai davanti, si collabora alla pari e mai da prima donna.

marco panichi jannik sinner ulises badio

 

Nell’ambiente Panichi è noto per la sua preparazione e bravura, ma anche per un certo protagonismo e individualismo, che alla fine potrebbero essergli stati fatali. A lui e di rimbalzo a Ulises Badio, legatissimo a Marco negli incroci di due specializzazioni altamente interconnesse (anche Dalibor Sirola e Claudio Zimaglia, uomini di Piatti quando Jannik si allenava a Bordighera, come fisioterapista e preparatore atletico danno il meglio di sé lavorando insieme).

 

jannik sinner marco panichi

Qualcuno ha parlato troppo, negli ultimi nove mesi, on the records e nei fuorionda televisivi, nel team Sinner. E quel qualcuno non sono i due coach, Simone Vagnozzi e Darren Cahill, presenti a Wimbledon insieme all’osteopata Andrea Cipolla mentre si cercano i rimpiazzi. Addirittura, in questo film distopico, qualcuno si spinge spudoratamente a ipotizzare un ritorno di Ferrara, che nel frattempo non ha raggiunto l’accordo con il giovane talento azzurro Federico Cinà.

 

La scalata di Wimbledon, che partirà martedì con il derby con Nardi e poi prevede Shapovalov (terzo turno), Paul (quarto), Musetti (quarti), Djokovic (semifinale) e Alcaraz nella finale dei sogni che sarebbe una rivincita al fulmicotone di Parigi su un palcoscenico ancora più importante, si trasforma in un’impresa il solitaria, o quasi, contro tutto e contro tutti.

 

 

jannik sinner marco panichi

Ormai sta diventando un’abitudine: ogni Slam, una piccola-grande bomba. Lo svelamento del caso Clostebol all’Open Usa 2024, la prossima pensione di Cahill all’Australian Open di gennaio (chissà che questo ennesimo sconvolgimento non induca il coach a ripensarci), la sparizione nel nulla di Panichi e Badio a Wimbledon. Sinner si è sempre dimostrato imperturbabile: a New York e Melbourne, nonostante tutto, ha vinto lui. Però c’è un limite anche alle scosse sismiche che un giovane uomo può assorbire, accidenti.

 

Lo stesso giovane uomo che pochi giorni fa ad Halle, sull’erba tedesca dove ha perso da Bublik e dove era accompagnato da Badio (non da Panichi, che non si vede da Parigi), faceva pagare il pegno di una scommessa persa durante l’allenamento all’(ormai ex) fisioterapista. Pallata addosso e battutina tagliente: «Ora è il tuo turno di ingoiare un po’ di merda».

jannik sinner marco panichi

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