peter thiel donald trump

NO, NON È TRUMP LA PERSONA PIÙ POTENTE E INQUIETANTE D’AMERICA – PETER THIEL SOGNA UNA TECNO-OLIGARCHIA CHE ARCHIVI PER SEMPRE LA DEMOCRAZIA: I SUOI DELIRI SULL’ANTICRISTO NON SONO SOLO TURBAMENTI DELLA SUA MENTE, MA UN PROGRAMMA POLITICO, PORTATO AVANTI DA UN GRUPPO DI SUOI FEDELISSIMI PIAZZATI NEI NODI CRUCIALI. A PARTIRE DAL VICEPRESIDENTE, JD VANCE (SUO EX DIPENDENTE), E A SEGUIRE CON MINISTRI,  SOTTOSEGRETARI, CONSIGLIERI – NELLE MANI DI THIEL C’È L’“ARMA DA FINE DEL MONDO”: PALANTIR, OSCURA SOCIETÀ CHE FORNISCE SOFTWARE DI GUERRA, ANALISI, CYBERSICUREZZA – LA VIDEO-INCHIESTA DI MILENA GABANELLI SUL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”

 

Estratto dell'articolo di Massimo Gaggi e Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

milena gabanelli e peter thiel

Quando si parla dell’influenza dei big della tecnologia Usa in politica, si pensa sempre a Elon Musk […]. In realtà c’è un altro imprenditore miliardario della Silicon Valley che sta avendo un ruolo ben più stabile e penetrante: Peter Thiel.  […] Ha chiuso il 2025 con un patrimonio di circa 25 miliardi di dollari, col quale Forbes lo mette al 40esimo posto tra i miliardari Usa.

 

[…]  I motivi di fondo per i quali di Thiel si è parlato poco sono, però, quelli che lo rendono il personaggio più influente. E anche potenzialmente pericoloso per il sistema democratico americano, che considera incompatibile con la libertà. Per lui la libertà è soprattutto quella dell’imprenditore. E deve essere assoluta.

 

Giudica i sistemi parlamentari obsoleti: meglio un governo di tecnocrati competenti assistiti dall’intelligenza artificiale che l’estenuante ricerca di compromessi. Considera la concorrenza devastante per il progresso tecnologico. Meglio i monopoli.

donald trump peter thiel

 

Questa è l’ideologia sviluppata fin dai tempi dell’università (anni Ottanta). Dopo le lauree alla Stanford University in filosofia e giurisprudenza ha lavorato nei tribunali, nella finanza per Credit Suisse e a Washington come assistente parlamentare.

 

Quando è giunto alla conclusione che navigando nel mondo amministrativo e della giustizia non avrebbe potuto soddisfare la voglia di cambiare il mondo e arricchirsi, è approdato nella Silicon Valley.

 

i servizi di palantir - Dataroom - Corriere della Sera

Al contrario degli altri miliardari delle Big Tech, che cercano soprattutto vantaggi economici per le loro aziende, lui è un ideologo con una precisa agenda politica: l’instaurazione di un regime tecno-autoritario. Aveva già provato a imporla 10 anni fa quando si schierò, unico nella Silicon Valley, a fianco di Trump, che dopo l’elezione se lo portò alla Casa Bianca. Ben presto liquidato: premeva per misure liberticide che apparvero troppo radicali al Trump del primo mandato.

 

[…] Stavolta Thiel è tornato in politica in modo più programmato. I soldi li ha usati per finanziare le campagne elettorali dei suoi uomini di riferimento nella destra. Soprattutto JD Vance, una sua creatura: ha lavorato nel fondo d’investimento di Thiel che, poi, ha sborsato 15 milioni di dollari per farlo diventare senatore dell’Ohio.

milena gabanelli e peter thiel

 

Infine Thiel, insieme a Musk, ha convinto Trump a scegliere Vance come vice. Oggi è il suo uomo per il futuro dell’America. Ce l’ha fatta anche a mettere radici nell’amministrazione Trump piazzando i fedelissimi nei nodi che lui considera cruciali: Jacob Helberg, sottosegretario per la crescita economica, energia e ambiente; Jim O’Neill, viceministro della Sanità; Michael Kratsios, direttore dell’ufficio per le politiche scientifiche e tecnologiche; David O. Sacks, consigliere speciale per le criptovalute e Intelligenza artificiale. Mentre Shyam Sankar, da capo ufficio ricerche di Palantir è diventato consulente al Pentagono.

 

Thiel conta molto sul ruolo strategico delle sue imprese: soprattutto Palantir.

 

[…]  Palantir è il cuore del sistema: una sofisticatissima piattaforma di raccolta e analisi dei dati estesa a tutti i campi. Thiel l’ha fondata nel 2003 con un ristretto gruppo di amici di provata fede: Nathan Gettings, Joe Lonsdale e Stephen Cohen, e il compagno d’università Alex Karp, tuttora amministratore delegato.

 

peter thiel, elon musk fondatori di paypal

 

L’azienda attrae l’attenzione della Cia, sempre alla ricerca delle tecnologie di osservazione e spionaggio più avanzate, e con la start up In-Q-Tel diventa socio di minoranza di Palantir, che in questo modo acquista credibilità davanti ai governi. […]

 

[…]  Palantir fornisce strumenti di analisi, ma anche predittivi al Pentagono, alla Cia, Fbi, Nsa, forze armate e servizi segreti di Paesi alleati, a partire da Israele, a cui fornisce il sistema che individua i bersagli da colpire a Gaza. Nella società americana l’Ice fa un uso a tappeto di questa piattaforma per individuare persone sospettate di essere immigrati clandestini, incrociando dati sui loro comportamenti.

 

PETER THIEL DA BAMBINO

[…]  Palantir non rivela come funziona la piattaforma e dove viene impiegata la sua tecnologia, ma afferma che è stata essenziale in funzione antiterrorismo. Non ci sono conferme, ma si ritiene che molte missioni, da quella con la quale gli americani hanno eliminato Osama bin Laden, al colpo inferto dai servizi israeliani alla dirigenza hezbollah in Libano facendo esplodere simultaneamente i cellulari di centinaia di capi, siano state basate su tecnologia Palantir.

 

[…]  La società ha contratti di fornitura con industrie di 40 Paesi: dal gruppo farmaceutico tedesco Merck, alla francese Sanofi, Boeing, Airbus, Google, Walmart, Nvidia, Ferrari, Unicredit. E i profitti di Palantir crescono, così come il potere di Thiel. Quando un software diventa indispensabile in settori cruciali, smettere di usarlo è complicato.

E se uno Stato o le sue istituzioni basano le decisioni su quel software, chi lo fornisce ha un peso reale sulla scelta.

le societa di peter thiel . Dataroom - Corriere della Sera

 

[…]  La società di venture capital di Peter Thiel, Founders Fund, è l’investitore di riferimento di Anduril, la start up che sviluppa armi autonome, governate dall’intelligenza artificiale. Ma anche azionista di Anthropic, il cui sistema di Ia Claude può essere usato per sviluppare armi in grado di uccidere senza controllo umano. […]

 

Luca Ciarrocca - L’anima nera della Silicon Valley - La vera storia di Peter Thiel

 Founders Fund finanzia Arkham intelligence, una piattaforma che fonde la tecnologia blockchain con la sorveglianza: lo scopo è quello di identificare chi c’è dietro ai portafogli digitali per trasformare le informazioni in prodotti commerciali.

 

«Nella logica di Thiel la privacy è una risorsa, chi la controlla detiene il potere», scrive Luca Ciarrocca in L’anima nera della Silicon Valley (ed.Fuoriscena). Attraverso un labirinto di veicoli societari investe in Seasteading Institute, che promuove comunità autonome per ricchi fuori dalla sovranità statale, nel mezzo dell’oceano. In Unity Biotecnologies finanza progetti legati a terapie geniche per allungare la vita fino a 120 anni.

[…]

 

Ossessionato dalla sicurezza, è diventato cittadino anche della Nuova Zelanda perché pensa che, in caso di vittoria del Sud del mondo, queste isole lontane e autosufficienti, potrebbero diventare l’ultimo rifugio per i miliardari dell’Occidente. […]

peter thiel palantirLE SOCIETA DI PETER THIEL peter thiel arriva stoccolma per la riunione del gruppo bilderberg 5palantir 2peter thieldonald trump peter thielPETER THIEL DA RAGAZZO peter thiel arriva stoccolma per la riunione del gruppo bilderberg 4

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…