ABBASSIAMO I TONI? COL CAZZO, ALZIAMO LE MANI! - SIAMO ALLE COMICHE: DOPO AVERCI SBOMBALLATO GLI ZEBEDEI PREDICANDO PIÙ SERENITÀ NEI RAPPORTI TRA AVVERSARI POLITICI, I DEPUTATI DI ACCAPIGLIANO A MONTECITORIO! - LA ZUFFA È SCOPPIATA DOPO L'APPROVAZIONE DEL DISEGNO DI LEGGE SULLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE: I COMMESSI HANNO FATICATO A EVITARE LO SCONTRO TRA PAOLO BARELLI (DI FORZA ITALIA) E IL CINQUE STELLE LEONARDO DONNO - TAJANI DICE SI ESSERE STATO MINACCIATO DA ENZO AMENDOLA (CHE SI DIFENDE: "SIAMO AL RIDICOLO") - VIDEO!

 

Estratto dell'articolo di Alessandro Di Matteo per "la Stampa"

 

zuffa alla camera dei deputati 9

La riforma che tanto voleva Silvio Berlusconi è quasi realtà, la Camera approva la riscrittura della Costituzione sulla giustizia e avvicina la separazione delle carriere dei magistrati, per anni "pallino" del fondatore di Fi. Persino Marta Fascina, l'ultima compagna del Cavaliere, quasi sempre assente a Montecitorio, si presenta per un voto fortemente simbolico per il centrodestra, mentre il ministro Carlo Nordio festeggia «con uno spritz».

 

In Parlamento manca solo l'ultimo passaggio, la quarta lettura in Senato come prevede la Carta, ma di fatto è solo una formalità e la vera ultima sfida sarà al referendum confermativo: la riforma passa infatti con 243 voti, più di quelli che il governo ottenne al momento dell'insediamento (hanno votato a favore anche Azione e i Liberaldemocratici di Luigi Marattin, astenuta Iv), ma meno dei 267 necessari per evitare la conta tra gli elettori.

 

zuffa alla camera dei deputati 6

Un duello maggioranza-opposizioni che potrebbe tenersi già in primavera, aprendo di fatto la volata per le politiche, e che sarà senza esclusione di colpi, come dimostra anche la quasi-rissa che si è scatenata dopo il voto dell'aula. Meloni festeggia: «In attesa dell'ultimo ok da parte del Senato, avanti con determinazione per consegnare alla nazione una riforma storica e attesa da anni.

 

Portiamo avanti il percorso della riforma della giustizia. Continueremo a lavorare per dare all'Italia e agli italiani un sistema giudiziario sempre più efficiente e trasparente».

 

zuffa alla camera dei deputati 7

Il leader di Fi Antonio Tajani aggiunge: «Si compie un percorso cominciato trent'anni fa, con le battaglie garantiste del presidente Berlusconi, e che affonda le sue radici nel pensiero di Giuliano Vassalli e nelle idee di Giovanni Falcone. Una riforma per la magistratura, che ha tutto da guadagnare dallo smantellamento del sistema correntizio». [...]

 

In aula, appunto, si sfiora la rissa. Accade poco dopo il voto, e in realtà è un imprevisto. Prende la parola Chiara Braga, Pd, in teoria per cambiare argomento. Le opposizioni hanno preparato una protesta, un'occupazione dell'aula, per obbligare il governo a rendere comunicazioni al Parlamento su Gaza.

 

zuffa alla camera dei deputati 8

La capogruppo dem in un passaggio critica Tajani accusandolo di avere applaudito il sì alla riforma della giustizia: «Il Governo dovrebbe alzarsi e rispondere a quello che abbiamo chiesto da giorni, su quello che sta accadendo a Gaza, invece di fare questa scena patetica di cui anche il ministro degli Esteri si è reso protagonista».

 

Tajani replica, punta il dito verso le opposizioni, scoppia un parapiglia, con Braga che prova a frenare i suoi: «Non adesso, non adesso…». La scintilla è ormai scoccata, i commessi faticano ad evitare lo scontro fisico tra Paolo Barelli (Fi) e Leonardo Donno (M5s), Tajani riferisce di essere stato minacciato da «un ex ministro» (Enzo Amendola del Pd), l'esponente dem ribatte: «Siamo al ridicolo, abbiamo solo cercato di spiegargli quali sono le regole di rispetto e serietà che dovrebbero valere in Parlamento».

zuffa alla camera dei deputati 5

 

La seduta viene sospesa, il presidente della Camera incontra i gruppi di opposizione e accetta di bloccare i lavori fino a martedì, in attesa di sapere se il governo andrà in Parlamento su Gaza. La polemica però non si esaurisce. Elly Schlein definisce la riforma solo «propaganda» costruita per fare dei magistrati «un capro espiatorio a cui addossare ogni colpa dei loro fallimenti. E oggi tocca ai giudici».

 

Per M5s non siamo di fronte ad una riforma della giustizia ma alla «vendetta di un governo che dal primo giorno ostenta pubblicamente fastidio e anche intolleranza verso chiunque faccia da contrappeso democratico e legale alla sua azione». E la resa dei conti sarà il referendum. Dice Schlein: «Continueremo la battaglia anche attraverso il referendum costituzionale». Aggiunge Angelo Bonelli, Avs: «Andiamo al referendum e chiederemo alle cittadine e ai cittadini di difendere la giustizia». [...]

zuffa alla camera dei deputati 1zuffa alla camera dei deputati 10zuffa alla camera dei deputati 2zuffa alla camera dei deputati 3zuffa alla camera dei deputati 11zuffa alla camera dei deputati 12zuffa alla camera dei deputati 4

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…