ABBIAMO SCHERZATO – PERCHÉ TRUMP FRENA IMPROVVISAMENTE SULL’EVENTUALITÀ DI UN ATTACCO ALL’IRAN? IL TYCOON SOSTIENE CHE “FONTI ATTENDIBILI” GLI ABBIANO RIFERITO CHE “LE UCCISIONI DEI MANIFESTANTI STANNO FINENDO”. CHI GLIEL’HA DETTO, KHAMENEI? LA VERITÀ È CHE TUTTI GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA IN MEDIO ORIENTE SONO CONTRARI AL BLITZ: IL QATAR TEME DI FINIRE NEL MIRINO DEI MISSILI IRANIANI, COME AVVENNE A GIUGNO; I SAUDITI PREFERISCONO UN REGIME CANAGLIA DEBOLE A UN IRAN “LIBERATO” CHE SI PUÒ ARRICCHIRE…
DAGOREPORT – CHE CE FAMO CON KHAMENEI? TRUMP MINACCIA TEHERAN MA L’INIZIATIVA MILITARE SI ALLONTANA: GLI ALLEATI ARABI DEGLI USA (ARABIA SAUDITA E QATAR) SONO CONTRARI AL BOMBARDAMENTO E LE PORTAEREI AMERICANE SONO LONTANE DAL MEDIO ORIENTE – PIÙ PROBABILE, PER ORA, CHE GLI “AIUTI” PROMESSI DA WASHINGTON SIANO ATTACCHI CYBER E SABOTAGGI ENERGETICI, IN GRADO DI INDEBOLIRE IL REGIME DI KHAMENEI – IL PIANO “PSYOPS” DI GUERRA PSICOLOGICA, LE MOSSE SUL CAMPO DI CIA E MOSSAD E LA DURA REALTÀ: BUTTATO GIÙ KHAMENEI, NON C’È UN'OPPOSIZIONE PRONTA A PRENDERE IL POTERE O UNA FIGURA FANTOCCIO (COME IN VENEZUELA) PER LA SUCCESSIONE -RIMUOVERE L'AYATOLLAH PROVOCHEREBBE PIÙ INSTABILITÀ. E TANTI SALUTI AL FIGLIO DELLO SCIÀ, REZA PAHLAVI, E AI MANIFESTANTI CHE INVOCANO LIBERTÀ E VENGONO TRUCIDATI DAL REGIME - VIDEO
khamenei come maduro - meme by dagospia
1 - IRAN, PIANI MILITARI PRONTI MA POI TRUMP FRENA "INTERROTTE LE UCCISIONI"
Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”
Fonti molto attendibili ci hanno detto che le uccisioni dei manifestanti stanno finendo e le esecuzioni annunciate non avverranno».
Ha sorpreso tutti il presidente Trump, quando ieri pomeriggio ha parlato così dallo Studio Ovale, dopo che la Reuters aveva scritto che l'attacco all'Iran potrebbe arrivare entro 24 ore e il Pentagono aveva iniziato ad evacuare le basi nella regione. I giornalisti allora gli hanno chiesto se questo significa che non ci sarà più l'intervento militare e lui ha frenato: «Osserveremo e verificheremo. Spero sia vero».
I Paesi del Golfo alleati degli Stati Uniti stanno cercando di convincere Trump ad evitare la nuova offensiva […]. Martedì il presidente aveva accelerato, sollecitando così i dimostranti: «Patrioti iraniani, continuate a protestare. Prendete il controllo delle vostre istituzioni!». Quindi aveva promesso che «l'aiuto è in arrivo».
Proprio nelle stesse ore il Consiglio per la sicurezza nazionale si riuniva alla Casa Bianca, per valutare le opzioni proposte dal Pentagono, che andavano dalle sanzioni e le operazioni psicologiche, fino ai bombardamenti delle strutture usate dal regime, in particolare quelle della Guardia rivoluzionaria e i ministeri della Difesa e dell'Interno.
BASE AMERICANA DI AL UDEID IN QATAR
Nella giornata di ieri Arabia Saudita, Qatar e Oman hanno cercato di dissuadere Trump, sostenendo che un attacco rischierebbe di destabilizzare ancora di più la regione. Se il regime sopravvivesse, infatti, la sua rappresaglia andrebbe oltre i confini nazionali della repressione in corso; se cadesse, le armi di Teheran potrebbero finire nelle mani di elementi ancora più estremisti di quelli al potere ora […]
La Reuters, citando fonti europee, ha scritto che l'attacco potrebbe scattare nel giro delle prossime 24 ore. Il Pentagono nel frattempo ha ordinato l'evacuazione del personale considerato non essenziale, dalla base al Udeid del Qatar e da altre strutture nella regione.
abdel fattah al sisi donald trump cheikh tamim ben hamad al thani
Si tratta della più grande installazione dell'aeronautica militare americana nella regione e la vicinanza all'Iran, dall'altra parte del mare nel Golfo Persico, la rende un obiettivo assai probabile dell'eventuale rappresaglia.
Il Pentagono non ha forze preponderanti nella regione in questo momento, perché la portaerei Ford è stata spostata davanti alle coste del Venezuela […]. Però ha comunque in zona tre cacciatorpediniere inclusa la Roosevelt, più almeno un sottomarino, in grado di lanciare missili contro l'Iran, per non parlare di altre risorse che potrebbero essere mobilitate a distanze maggiori, come era accaduto quando a giugno aveva bombardato i siti del programma nucleare.
donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 7
Il premier israeliano Netanyahu aveva apertamente sollecitato nuovi raid durante la sua visita a Mar a Lago il 29 dicembre, accusando gli ayatollah di aver avviato la ricostruzione del programma missilistico. L'operazione poi coinciderebbe con l'avvio della "fase due" nel processo di pace per Gaza, creando una coincidenza di interessi. […]
2 - I TIMORI DEL CAOS NELLA REGIONE DAL GOLFO ALLA TURCHIA I PAESI AMICI AVVISANO DONALD
Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”
missile iraniano lanciato verso la base usa di al udeid.
Arabia Saudita, Qatar, Oman e Turchia hanno espresso a Donald Trump la loro contrarietà a un’azione militare contro l’Iran. Una posizione non inedita, legata alle rispettive agende nazionali ma anche alle possibili conseguenze in Medio Oriente. Almeno tre i fronti di allarme.
Parliamo di Paesi amici, in forme diverse, con Washington. Ospitano soldati e installazioni del Pentagono, depositi, velivoli. Appena due giorni fa il Comando centrale americano ha annunciato la creazione di un nuovo centro di coordinamento in Qatar nella base di Al Udeid. È un’estensione del Caoc (Combined Air Operations Center) attivo da quasi vent’anni e del quale fanno parte 17 Paesi.
Abbas Araghchi con Faisal bin Farhan Al Saud
Permetterà di migliorare la risposta dell’aviazione, del dispositivo antimissile, di tutti quei sistemi che formano uno scudo integrato. La notizia ha preceduto di poche ore la minaccia iraniana di colpire i siti Usa nel Golfo nel caso di uno strike americano e proprio Al Udeid è stata attaccata dai pasdaran in risposta ai raid sui laboratori nucleari. Un monito preso sul serio, infatti è stata decisa l’evacuazione di parte del personale. Misura adottata anche altrove.
[…] Le monarchie del petrolio guardano preoccupate alla loro regione, ai programmi di sviluppo, ai riflessi economici. Il Qatar ospita gli americani, tiene la porta aperta con la Repubblica islamica, è un grande investitore all’estero, si è costruito una posizione di influenza.
I sauditi, che pure hanno vissuto stagioni difficili con gli iraniani, sono proiettati in progetti ambiziosi e vogliono stabilità per sé stessi e per il quadrante.
ali khamenei come nicolas maduro - meme
Inoltre, le rivolte popolari sono sempre guardate con diffidenza da emiri che non tollerano il dissenso. Se possono, provano a pilotarle attraverso finanziamenti e consigli: la dimostrazione l’abbiamo avuta in Siria con la copertura garantita all’ex jihadista Ahmed al Sharaa, il guerrigliero oggi alla guida di Damasco dopo la cacciata di Assad.
Qualche osservatore ipotizza che agli «sceicchi» potrebbe andare bene un regime iraniano debole, con gli ayatollah impegnati a risolvere i loro problemi. Soluzione pragmatica rispetto a una ipotetica frammentazione o deriva caotica. […]
SOLDATI NELLA BASE AMERICANA DI AL UDEID IN QATAR
BASE AMERICANA DI AL UDEID IN QATAR
DONALD TRUMP POSTA UN VIDEO-PARODIA DI BOMB IRAN SU TRUTH
BASE USA IN QATAR AL UDEID
ALI KHAMENEI IN UNA MOSCHEA
BASE AMERICANA AL UDEID IN QATAR
BASE AMERICANA DI AL UDEID IN QATAR

