tamim bin hamad al thani benjamin netanyahu

CI PENSERA' L'EMIRO DEL QATAR A COSTRINGERE L'IRRIDUCIBILE NETANYAHU A FARLA FINITA COL GENOCIDIO A GAZA? - PER METTERE "BIBI" CON LE SPALLE AL MURO E COSTRINGERLO A TROVARE UN ACCORDO CON HAMAS, AL THANI HA IN SERBO UN'OTTIMA ARMA: RIVELARE IN MONDOVISIONE CHE IL QATAR IN QUESTI ANNI HA FORAGGIATO LAUTAMENTE I TERRORISTI PALESTINESI E L'EMITTENTE "AL JAZEERA" CON IL CONSENSO DI NETANYAHU (FINCHE' C'E' GUERRA, RIMANGO AL POTERE) - DOHA È DIVENTATA CENTRALE SU MOLTI DOSSIER, DALL'AFGHANISTAN ALL'IRAN, GRAZIE AL SUO RAPPORTO CON GLI USA: LA BASE DI AL UDEID È LA PIÙ GRANDE DEL MEDIO ORIENTE...

MEDIORIENTE: QATAR, PROPOSTA TREGUA QUASI IDENTICA A QUELLA APPROVATA DA ISRAELE

Tamim Bin Hamad Al Thani

(LaPresse) - Qatar e Egitto hanno ricevuto una risposta positiva da Hamas a una proposta di cessate il fuoco volta a “raggiungere un accordo complessivo per porre fine alla guerra”. Lo ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, citato da Al Jazeera.

 

Parlando in una conferenza stampa a Doha, al-Ansari ha dichiarato che la proposta prevede un cessate il fuoco provvisorio di 60 giorni, durante i quali verrebbero scambiati alcuni prigionieri e ostaggi, le forze israeliane a Gaza verrebbero riposizionate e gli aiuti umanitari a Gaza aumentati.

 

Il portavoce ha aggiunto che la proposta è “quasi identica” a quella avanzata in precedenza dall’inviato statunitense per il Medioriente, Steve Witkoff, ma che Israele non ha ancora fornito la propria risposta.Al-Ansari ha precisato che non esiste un termine temporale entro cui Israele dovrebbe rispondere.

 

il capo di hamas Ismail Haniyeh a doha - qatar

“Quasi il 98% di quanto concordato dagli israeliani è contenuto in questa recente proposta", ha spiegato al-Ansari. Interpellato su cosa differenzi l'attuale proposta di cessate il fuoco di Gaza dalla proposta avanzata da Witkoff, il portavoce ha affermato di non poter approfondire i dettagli poiché i negoziati sono ancora in corso.

 

"Ciò che conta qui è raggiungere un accordo che sia accettabile per entrambe le parti, sia a parole che nella sostanza. Ed è su questo che abbiamo lavorato negli ultimi giorni", ha spiegato.

 

I PETROLDOLLARI E AL JAZEERA, LE MEDIAZIONI DEL QATAR, IL "NEMICO" CHE PARLA A TUTTI

Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

Hamas su un versante, Israele sul lato opposto: un pendolo continuo tra guerra e negoziati, passi avanti e ritirate, ricatti e minacce, con in mezzo un grande mediatore. È il Qatar, insieme all’Egitto, a cercare di mettere fine alla tragedia […]

 

il capo di hamas Ismail Haniyeh a doha - qatar

Un’azione favorita dal legame storico con la fazione principale di Gaza, finanziata in modo generoso con l’avallo del nemico Israele. Che si è illuso o ha creduto che il flusso di denaro necessario alla vita quotidiana nella Striscia avrebbe distolto gli estremisti dall’opzione militare e invece si è ritrovato i mujaheddin dentro i kibbutz […] Un rapporto inusuale con lo Stato ebraico mantenuto anche attraverso relazioni con personaggi della cerchia del premier Netanyahu, vincoli oggi al centro di indagini da parte delle autorità di Tel Aviv.

 

L’Emirato, tradizionale ispiratore della Fratellanza musulmana, agente di influenza grazie alle antenne della tv satellitare Al Jazeera , si è ritagliato un ruolo di facilitatore ben prima dell’inizio del conflitto che insanguina il Medio Oriente. Non si contano le crisi dove il piccolo e ricco Stato del Golfo Persico si è offerto di fare da ponte. […]

donald trump e l'emiro sheikh tamim bin hamad al thani 5

 

Doha ha ospitato i negoziati per il ritiro delle forze americane dall’Afghanistan, la «guerra più lunga» seguita però dal crollo repentino del potere a Kabul e marcata dal ritorno dei talebani che nella capitale qatarina sono stati sempre di casa.

 

Sempre la petro-monarchia ha favorito il rilascio di ostaggi da parte dell’Iran e si è adoperata dopo la sequenza bellica che ha opposto, qualche mese fa, l’asse Israele-Stati Uniti a quello della «resistenza» ispirato dalla teocrazia iraniana e gestito dai pasdaran. Il Qatar si è adoperato per mettere fine allo scontro tra la Repubblica del Congo e il Ruanda, un’incursione nel continente africano agevolata da mosse che mettono insieme diplomazia, affari, interessi particolari.

 

BENJAMIN NETANYAHU

Le iniziative sono rese più facili dalla composizione del team di mediatori, non più di quattro-cinque figure rappresentative, compreso l’emiro Al Thani, ma anche dall’enorme peso economico, con investimenti cospicui in aree vicine oppure in Occidente. I dirigenti parlano con il direttore del Mossad, con il numero uno della Cia, con il responsabile dell’intelligence egiziana, con gli esponenti in esilio di Hamas, canale di comunicazione indispensabile per poter raggiungere il capo militare, Ezzedine al Haddad, trincerato nei tunnel di Gaza. È lui ad avere l’ultima parola perché detiene le chiavi delle «celle».

 

il rilascio dell ostaggio israeliano omer wenkert

L’appartenenza al campo arabo non impedisce a Doha di ospitare la strategica base Usa di Al Udeid e un centro nevralgico per le operazioni del Pentagono nella regione.

 

Simboli di una collaborazione stretta, l’estensione di una partnership solida. E non per caso l’Iran ha preso di mira con una salva di missili l’installazione in Qatar come atto di rappresaglia dopo che i B-2 statunitensi avevano bersagliato il sito nucleare di Fordow. Azione teatrale, «telefonata», dei pasdaran che, pur provocando danni contenuti, ha sottolineato la particolare posizione di Doha.

sheikh tamim bin hamad al thani miliziani di hamas in tiro per la cerimonia di rilascio degli ostaggi miliziani di hamas durante la cerimonia di rilascio degli ostaggi Tamim bin Hamad Al ThaniNETANYAHU INCONTRA I GIORNALISTI - 1

[…]

il capo di hamas Ismail Haniyeh - emiro del qatar Hamad bin Khalifa al Thani

PROTESTE CONTRO HAMAS NELLA STRISCIA DI GAZA

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)