IL NUOVO ACRONIMO DEL PNRR BY TITO BOERI: “PROPRIO NESSUNA RIFORMA RILEVANTE” – L’ECONOMISTA STRONCA LA POLITICA ECONOMICA DELL’ARMATA BRANCA-MELONI: “IL DOCUMENTO DI FINANZA PUBBLICA PRESENTATO IERI NON RIDUCE L’INCERTEZZA PERCHÉ A QUATTRO ANNI DAL GIURAMENTO DEL GOVERNO, CHE SI APPRESTA A DIVENTARE IL SECONDO PIÙ LONGEVO DELLA STORIA REPUBBLICANA, ANCORA NON È DATO SAPERE QUALE SIA LA POLITICA ECONOMICA DI QUESTO GOVERNO, COSA INTENDA FARE PER FRONTEGGIARE LE NOSTRE PIÙ GRANDI VULNERABILITÀ, A PARTIRE DA QUELLE ENERGETICA E DEMOGRAFICA” – “IL PROBLEMA DEI NOSTRI CONTI PUBBLICI È NEL DEBITO CHE CONTINUA AD AUMENTARE IN RAPPORTO AL REDDITO NAZIONALE..."
Estratto dell’articolo di Tito Boeri per “la Repubblica”
Ieri l’Istat ha confermato che l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in Italia nel 2025 è stato pari al 3,1% del pil.
Questo significa che […] l’Italia non può uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo. Non potrà così essere autorizzata da Bruxelles a finanziare in deficit fino a un punto e mezzo di pil di spesa militare […].
Non è una buona notizia per il paese. Forse lo è per il solo ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, chiamato a tenere i cordoni della borsa di fronte a una maggioranza di governo sfilacciata, in fibrillazione dopo la sconfitta del referendum, in un anno pre-elettorale.
giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse
Ne è la testimonianza la scelta di varare in fretta e furia, unici in Europa, il costosissimo taglio delle accise sulla benzina (che sarà politicamente molto difficile rimuovere), a beneficio anche dei ceti più abbienti.
Non è chiaro cosa il governo Meloni intenda fare nell’ultimo anno della legislatura, di fronte a uno shock energetico, cui siamo particolarmente vulnerabili, e che non può essere temporaneo dati i danni ingenti già causati della guerra a fonti strategiche per il nostro paese.
Il Documento di Finanza Pubblica presentato ieri […] non rassicura i mercati perché il problema dei nostri conti pubblici è nel debito che continua ad aumentare in rapporto al reddito nazionale.
Questo avviene per due principali ragioni. La prima è la bassa crescita che ci relega una volta di più ad essere il fanalino di coda in Europa. Verrebbe da ironizzare sui tassi di crescita mirabolanti di cui ci eravamo accreditati in sede di approvazione del Pnrr.
il video di giorgia meloni sul pnrr 4
Non c’è da stupirsi della performance attuale dato che quel piano non ci ha consentito Proprio Nessuna Riforma Rilevante. La seconda ragione è il retaggio del superbonus che ha effetti sul debito man mano che i crediti d’imposta si manifestano. Teniamo poi conto che con il Pnrr ci siamo ulteriormente indebitati anche se questo si vedrà solo da quando cominceremo a ripagare i prestiti concessi dall’Europa.
Non riduce l’incertezza perché a quattro anni dal giuramento del governo Meloni, che si appresta a diventare il secondo più longevo della storia repubblicana, ancora non è dato sapere quale sia la politica economica di questo governo, cosa intenda fare per fronteggiare le nostre più grandi vulnerabilità, a partire da quelle energetica e demografica. Speriamo che si torni a parlare di questi temi, e non solo per slogan, nella lunga campagna elettorale che ci attende.
PNRR – GIORGIA MELONI URSULA VON DER LEYEN - VIGNETTA BY LE FRASI DI OSHO
L’unica buona notizia di ieri è che l’Istat ha dato una prova di indipendenza. In molti sostenevano che avrebbe rivisto le stime del disavanzo portandole appena sotto al 3% per farci uscire dalla procedura di disavanzo eccessivo. Posso dire per esperienza diretta che le pressioni politiche su chi produce statistiche sono fortissime. […]
meloni e le modifiche al pnrr vignetta by rolli il giornalone la stampa
giorgia meloni antonio tajani giancarlo giorgetti foto lapresse
