berlusconi conte zingaretti

CI SIAMO ‘MES’ NEI PASTICCI - GOVERNO E OPPOSIZIONE SPACCATI: PER CONTE UN FRAGILE VIATICO IN VISTA DEL NEGOZIATO DECISIVO IN EUROPA – AFFOSSATI I CORONABOND, PD E FORZA ITALIA CONVERGONO SULLO STRUMENTO DEL “RECOVERY FUND”, UN FONDO PER FAR RIPARTIRE LE AZIENDE STRATEGICHE. SI PARLA DI MILIARDI DI EURO, GARANTITI DIRETTAMENTE DAL BILANCIO DELL' UE. LA SPERANZA È CHE SIA UNA SORTA DI PIANO MARSHALL…

Vittorio Macioce per il Giornale

 

GIUSEPPE CONTE IN VIDEO CONFERENZA

Il virus non è l' unico problema. Questi mesi assomigliano a una sorta di poema epico e il finale non è garantito. Potrebbe non esserci un «vissero tutti felici e contenti». Infatti non è una fiaba, ma un viaggio nel deserto. Ci sono almeno tre sfide da superare  e ognuna è una scommessa. La prima è appunto spegnere la pandemia. La seconda è sopravvivere a un orizzonte economico devastante, da repubblica di Weimar.

 

La terza è salvare quella cosa chiamata Europa, che una volta era un sogno, poi in molti hanno cominciato a vedere come un incubo e ora rischia di essere semplicemente inutile. Solo che pensare di affrontare le prime due sfide da soli rende l' impresa quasi impossibile. Quindi la cosa più saggia sarebbe dare un destino all' Europa, fidandosi gli uni degli altri e scacciando la paura. Non è affatto semplice.

 

Le notizie che arrivano dal Parlamento europeo bisogna decifrarle. Ieri è stata approvata una risoluzione che è una traccia nella notte, un segnale per capire dove si può andare. Non ha forza di legge, ma è una carta che si può giocare il 23 aprile, quando tutti i capi di governo si riuniranno per aprire la stagione della «ricostruzione».

GIUSEPPE CONTE AL PC

 

Qual è il cardine di questa risoluzione? I «recovery fund». Non è un incantesimo, ma un fondo per far ripartire le aziende strategiche. Si parla di miliardi di euro, garantiti direttamente dal bilancio dell' Ue. La speranza è che siano una sorta di piano Marshall. È uno dei quattro strumenti, oltre al lavoro sui mercati della Bce, per non affogare. Gli altri tre sono il sostegno al lavoro, una casa integrazione europea (Sure), i 200 miliardi per le piccole e medie imprese (Bei) e gli investimenti nella sanità sostenuti con l' ormai famoso fondo salva Stati, cioè il Mes.

 

Sembra tutto fatto, ma in realtà l' ultima parola spetta ai governi nazionali, che devono trovare un accordo. Il vertice di giovedì prossimo promette molto, ma già comincia a circolare la voce che sul piatto non ci sarà nessuna cifra, ma solo delle idee per avviare il dibattito.

 

Il voto di ieri sta avendo dei riflessi inaspettati e polemici sul fronte politico italiano.

i post di valentina fico su giuseppe conte

Questo perché il giorno prima è stato bocciato un emendamento presentato dall' eurogruppo dei Verdi a favore degli «eurobond». Qui le cose si complicano. Il Pd e i Cinque Stelle hanno votato a favore, insieme a Fratelli d' Italia. Lega e Forza Italia hanno votato no. Accuse e stupore. Ma come votate contro gli eurobond tanto amati, quelli che sono l' alternativa al capestro del Mes? Sembra assurdo, ma in realtà c' è una ragione. Gli eurobond, o coronabond, come spiega in una nota Silvio Berlusconi, sono rispetto ai «recovery», uno strumento meno efficace e con un nome compromesso, su cui non si sarebbe mai raggiunta l' intesa. Il motivo è che mentre gli «eurobond» pesano sul bilancio dei singoli Stati, i «recovery» sfruttano una garanzia comunitaria. La differenza sembra sottile, ma salva la faccia ai governi rigoristi davanti ai propri elettori. Sono, insomma, un punto di caduta accettabile per tedeschi e olandesi.

 

Le carte si mischiano però di nuovo quando si va a votare proprio i «recovery bond».

giuseppe conte matteo salvini

Forza Italia e Pd convergono sul sì. Lo battezzano anche gli europarlamentari della Meloni (che resta però contraria al Mes). La sorpresa è che gran parte dei grillini si astiene e alcuni dicono no. Voto nullo anche per la Lega. È una sorta di giostra, dove ognuno gira per conto suo. Si gioca a puntare il dito contro il vicino e di certo c' è solo che il premier Conte sta ballando su una maggioranza che non si riconosce. Il governo italiano è una quadriglia.

 

GOVERNO E OPPOSIZIONE SPACCATI

giuseppe conte furioso in conferenza stampa.

Federico Capurso per la Stampa

 

Ognuno per la propria strada, anche in Europa. Pd e Movimento 5 stelle si spaccano al momento del voto, in seno al Parlamento europeo, su Mes e Recovery fund, offrendo così un' immagine debole della maggioranza che sosterrà la posizione di Giuseppe Conte al Consiglio europeo di giovedì prossimo. Il premier non avrebbe potuto chiedere di peggio. Nelle stanze di palazzo Chigi affiora un sentimento di insofferenza che dal Pd scaricano sul Movimento: «Dispiace non essere riusciti a mostrarci compatti. Qualcuno ha fatto vincere l' ideologia sul buon senso».

berlusconi a nizza

 

Tensioni che si riflettono anche sulla risoluzione finale, che viene approvata da una larga maggioranza (395 sì, 171 no, e 128 astenuti), ma trova le forze di governo frammentate: i Dem e Italia Viva a favore, 10 europarlamentari M5S astenuti e 3 contrari. Così, mentre Nicola Zingaretti esulta per un voto che «aiuta l' Italia, la sua economia, le imprese, il lavoro», la capodelegazione M5S a Bruxelles, Tiziana Beghin, chiede «maggiore coraggio all' Europa». Gli elementi chiave della risoluzione, che dovrà dare impulso ai lavori del prossimo Consiglio europeo, sono la nuova linea di credito collegata al Mes, e lo strumento del Recovery fund che contiene, di fatto, un embrione dei coronabond, da sostenere però attraverso i contributi annuali che ogni Paese dà al bilancio dell' Unione.

salvini e meloni

 

Proprio su quest' ultimo punto si crea una delle tante fratture di giornata. I Cinque stelle, a differenza del Pd, votano contro: «È uno strumento di finta condivisione del debito», spiega il grillino Ignazio Corrao. Tra i Dem, invece, il ragionamento è improntato alla Realpolitik: «Potrebbe essere il miglior strumento che riusciremo a ottenere da questa trattativa. Dovremmo difenderlo tutti insieme».

 

I leader Ue, nella riunione in programma la prossima settimana, potrebbero già chiedere alla Commissione di impostare l' impianto del Recovery fund. I tempi di gestazione del nuovo strumento, però, potrebbero essere lunghi e probabilmente si arriverà a fine 2020. Ecco perché brucia ancora la bocciatura dell' emendamento proposto dai Verdi europei che avrebbe spianato la strada ai coronabond, affossato dai voti contrari e determinanti di Lega e Forza Italia. «Colpa dell' irresponsabilità della destra», attaccano Pd e M5S. «Mai stati a favore», rispondono dal Carroccio.

NICOLA ZINGARETTI DOPO IL CONTAGIO DA CORONAVIRUS

 

Il centrodestra è costretto a osservare le divisioni interne. Berlusconi vota a favore del Mes e della risoluzione finale, mentre Fdi dà l' ok alla parte sui recovery bond e a quella sui coronabond, ma al voto conclusivo si mette di traverso, proprio per la presenza del Mes. La Lega invece vota contro ogni cosa, compresi gli eurobond.

 

 

giuseppe conte furioso in conferenza stampa

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