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NUOVO GUAIO PER IL PD NEL LAZIO – ALESSIO D'AMATO, ASSESSORE ALLA SANITÀ E TRA I CANDIDATI ALLA SUCCESSIONE DI  ZINGARETTI ALLA GUIDA DELLA REGIONE, È STATO CONDANNATO DALLA CORTE DEI CONTI PER DANNO ERARIALE – DOVRÀ RISARCIRE, INSIEME AD ALTRI RESPONSABILI, 275 MILA EURO PER FONDI PUBBLICI STANZIATI INDEBITAMENTE TRA IL 2005 E IL 2008 – UN COLPO CHE RISCHIA DI COMPROMETTERE DEFINITIVAMENTE LA CORSA DI D'AMATO E SPOSTA GLI EQUILIBRI E LE ALLEANZE IN VISTA DELLA PROSSIMA CAMPAGNA ELETTORALE PER LE REGIONALI

Nella Trocchia per www.editorialedomani.it

 

ALESSIO D AMATO

Dopo le dimissioni di Albino Ruberti da capo di gabinetto del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, per il video nel quale parlava ai commensali con il frasario di Suburra, si abbatte un altro scandalo sul Pd e sul centrosinistra. Alessio D'Amato, potente assessore alla Sanità nel Lazio, tra i candidati alla successione di Nicola Zingaretti alla guida della regione, è stato condannato dalla Corte dei Conti a risarcire, insieme ad altri responsabili, 275 mila euro. Il danno erariale rischia di compromettere definitivamente la sua corsa e sposta gli equilibri e le alleanze in vista della prossima campagna elettorale per le regionali.

 

I fatti risalgono agli anni 2005-2008, periodo nel quale sono stati stanziati i fondi pubblici, utilizzati, secondo i giudici contabili, in spregio dell'interesse pubblico e in maniera difforme rispetto all'oggetto dello stanziamento. Il processo penale per truffa aggravata si è chiuso con la prescrizione del reato, ma come Domani ha documentato, lo scorso febbraio, è arrivato il rinvio a giudizio di D’Amato, firmato dal pubblico ministero contabile Barbara Pezzilli e dal procuratore generale Pio Silvestri.

 

LA SENTENZA

alessio d'amato nicola zingaretti

Ora è arrivata la sentenza, i giudici Tommaso Miele, Massimo Balestieri, Giovanni Guida hanno condannato D'Amato, in solido con i collaboratori Barbara Concutelli ed Egidio Schiavetti, a pagare 275mila euro oltre gli interessi legali. A nulla è valso il tentativo della difesa di considerare prescritte le contestazioni e neanche le pezze d'appoggio depositate, «documentazioni giustificative alterate» le definisce la Corte che scrive di «un preordinato sistema decettivo con finalità distrattive».

 

Secondo la difesa D’Amato non avrebbe rivestito un ruolo gestionale nell’associazione destinataria dei fondi regionali, ma i giudici con tre esempi, ricavati dalla mole di documentazione della guardia di Finanza, hanno dimostrato «il diretto coinvolgimento del convenuto essendo i predetti materiali facenti diretto riferimento alla sua persona pagati con fondi relativi a spese rendicontate dall'associazione fondazione Italia-Amazzonia onlus».

 

LE CONTESTAZIONI

alessio d'amato

Ma D’Amato come ha causato un danno erariale alla regione, l'ente del quale era a era al tempo consigliere e oggi assessore e plenipotenziario? La vicenda è molto semplice e gira attorno a due associazioni attraverso le quali si è realizzato l'uso disinvolto dei fondi pubblici e la distrazione dei soldi dalle originarie finalità.

 

L'associazione “Fondazione Italia – Amazzonia onlus”, della quale D'Amato è stato fondatore, vicepresidente e presidente onorario, è stata destinataria di 275mila euro, attraverso due finanziamenti, per il programma di promozione di «iniziative di carattere sociale, culturale e sportivo di peculiare interesse per la regione».

 

alessio d'amato

Bisognava, con quei soldi, realizzare progetti di ricerca e valorizzazione delle culture dei popoli amazzonici. E, invece, i soldi dei cittadini sono stati utilizzati per sostenere, in modo indebito, «l’attività politica e di propaganda elettorale svolta dall’associazione Rosso Verde-Sinistra Europea, che nel periodo in esame ha espresso propri candidati alle elezioni politiche del 9-10 aprile 2006 e alle comunali del 29-29 maggio 2006», si legge nell'atto d'accusa della procura accolto integralmente dai giudici. Così è arrivata la sentenza e la richiesta di restituzione del danno erariale, un pronunciamento contro il quale i coinvolti annunciano ricorso.

alessio d'amato 2

 

«Ritengo la sentenza ingiusta ed ingiustificata e contro la quale sarà depositato immediatamente l'appello da parte degli avvocati Angelo Piazza e Gennaro Terracciano», dice l’assessore Alessio D’Amato in un comunicato. Gli abbiamo chiesto se ritirerà la sua candidatura alla presidenza della regione che, secondo la Corte dei Conti, ha danneggiato, ma al momento non ha risposto.

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