UN ANGELINO DI TRAVERSO - ALFANO FA LA VOCE GROSSA CON RENZI, DICENDO NO ALLE UNIONI CIVILI E AL SUPERAMENTO DELLA BOSSI-FINI PER NON PERDERE VOTI TRA I CATTO-MODERATI

Da "la Stampa"

No alle unioni civili, no alla riforma della Bossi-Fini. Angelino Alfano punta i piedi di fronte alle "richieste" di Matteo Renzi in vista del "patto di Coalizione" e avvisa Enrico Letta: attenzione ad accogliere tutte le proposte avanzate dal neosegretario del Pd perché il Nuovo Centro Destra è pronto a dare battaglia.

Due punti indicati come essenziali da Renzi, in particolare, non vanno giù al leader di Ncd: riconoscimento giuridico delle unioni civili e modifica dell'attuale legge che regola l'immigrazione. Nel primo caso - precisa il vicepremier - «non ci si può pensare senza pensare prima alle famiglie»; quanto alla Bossi-Fini, il leader di Ncd sottolinea che «tra gli immigrati che si sono cuciti la bocca nel Cie di Roma, alcuni avevano già conti in sospeso con la Giustizia; e con la sicurezza degli italiani non si scherza».

La parole di Alfano danno la stura al confronto politico che, come spesso accade quando si toccano i temi etici, adotta toni forti. Il centrodestra, non solo con i parlamentari di maggioranza, difende la posizione di Alfano.

Il Pd attacca a testa bassa: «I rapporti di maggioranza sono cambiati, Alfano si adegui», chiosa Davide Faraone della segreteria dei democrats. «Ricordiamo al leader del Ncd - scrivono poi i senatori renziani Andrea Marcucci e Isabella De Monte, firmatati di un disegno di legge che riconosce le unioni civili per le coppie omosessuali - che nel 1970 la legge sul divorzio, passò nonostante l'opposizione della Dc, che pure aveva un peso ben maggiore del suo partitino». Come dire: siamo pronti ad andare avanti da soli.

Non mollano però i moderati e i cattolici del campo avverso. E a minaccia si risponde con minaccia: «Il buonsenso - scandisce Maurizio Sacconi, capogruppo Ncd al Senato - vuole che l'atto più emblematicamente politico come la riforma elettorale debba essere parte del patto di maggioranza tanto quanto un atto che investe le coscienze dei singoli prima ancora delle formazioni collettive, come è l'eventuale regolazione delle unioni omosessuali, rimanga al di fuori del patto di maggioranza.

Il contrario sarebbe solo sabotaggio del governo», avverte. Anche l'Udc pone dei paletti e con Lorenzo Cesa si dice «disponibile a discutere dell'estensione dei diritti civili alle coppie conviventi» senza però accettare «alcuna equiparazione tra le unioni civili ed il matrimonio».

Ma Renzi vede ben tracciata la sua strada e decisamente non molla la rotta stabilita. Nel pomeriggio il neosegretario incontra a Roma nella sede del partito il ministro per l'integrazione Cecile Kyenge. Un colloquio riservato che però ha tutto l'aspetto di una risposta immediata anche agli altolà di centrodestra sulla Bossi-Fini.

Ma se su questi due temi - unioni civili e immigrazione - Alfano e Renzi sembrano trovarsi su pianeti diversi (spetterà domani al `rottamatore´ in segreteria decidere come proseguirà il confronto), si registra però una apertura al dialogo per la riforma della legge elettorale proposta dal sindaco fiorentino.

Un dato politicamente rilevante nella logica della trattativa che ci sarà quando i `contendenti´ siederanno al tavolo per il `patto di Coalizione´. Il modello «sindaco d'Italia», ovvero ballottaggio e premio di maggioranza, piace al centrodestra. Ma anche i tempi proposti dal segretario del Pd per cambiare la legge hanno successo nel Ncd: «Ok sulla tempistica - sottolinea Alfano - va bene se a febbraio passa il primo sì alla Camera. E ci fidiamo non sia per anticipare voto».

Insomma, Renzi ed Alfano hanno posto le loro condizioni in vista del "patto di coalizione". Spetterà al premier Letta, in serata rientrato a Roma, fare la sintesi di posizioni apparentemente inconciliabili anche se, ai microfoni del Tg1, mostra un velato ottimismo su possibili intese.

 

Alfano Vespa e Renzi RENZI E ALFANO ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI BRUNO VESPA ALMA SHALABAYEVA TORNA A ROMA fini bossi

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?