CESPUGLI SENZA FUTURO - PUR DI NON TORNARE IN GINOCCHIO DAL BANANA, ANGELINO PENSA A RILANCIARE IL PROGETTO DELLA “COSA BIANCA” CON CASINI E MARIO MAURO

Da "la Repubblica"

«Dovete mettermi nelle condizioni di non tornare tra le braccia di Berlusconi». Questo il leit motiv che Angelino Alfano ha ripetuto agli altri leader di maggioranza, Renzi in testa, nelle trattative bollenti sulla legge elettorale. Con l'Italicum uno spiraglio di salvezza dal rientro "con il cappello in mano" in Forza Italia per Angelino e i suoi c'è, ma la via per arrivarci prevede scossoni al centro.

Già, perché per i piccoli entrare in Parlamento con lo sbarramento al 8% sarà dura, ma l'aver evitato il bipartitismo del sistema spagnolo uno spiraglio di potersi alleare con il Cavaliere pur mantenendo la propria autonomia c'è. «In fondo il doppio turno a noi giova perché Berlusconi alle politiche avrà bisogno di noi per andare al ballottaggio», confidava ieri il vicepremier ai collaboratori al termine di una giornata segnata dall'incontro con Renzi al Viminale. Ma la via è stretta.

I contatti, frenetici, al centro sono già partiti. Mario Mauro, leader dei popolari che si sono staccati da Monti, ha aperto i canali ufficiosi con Alfano. Il ministro della Difesa vorrebbe creare un listone targato Ppe già alle prossime europee, come ha detto allo stesso Renzi in un breve incontro ieri pomeriggio al Nazareno: «Non torniamo con Berlusconi, vogliamo un soggetto unico con Casini e Alfano a maggio, sarebbe la prova generale per le prossime politiche».

E i popolari assicurano che è in corso un dialogo anche con i civici di Mario Monti. Che però, freschi di divorzio, non ne vogliono sapere, come spiega il capogruppo a Montecitorio Andrea Romano: «Noi alle europee faremo una squadra liberaldemocratica con Fare, con il nuovo movimento liberal di Oscar Giannino (Ali) e con Tabacci. Per le politiche - aggiunge vedremo i programmi, ma è plausibile che guarderemo al Pd di Renzi del quale potremmo essere l'ala liberaldemocratica».

Il campo centrista dunque è quello di Alfano, Mauro e Casini. Con diverse variabili. Primo, se Mauro e i suoi vorrebbero lanciare il nuovo rassemblement per le europee, l'Ncd invece alle elezioni per Strasburgo ci vuole andare da solo. Come spiegava ieri un ministro alfaniano lontano dai microfoni: «Non ci conviene annacquarci alle europee, abbiamo appena fatto il nostro simbolo e dobbiamo prendere forza e identità».

Dunque per Alfano se ne parla per le politiche che al più tardi si dovrebbero tenere nel 2015. Lo schema di partenza prevede l'incontro al centro con Casini e Mauro, magari, pur restando autonomi, per fare da alleati di Berlusconi che avrà bisogno di loro per giocarsi l'accesso al secondo turno. Ma lo schema potrebbe clamorosamente cambiare.

I ministri del Nuovo Centrodestra sono infatti infuriati con Berlusconi perché, spiega uno di loro, «lo sbarramento del 5% a Renzi lo ha chiesto Verdini proprio per danneggiare noi e gli altri piccoli e ad essere neri con il Cavaliere sono anche Fratelli d'Italia e Lega». Il che, vaticinava ieri il capogruppo di Ndc Enrico Costa, «avrà conseguenze sulla formazione della coalizione di centrodestra».

E lo schema alternativo che prende forma nei dibattiti tra Quagliariello, Lupi e Alfano, racconta un big dell'Ncd, è questo: «O costruiamo il Nuovo Centrodestra o "un altro centrodestra". Nel primo caso possiamo allearci con Berlusconi mantenendo però la nostra autonomia, altrimenti si può pensare a una coalizione del tutto nuova senza Forza Italia che parta dal centro dei popolari, passi da noi per arrivare alla Lega e a Fratelli d'Italia. Così andremmo immediatamente a doppia cifra e usciremmo dalla logica padronale di Berlusconi».

 

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