shakespeare in the park a new york in cui si ammazza un simil trump

AMERICA FATTA A MAGLIE - A NEW YORK SHAKESPEARE AMMAZZA IL PRESIDENTE E PERDE SPONSOR (VIDEO), UN DEPUTATO PROVA A INIBIRE I TWEET DI TRUMP PER VIA LEGALE, IL TRAVEL BAN CONTESTATO DA UN’ALTRA CORTE, E A WASHINGTON VA IN SCENA IL CIRCO DELLA DEPOSIZIONE DI JEFF SESSIONS, CHE FECE L’ERRORE DI RICUSARSI DAL RUSSIAGATE

 

VIDEO - IL ‘GIULIO CESARE’ DI CENTRAL PARK CON TRUMP PROTAGONISTA (CHE FINISCE ACCOLTELLATO)

 

 

 

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

shakespeare in the park a new york in cui si ammazza un simil trumpshakespeare in the park a new york in cui si ammazza un simil trump

A New York a Central Park il public Theater mette in scena un Giulio Cesare nel quale il tiranno che alla fine viene accoltellato dai congiurati assomiglia al Presidente in modo impressionante, con quelle giacche lunghe, la cravatta pure lunga, il capello biondo con riporto, e poi ha una moglie slava e una vasca da bagno d'oro.

 

A protestare sono stati in molti, in testa Donald Junior, figlio di Trump, ma la cosa si è estesa a tal punto attraverso internet che ha mostrato un video della rappresentazione, che Bank of America e Delta Airlines che erano gli sponsor del public Theater estivo hanno ritirato la sponsorizzazione spiegando che si e’ andati ben oltre la libertà di espressione, American Express ci sta pensando e intanto si è dissociata.

shakespeare   in the  park a new york in cui si ammazza un simil trumpshakespeare in the park a new york in cui si ammazza un simil trump

 

Libertà di espressione, diritto dell'arte, che invece il Comptroller di New York (una specie di assessore al bilancio) ha ribadito a nome della City e del sindaco, dichiarando che gli sponsor che si sono ritirati hanno detto che quello che va in scena è un classico. Così’ fino a fine mese a New York Shakespeare ammazza il presidente.

 

Non basta. Una legge per impedire a Donald Trump di fare in libertà i suoi amati e preziosi tweet, mi viene da ridere, un'altra per cominciare l'impeachment comunque sulla storia di Comey, anche se si è rivelata un flop totale, due procuratori che ravvisano conflitto di interessi negli incassi da Paesi stranieri degli alberghi di proprietà del presidente, la solita Corte d'Appello che blocca per abuso di potere il bando temporaneo ai 6 paesi musulmani per i quali I controlli sui visti non sono garantiti: sono centinaia di milioni di dollari già buttati per indagini che a nulla davvero sembrano portare.

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A Washington qualcuno tutte le mattine dovrebbe ricordare la verità, che è brutale ed è sempre la stessa, ovvero che 2,.600 su 3.100 contee, l'84 per cento del territorio degli Stati Uniti, ha votato per Donald Trump e non per Hillary Clinton. Saranno stati i russi, avranno votato gli hacker? Cialtroni.

 

Il circo America e’ in piena tournée, questa sera alle 8:00 ora italiana, è attesa la pubblica testimonianza al Senato di Jeff Sessions, Attorney General, accusato nientemeno che di aver omesso di dettagliare incontri durante le audizioni nel mese di gennaio scorso. Ma quegli incontri, sosterrà lui, erano avvenuti nel 2016 quando ancora era senatore, non ministro, prima del voto. Con chi? Con chi se non col famoso e solito ambasciatore russo, colpa per la quale dovrebbero ritirarsi a vita privata praticamente tutti i deputati, senatori, lobbisti e così via.

 

shakespeare  in the  park a new york in cui si ammazza un simil trumpshakespeare in the park a new york in cui si ammazza un simil trump

Ad ogni modo Sessions ha in seguito alle accuse scelto di sottrarsi al suo diritto/dovere di controllare e gestire l'inchiesta sul cosiddetto Russia gate, una delle ragioni per cui la cosa invece di chiudersi sta continuando e rischia di finire a puttane. Sessions ha sbagliato, Trump e’ giustamente infuriato con lui, perché è caduto nella trappola delle paure e dei ricatti di Washington, rifugiandosi senza consultarsi col presidente. Ora al ministro della Giustizia tocca essere interrogato e messo sulla griglia come un testimone qualunque davanti alle telecamere tv.

donald trump jeff sessionsdonald trump jeff sessions

 

 Per la verità è stato Sessions a chiedere la sessione pubblica nel tentativo di chiarire le cose definitivamente, visto che anche giovedì scorso nella sua testimonianza flop James Comey, ex direttore dell'FBI, ha lasciato intendere di avere delle informazioni che non può rivelare sull’ attorney general.

 

Avanti così, intanto l'attività politica e l'agenda del presidente e della Casa Bianca vengono rallentate o perlomeno messe in un angolo rispetto all'attenzione che dovrebbero avere.

donald trump  jeff sessionsdonald trump jeff sessions

Di twittare però a Trump non riescono a impedirglielo. Ci provano con tutte le loro forze e a dire il vero anche nel suo entourage c’e’ chi gli consiglia di diradare il numero dei tweet. Fatica sprecata.

 

Prendi oggi che la Corte d'Appello del nono circuito ha nuovamente bloccato il cosiddetto Travel ban, il bando sull'ingresso dai 6 paesi musulmani, I cui visti sono rilasciati senza vero controllo e dai quali paesi provengono i terroristi, e lo ha fatto proprio citando un tweet del presidente.

 

 Bene, ha subito risposto Trump, l'hanno fatto di nuovo, hanno di nuovo sentenziato contro il Travel ban in un'epoca così pericolosa della storia del nostro Paese.

Subito dopo un altro tweet, più criptico.” I media costruttori di notizie false non sono mai stati così in torto e così sporchi. Storie scorrette appositamente e fonti fraudolente, tutto pur di realizzare i loro progetti di odio”’.

il new yorker su jeff sessions e sergey kislyakil new yorker su jeff sessions e sergey kislyak

 

 

Twitter, l'ho scritto molte volte, è uno strumento tanto potente e rivoluzionario di comunicazione diretta quando la bestia nera dell'establishment che si ritrova privato della capacità e della funzione di corpo intermedio. Donald Trump usa sia il canale ufficiale di presidente che, ed è quello vero, il suo vecchio account @realDonaldTrump, che ha più di 30 milioni di followers.

 

 

 Ora il deputato Mike Quigley dell’Illinois ha presentato una proposta di legge in base alla quale tutti i tweet del presidente dovranno essere archiviati obbligatoriamente in ossequio al Presidential Records Act, una legge del 1978 che prevede l’archiviazione di tutte le comunicazioni presidenziali.

 

 Qual è la vera ragione? Elementare Watson, cercare di imbrigliare questa forma di comunicazione, rendendola burocratica, ufficiale, quindi introducendo se non un elemento di autocensura del presidente, almeno un elemento di censura da parte dei collaboratori.

 

Dice infatti il furbissimo Quigley: “Allo scopo di mantenere la fiducia del pubblico nel governo, i politici eletti devono rispondere di ciò che dicono e fanno; questo comprende anche tweet da 140 caratteri. Il frequente e non filtrato uso da parte del presidente Trump del suo account personale su Twitter come mezzo di comunicazione ufficiale è senza precedenti. Se il Presidente ha intenzione di usare i social media per fare improvvisi proclami politici, dobbiamo assicurare che queste dichiarazioni siano documentate e preservate per il futuro”.

 

donald  trump  tweetdonald trump tweet

Ma dalla Casa Bianca non hanno fatto una piega, e persino il cerbero portavoce Sean Spicer si è detto d'accordo che tutte le comunicazioni del presidente degli Stati Uniti debbano essere considerate dichiarazioni ufficiali.

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