antonio angelucci

ANGELUCCI PERDE IN TRIBUNALE MA VINCE IN PARLAMENTO – L’EX PORTANTINO DEL SAN CAMILLO HA UNA RAFFICA DI CONTENZIOSI CIVILI DAL VALORE MILIONARIO, CHE SPESSO PERDE: L’ULTIMO RICORSO IN CASSAZIONE SULLE CAUSE CON LA REGIONE LAZIO È FINITO MALE, E LA SUPREMA CORTE GLI HA DATO TORTO – MENO MALE CHE A RISOLLEVARE IL MORALE DELL’EDITORE DEL “GIORNALE”, DEL “TEMPO” E DI “LIBERO” CI PENSA IL PARLAMENTO, CON IL DDL CONCORRENZA CHE FA UN REGALONE ALLA SANITÀ PRIVATA – L’ASSENTEISMO RECORD DEL DEPUTATO DELLA LEGA: NEL 2025 HA FATTO IL 100% DI ASSENZE ALLE VOTAZIONI DI MONTECITORIO…

PERDE IN TRIBUNALE, VINCE IN PARLAMENTO, PER ANGELUCCI C’È LA NORMA SALVA-PRIVATI

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone ed Enrica Riera  per “Domani”

 

antonio angelucci

Dietro agli affari del paperone degli eletti a Montecitorio, Antonio Angelucci, si nasconde una raffica di contenziosi civili dal valore milionario. Come raccontato da Domani, si tratta per lo più di cause che la holding riconducibile alla famiglia del parlamentare ha avviato contro la regione Lazio e le Asl capitoline.

 

In alcune si vince, in altre si perde, venendo condannati a corrispondere centinaia di migliaia di euro. Ma pure in caso di condanna in primo e secondo grado, la dinastia degli Angelucci pare voler arrivare fino in fondo.

 

giampaolo e antonio angelucci

Lo dimostrano i ricorsi in Cassazione. Che spesso per la holding o le sue cliniche non sono andati bene. È il caso di una delle ordinanze più recenti dei giudici di legittimità, pubblicata ad aprile 2024 e riferita al ricorso di San Raffaele spa contro l’Asl Roma 1 e la Regione Lazio.

 

Il tribunale di Roma aveva respinto «la domanda della casa di cura San Raffaele S.p.a. di condanna della Asl Roma 1 e della Regione Lazio al pagamento di euro 182.043,93 quale corrispettivo per le prestazioni di day hospital riabilitativo erogate, in regime di accreditamento provvisorio, agli assistiti del Servizio Sanitario Regionale».

 

antonio angelucci

Stessa cosa aveva fatto la Corte d’appello, che riteneva impossibile «il pagamento di spese effettuate extra budget». Ma la San Raffaele spa non ci sta. E porta regione e struttura sanitaria davanti alla Suprema Corte, che gli dà torto. «Il privato, a differenza di quanto ipotizza il ricorrente, non ha – scrive la Cassazione – la facoltà di contestare lo schema-tipo di contratto predisposto dalla Regione».

 

Ancora: «La natura di soggetto accreditato non costituisce vincolo per le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale a corrispondere la remunerazione delle prestazioni erogate al di fuori degli accordi assunti». Risultato: condanna del ricorrente.

 

Analoga è la pronuncia del 2025 con cui la Cassazione dichiara inammissibile un altro ricorso di San Raffaele S.p.a. che agisce contro l’Asl 2 Lanciano-Vasto-Chieti: i giudici confermano la sentenza della corte d’Appello dell’Aquila che aveva negato il diritto della struttura privata al pagamento di prestazioni sanitarie rese nel 2008. In pratica, la società degli Angelucci aveva ottenuto un decreto ingiuntivo per 186.889,19 euro per prestazioni sanitarie del 2008. Tuttavia l’Asl si era opposta, contestando l’assenza di un contratto scritto.

 

giorgia meloni antonio angelucci giampaolo angelucci

Così in primo e secondo grado le pretese di San Raffaele erano state rigettate, col diniego sia del diritto al compenso contrattuale sia di quello all'indennizzo. Ma non solo recupero crediti o erogazione di prestazioni extra budget.

 

In altri ricorsi si discute pure di rapporti di lavoro. Ordinanza della Cassazione di gennaio 2023: la Corte rigetta il ricorso di San Raffaele spa e conferma la decisione della corte d’Appello di Roma, che aveva accertato la natura subordinata del rapporto di lavoro della fisioterapista N.F., inquadrata invece come collaborazione autonoma. Per i giudici non ci sono dubbi: quel contratto di lavoro aveva natura subordinata, in base a numerosi indici. Dall’orario minimo di 36 ore settimanali fino all’inserimento nei turni.

 

[…]

 

Le sconfitte in tribunale sono talvolta indolori: diventano vittorie in parlamento. […] Alla Camera è in dirittura d’arrivo il disegno di legge sulla Concorrenza, che diventa prezioso per i gruppi della sanità privata, tra cui la holding di famiglia del parlamentare.

 

LOS ANGELUCCI DEL RIONE SANITA - BY MACONDO.

Tra le pieghe del testo, che avvia in questa settimana l’iter in aula, viene confermato un regalo confezionato dal governo Meloni: la dilazione della riforma sui requisiti dell’accreditamento al sistema sanitario nazionale, uno dei punti di forza dei bilanci della holding di Angelucci.

 

L’operazione era stata avviata dal governo Draghi per aprire il mercato a nuovi attori e favorire una maggiore competizione nel settore. La destra, appena arrivata al potere, ha frenato. Il termine fissato per ora è il 2026.

 

Il disegno di legge sulla Concorrenza fa registrare un altro testacoda. La base della legge sarebbe quella di vietare «un vantaggio competitivo e una barriera all’ingresso di nuovi soggetti», specifica il dossier illustrativo di Montecitorio.

 

michaela biancofiore antonio angelucci

[…]  Il risultato è certo per Angelucci e gli imprenditori del comparto. Il ddl Concorrenza è solo l'ultimo caso di operazioni a favore della sanità privata con il governo Meloni. La premier continua a rivendicare un aumento della spesa sanitaria, ma in rapporto al Pil è al 6,4, uno dei dati più bassi nei paesi occidentali. E comunque lontano dal 7 per cento fissato come obiettivo dal ministro della Salute. […]

 

ANGELUCCI DA RECORD: MAI PRESENTE ALLA CAMERA

Sintesi dell’articolo di Vincenzo Bisbiglia e Giacomo Salvini per “il Fatto quotidiano”

 

Antonio Angelucci, deputato della Lega, editore di quotidiani di centrodestra (“il Giornale”, “Libero”, “il Tempo”) e potente imprenditore della sanità privata nel Centro Italia, rappresenta un caso limite di assenteismo parlamentare.

 

Nel 2025 non si è mai presentato alla Camera dei deputati per il voto: zero presenze su 4.675 votazioni elettroniche nei primi dieci mesi dell’anno. Un dato che lo rende, di fatto, il parlamentare più assente di Montecitorio dall’inizio della legislatura, se si esclude Umberto Bossi, la cui assenza è però legata a gravi problemi di salute.

 

MATTEO SALVINI A BORDO DELLA FERRARI DI ANTONIO ANGELUCCI A ROMA

I numeri complessivi sono ancora più impressionanti: dal suo ingresso in Parlamento nell’ottobre 2022, Angelucci ha partecipato ad appena 13 votazioni su oltre 15 mila, con un tasso di assenza del 99,91%.

 

Angelucci risulta quasi sempre assente “giustificato”. In media, dall’inizio della legislatura, l’89,7% delle sue assenze è stato coperto dal gruppo parlamentare, permettendogli di non partecipare ai lavori senza perdere la diaria.

 

Dentro la Lega, la questione è un argomento tabù. Qualcuno scherza sull’irrisorio 0,09% di presenze al voto, altri ammettono off the record che le poche “giustificazioni” disponibili ogni giorno sono ambitissime e spesso motivo di tensioni interne. Ma per Angelucci, evidentemente, il problema non si pone.

antonio angelucci 2 ricevimento quirinale 2 giugno 2024 foto lapresse

 

Il suo seggio, sempre vuoto, è utile anche per un altro motivo: l’immunità parlamentare. Deputato dal 2008, Angelucci non compare mai direttamente nelle intercettazioni delle inchieste sulla sanità laziale che hanno coinvolto il gruppo San Raffaele, impero sanitario della famiglia, finito più volte sotto la lente della magistratura ma archiviato. Senza l’autorizzazione del Parlamento, le sue conversazioni non sono utilizzabili dai pm.

 

 

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