erdogan netanyahu

“ANNIENTEREMO ISRAELE SE COLPISCE HAMAS IN TURCHIA” – IL DITTATORELLO ERDOGAN NON USA MEZZI TERMINI PER FAR CAPIRE CHE I SERVIZI SEGRETI DELLO STATO EBRAICO NON SI DEVONO AVVICINARE A ISTANBUL – DOPO L’ATTACCO DEL 7 OTTOBRE IL NUMERO UNO DEGLI 007 ISRAELIANI, RONEN BAR, AVEVA PAVENTATO DELLE OPERAZIONI OLTRE CONFINE PER COLPIRE I MEMBRI DELL’ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA PALESTINESE: “È LA MONACO DELLA NOSTRA GENERAZIONE” 

1 - ERDOGAN, ANNIENTEREMO ISRAELE SE COLPISCE HAMAS IN TURCHIA

BENJAMIN NETANYAU CON RECEP TAYYIP ERDOGAN

 (ANSA) - ISTANBUL, 06 DIC - "Se osano fare una mossa del genere contro la Turchia, pagheranno un prezzo tale che non saranno più un grado di riprendersi". Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in riferimento alle dichiarazioni del capo dello Shin Bet, la sicurezza interna israeliana, Ronen Bar, secondo cui i servizi segreti di Israele hanno ricevuto istruzioni per eliminare i dirigenti di Hamas ovunque si trovino, compresa la Turchia.

 

 "Tutti al mondo sono consapevoli del progresso della Turchia a livello di intelligence e di sicurezza, nessuno dovrebbe dimenticarlo", ha aggiunto Erdogan, come riporta la presidenza della Repubblica di Ankara.

 

2 - CACCIA AI CAPI DI HAMAS ANCHE IN QATAR E TURCHIA “È UN’ALTRA MONACO”

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “La Repubblica”

 

RECEP TAYYIP ERDOGAN ALLA MANIFESTAZIONE PRO PALESTINA

«Elimineremo i capi di Hamas anche in Qatar e in Turchia. Ci vorrà qualche anno, ma lo faremo. Questa è la Monaco della nostra generazione». Non appena i razzi hanno spezzato la tregua di Gaza, il numero uno dello Shin Bet ha esplicitato l’ordine del governo Netanyahu che autorizza l’esecuzione dei leader jihadisti ovunque nel mondo.

 

E per rendere ancora più incisiva la minaccia, Ronen Bar ha evocato l’archetipo della caccia senza quartiere ai terroristi: la rappresaglia contro gli organizzatori dell’attacco alle Olimpiadi di Monaco del 1972. Una vicenda entrata nell’immaginario collettivo grazie anche al film “Munich” diretto da Steven Spielberg, spesso considerata come un modello di azione spionistica.

 

La storia è nota. Un commando di Settembre Nero penetrò nel dormitorio degli atleti israeliani, prendendo nove ostaggi. Le autorità tedesche vietarono l’intervento degli incursori del Mossad e lanciarono un raid maldestro, che si concluse con un massacro. A quel punto, l’11 settembre 1972 Golda Meir decise che non si poteva contare neppure sui Paesi amici dell’Europa e bisognava colpire i guerriglieri palestinesi anche lì. Il primo omicidio avvenne a Roma: Wael Zuaiter fu ammazzato mentre rientrava a casa sua. Il secondo a Parigi: il telefono dell’appartamento di Mahmoud Hamshari venne sostituito con apparecchio identico imbottito di esplosivo. […]

 

un agente negozia con un terrorista al villaggio olimpico di monaco 1972

L’operazione Monaco è stata sospesa dopo alcuni errori clamorosi: in Norvegia, ad esempio, ci fu uno scambio di persona e venne freddato un immigrato marocchino. Ma le “pagine rosse” si sono moltiplicate.

 

[…] Condurre questo genere di missioni nei Paesi amici o neutrali è però diventato sempre più difficile. Lo dimostra lo smacco subìto in Dubai nel 2010, quando è stato soffocato con il veleno un dirigente di Hamas nella sua camera d’albergo: tutte le spie sono state identificate dall’intelligence emiratina grazie alle riprese delle telecamere. Una debaclé che aveva spinto l’allora premier Netanyahu a limitare le spedizioni a Siria e Iran.

 

RECEP TAYYIP ERDOGAN ALLA MANIFESTAZIONE PRO PALESTINA A ISTANBUL

In quel fallimento molti hanno letto una crisi del mito degli agenti israeliani, resi leggendari da pellicole d’azione e persino da romanzi d’amore come “Il Minotauro” di Benjamin Tammuz: l’epoca dell’onnipotenza di Mossad e Shin Bet pareva tramontata con il cambiamento della società ebraica, che aveva dimenticato la condizione di guerra perenne.

 

Adesso lo shock per l’orrore del 7 ottobre mette Israele davanti alla necessità di ricostruire un deterrente illimitato, che lasci senza speranze chiunque pensi di attaccare i suoi cittadini. Come ha detto Ronen Bar, è la sfida della nuova generazione che deve riscoprire la violenta determinazione di quella precedente. Ci vorranno anni: Bar è lo stesso che si è assunto la colpa di non avere impedito la strage del Sabato Nero. Israele dovrà poi misurarsi con nazioni come la Turchia e il Qatar, dotate di servizi di sicurezza esperti e di strumenti tecnologici all’avanguardia: avversari più temibili degli allievi arabi del Kgb affrontati nel passato.

 

BENJAMIN NETANYAHU VISITA I SOLDATI ISRAELIANI NELLA STRISCIA DI GAZA

Il Mossad ha comunque dato prova negli scorsi anni di sapere mettere a segno blitz temerari nel cuore di Teheran, usando pure robot killer. Ma oltre ai problemi operativi, c’è un dubbio concettuale più profondo. Anche il leader dell’Olp Yasser Arafat, come il capo di Hamas Yahya Sinwar, dormiva ogni notte in una casa diversa per evitare agguati, ma il timore della rappresaglia pesava molto sui vecchi leader palestinesi “laici”, impegnati in una lotta politica senza trascurare i piaceri della vita. […]

Ronen Bar capo dello Shin BetRonen Bar capo dello Shin Bet 2

benjamin netanyahu Ronen Bar netanyahu biden erdogan

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