ANVEDI COME GRATTA SILVIO! - QUELLE “COCCOLE” SUL LETTO CON LA ANGELINO JOLIE CAPONE IN ACCAPPATOIO E SLIP

Antonio Massari per "Il Fatto Quotidiano"

Berlusconi colto da un colpo di fulmine, sin dalla prima sera, quando arriva la richiesta di fidanzamento e convivenza, tra le 4 e le 7 del mattino, con lei - Graziana Capone - in slip e accappatoio sul letto e lui, l'ex premier, intento a farle i "grattini", dopo aver detto che la ragazza - all'epoca 23enne - ha talento per tutto: il giornalismo, la politica, il canto. Perché non diventare consigliere regionale in Puglia o in Calabria?

Perché lei non si sente all'altezza. Così arriva, due anni dopo, l'assunzione a palazzo Grazioli, come ufficio stampa, sullo stesso pianerottolo del Cavaliere, con il privilegio di essere la prima a portargli le agenzia di stampa, la mattina, e l'unica a vederlo in deshabillé.

È il racconto di Graziana Capone dinanzi ai magistrati di Bari, che indagano Gianpi Tarantini e Salvatore Castellaneta per induzione alla prostituzione. Furono loro a fare in modo che la Capone incontrasse Berlusconi. Ma tra il Cavaliere e la ragazza, sostiene lei, ci fu solo un platonico sentimento d'amore. Niente sesso. Solo qualche "grattino". Ecco alcuni stralci del verbale.

Happy birthday
"Bè, sono diversi i motivi per cui una ragazza di 23 anni vuole conoscere Berlusconi. La mia famiglia l'ha sempre idolatrato... ritengo che sia un uomo carismatico. E poi per me cantare al compleanno di un Presidente del Consiglio era una cosa prestigiosa".

Partita e festa ad Arcore
"Il programma si è svolto così ...dopo la partita siamo andati ad Arcore, dove c'è l'università. (..) Ci siamo seduti a tavola che erano l'una. C'è stata una cena con trenta quaranta persone. (...). Siamo rimasti lì fino alle tre e poi la gente andava via, fino a che siamo rimasti veramente pochi. Poi mi allontano per andare in toilette, quando rientro non c'era più nessuno. Sono rimasta io e Berlusconi".

"Non abbiamo avuto rapporti sessuali. (...) C'è stata una conversazione affettuosa (..). Ci sono state delle carezze, (..). Eravamo seduti sul letto.(..) Ma è durato abbastanza poco, perché. Io non ero a mio agio, diciamo così, ci siamo coccolati. (..) Avevo degli slip ed avevo un accappatoio, perché avevo chiesto di fare una doccia, visto che, erano molte ore che ero fuori. (..)

Il fatto di non essere riuscita probabilmente ad avere un rapporto sessuale vero con lui in qualche modo ha cambiato la direzione del rapporto". Capone: "Avevo capito che mi stava corteggiando (..) Non so, Dottoressa, lei quando viene coccolata che cosa le fanno? A me mi baciano, mi accarezzano, mi toccano i capelli, le orecchie, mi fanno i grattini".

"Ti candido in Regione"
"Mi disse ‘Alle prossime regionali secondo me puoi fare...' Credo che durante la cena lui mi aveva detto: ‘Ah, sei brava come cantante, però anche come politico, come giornalista'. Successivamente al nostro incontro lui mi chiese se avessi avuto piacere di inserirmi in un Consiglio regionale o della Puglia o della Calabria. Gli dissi che non mi sentivo pronta a fare questa esperienza".

"Voleva fidanzarsi con me"
"Berlusconi desiderava (..) avere una relazione sentimentale con me, (..) alla stregua di una fidanzata, ed è per questo motivo che non abbiamo avuto rapporti sessuali quella sera. (...). L'ho frequentato, abbiamo trascorso delle vacanze insieme, siamo stati parecchio tempo insieme.

Lui desiderava convivere e io devo ammettere invece che mi sono resa conto che c'era una differenza di età sensibile per la quale non sarebbe stato possibile provare un sentimento che non fosse quello dell'amicizia o della stima. Lui voleva delle cose da me che io non gli potevo dare".

L'assunta a palazzo Grazioli
"Svolgevo la mia attività di ufficio stampa (...) nel suo studio, era... sullo stesso piano, era proprio adiacente la stanza. Lui mi aveva messo lì perché voleva tenermi vicina. Ed ero l'unica a portargli le agenzie la mattina, i giornali, ed ero l'unica a poterlo vedere in deshabillé (...) Credo che percepissi uno stipendio di 1.700 euro".

2. E IL MAGISTRATO VOLEVA SAPERE: CON SILVIO AVEVA LE MUTANDINE?"
Roberta Catania per "Liberoquotidiano"

Il processo è quello a carico di Gianpaolo Tarantini e Salvatore Castellaneta (più altre sei persone). Il tribunale è quello di Bari, che procede per induzione e sfruttamento della prostituzione in relazione ai festini (nel 2008) in casa di Silvio Berlusconi.

Il 30 settembre scorso il giudice Ambrogio Marrone convoca Graziana Capone, conosciuta come l'Angelina Jolie di Bari, e Lucia Rossini, nota per essersi fotografata nel bagno della residenza romana dell'allora premier. Rossini èmalata. Ecco la testimonianza della Capone. Il racconto entra nel vivo con il primo incontro della Capone e Berlusconi, il 29 settembre 2008, ad una cena - all'una di notte - nella residenza di Arcore, organizzata dallo staff dopo la partita Milan-Inter.

GIUDICE: «Con quante persone? Più o meno ricorda quante persone c'erano?»
CAPONE: «Sì, beh, eravamo parecchie, non so se trenta o quaranta». G: «Chi sono gli altri?» C.: «Gli altri erano tutti gli altri invitati. Dei quali io però conoscevo soltanto Tarantini. Siamo rimasti lì fino alle... siamo rimasti tutti insieme fino alle tre e poi dopo via via la gente andava via, fino a che siamo rimasti veramente in pochi, tipo in quattro o cinque. Erano già le quattro e mezza, così. Poi io mi allontano per andare in toilette, quando rientro non c'era più nessuno, neppure Giampaolo, era andato via, tra l'altro senza neppure darmene avviso». " .

G.: «E quindi chi è rimasto?»
C: «Sono rimasta io e Berlusconi ».
G.: «Alle quattro del mattino? »
C.: «Sì».
G.: «E poi fino alle sette del mattino che lei è andata via che cosa è successo?»
C: «Beh, ci siamo... lui mi ha raccontato tante cose, abbiamo, insomma, condiviso un momento, insomma, così, di intimità in camera sua, ma non abbiamo avuto rapporti sessuali. Per intimità intendo, insomma, un... così, un raccontarsi, io naturalmente ho raccontato di me, di quello che mi piaceva fare, ma senza francamente nessuna ambizione. Insomma, non mi aspettavo nulla da quell'incontro. In realtà era più lui a propormi, insomma, cose, ma io ero felice così».

G.: «Cioè lei dice che è stata solo una conversazione?»
C: «Beh, c'è stata una conversazione affettuosa, non so come dire».
G.: «Cioè che cosa intende per affettuosa?»
C: «Beh, nel senso che ci sono state delle carezze, ci sono state... insomma, non so che cosa vuole sapere».

G.: «Cioè non c'era nessun atto sessuale, secondo lei?»
C: «No».
G.: «Niente?»
C.: «No, assolutamente no, non ci sono atti sessuali».

G.: «Diciamo, le ha messo una mano sulla spalla così, amichevolmente?»
C: «Beh, no..».
G.: «Che cosa è successo?»
C.: «Beh, ci sono state delle... insomma, delle effusioni così, un po' più che la pacca sulla spalla ecco, però, insomma..».

G.: «Vabbè, e lei come le definisce? Diciamo, è una cosa che lei fa normalmente quando le persone le capita...?»
C.: «E' una cosa che faccio normalmente se un uomo mi piace».
G.: «Ah! Quindi - diciamo - c'era...?»
P.M.: «Giudice, vogliamo chiedere che cosa sono queste effusioni? Perché sennò non riusciamo neanche a capire di che cosa stiamo parlando».

GIUDICE: «C'è un concetto giuridico di queste situazioni ed un concetto materiale diverso. Lei che cosa intende? Così cerchiamo di intenderci prima sul piano materiale, poi vediamo sul piano giuridico».
CAPONE: «Beh, ci sono state delle carezze, non so, però io..».
G.: «Seduti, in piedi, su un divano? »
C.: «Sì, eravamo seduti sul letto».
G.: «Sul letto?»
C.: «Eravamo seduti sul letto, sì».
G.: «Vestiti?»
C.: «Beh, io ammetto che avevo.. ».

G.: «Eravate vestiti o vi siete alleggeriti?»
C.: «Ci siamo... sì, ci siamo alleggeriti ».
G.: «Quanto vi siete alleggeriti? »
C.: «Beh...»
G.: «Si renda conto che la materia del processo è questa purtroppo ».
C.: «Sì».

G.: «Siamo a porte chiuse, ma..».
C.: «Beh, ci siamo alleggeriti, ma è durato abbastanza poco, perché... insomma, io non ero particolarmente e propriamente a mio agio, diciamo così, perciò in qualche modo così, ci siamo coccolati».
G.: «Ed a che punto siete arrivati? »
C.: «...»
G.: «Cioè lei era vestita?»
C.: «Ero... ero... no, proprio vestita... si, insomma, avevo degli slip ed avevo un accappatoio... »

Poi la rivelazione
GIUDICE: «Quindi lei dal 2008 al 2010 è stata assunta nell'ufficio stampa di Berlusconi? E lo ha frequentato?»
CAPONE: «Assolutamente sì, l'ho frequentato, abbiamo trascorso delle vacanze insieme, siamo stati parecchio tempo insieme. Poi devo ammettere che lui, insomma, desiderava convivere con me ed io devo ammettere invece che mi sono resa conto che era... c'era una differenza di età sensibile per la quale non sarebbe stato possibile provare un sentimento che non fosse quello dell'amicizia o quello della stima, quello della... non so, così. Lui voleva delle cose da me che io non gli potevo dare».

 

 

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