elly schlein giuseppe de rita maurizio landini

APPUNTI PER LANDINI E SCHLEIN BY DE RITA – IL 93ENNE FONDATORE DEL CENSIS RIFILA UNA SERIE DI CEFFONI ALLA SINISTRA ITALIANA: “CHI SI OCCUPA DI SINDACATO, SI OCCUPA DI RIVOLTA SOCIALE INVECE DI PARLARE DI CONTRATTI E TUTELA DEI LAVORATORI. QUESTO VUOL DIRE SMETTERE DI CREARE UN LEGAME DI APPARTENENZA CON LA PROPRIA COMUNITÀ” – “I SEGRETARI DI PARTITO HANNO BISOGNO DI STARE SULL'ONDA DELL'OPINIONE PER SOPRAVVIVERE. GIORGIA MELONI LO SA FARE E RIESCE AD AVERE VISIBILITÀ. CHI NON LO SA FARE FINISCE PER NON AVERE ALCUN RILIEVO” – “I PARTITI CHE SI SONO DIMENTICATI DELLA LORO STORIA COME IL PD NON RIESCONO AD AVERE UN'INTERPRETAZIONE DELLA SOCIETÀ”

Estratto dell’articolo di Flavi Aamabile per “la Stampa”

 

giuseppe de rita

Giuseppe De Rita, 93 anni, sociologo, uno dei fondatori del Censis, […] quest'anno il presidente Mattarella […] ha raccontato la storia d'Italia partendo dalle donne e andando avanti per fotogrammi, ognuno in grado di mettere a fuoco un'epoca.

«Non vorrei parlare dei singoli fotogrammi ma sottolineare invece che, per la prima volta, il presidente Mattarella parla del nostro paese, del suo sviluppo, creato dalla nostra storia, una storia di resistenza, di miracolo economico, di chi ricostruisce la casa, di chi riapre l'azienda, di chi riprende a lavorare. Lo storico Ernesto Galli Della Loggia in un editoriale sul Corriere ha affermato che l'Europa non ha una storia, io aggiungo che l'Italia ne ha di più dell'Europa, della Francia e degli altri Stati».

 

sergio mattarella discorso di fine anno - vignetta by vukic

[…] Le ideologie, però, sono sempre più presenti.

«È la storia che dà loro un valore. Se ci guardiamo intorno, le forze politiche più vitali sono quelle che hanno un legame forte con la loro storia».

 

Come Fratelli d'Italia?

«Come Fratelli d'Italia che ha un richiamo chiaro con la Fiamma tricolore. Si può discutere sul suo significato, ma per chi si riconosce in quella storia si tratta di un riferimento importante, parla direttamente a persone che hanno creduto in un passato a cui Giorgia Meloni non intende per nulla rinunciare.

 

GIORGIA MELONI CON IL SIMBOLO DI FRATELLI D'ITALIA

Lei e i suoi non sarebbero sopravvissuti limitandosi ad essere un gruppetto di nostalgici a Colle Oppio. Hanno invece interpretato l'italiano piccolo borghese che sta a metà strada tra gli ex democristiani e gli ex fascisti rispettando il loro elettorato e non venendo meno alla necessità di essere figli della loro storia».

 

E gli altri partiti?

«Quelli che si sono dimenticati della loro storia come il Pd non riescono ad avere un'interpretazione della società. Mancando il legame con la loro storia, non hanno riscontro con la comunità da cui provengono. Un errore che non compie, invece, Tajani con Forza Italia saldamente legata a Berlusconi».

 

schlein landini

Il presidente Mattarella ha ricordato la stagione delle grandi riforme: dal servizio sanitario nazionale al piano casa, lo statuto dei lavoratori, il sistema previdenziale. Una storia che si perde?

«Il messaggio sottinteso potrebbe essere: tutto questo l'abbiamo fatto noi democristiani. La realtà è che quella stagione di riforme è stata realizzata da una classe dirigente che non faceva parte di un partito ma era nella società, […]. L'Europa avrà armi e tecnologia ma non ha la storia vissuta, comune, divisa che invece ha l'Italia».

 

Il presidente della Repubblica ha invitato a riflettere su quanto si è conquistato.

«Un invito importante perché non ci fermiamo mai a riflettere su quello che è stato, ne facciamo una ripresentazione come avviene quando i media riproducono l'attualità. Penso ai vari programmi che parlano del caso Garlasco o ripropongono come attuale il caso Orlandi, senza cercare di capire se c'è una ragione in questi casi».

 

E che cosa abbiamo conquistato in questi anni?

«L'autonomia del singolo, la volontà di ciascuno di sopravvivere, di fare quello che gli piace. […] È lo scatto dei singoli, la capacità di sforzarsi di vivere che ci salva anche in scenari complicati come quello che stiamo vivendo».

 

giuseppe de rita giuliano amato

Qualcuno che non conosce gli italiani li ha definiti diffidenti, arrabbiati, distaccati, ha detto il presidente Mattarella. Ce l'aveva con lei?

«Non ho mai parlato di italiani arrabbiati o diffidenti. Sono loro a definirsi così. Io sono il più grande cantore delle capacità degli italiani. Li considero confusi, legati ai loro interessi, se ne fregano dei discorsi sulle disuguaglianze sociali. E so che se agli italiani si chiede un'opinione in un sondaggio allora sì che si definiscono tristi o diffidenti ma che se, invece, si trovano di fronte a una crisi reagiscono e riescono a sopravvivere».

 

conte landini schlein

Il presidente della Repubblica ha pronunciato una frase che è stata molto citata: "nessun ostacolo è più forte della nostra democrazia". Ma in che condizione è la democrazia dopo ottant'anni?

«La democrazia nasce dopo il referendum tra repubblica e monarchia, è il frutto di una grande partecipazione e senso di appartenenza perché in quella stagione organizzazioni come il sindacato o i partiti garantivano la partecipazione per la loro capacità di rispondere ai bisogni delle persone, a farli sentire parte della loro comunità.

Con gli anni partiti e sindacati sono sempre stati meno capaci di rispondere ai bisogni delle persone e quindi è venuta meno anche la partecipazione. Oggi prevale altro».

 

Che cosa?

maurizio landini al presidio pro maduro a roma foto lapresse

«Le opinioni. Chi si occupa di sindacato si occupa di rivolta sociale invece di parlare di contratti e tutela dei lavoratori. Questo vuol dire fare opinione e smettere di creare un legame di appartenenza con la propria comunità di riferimento.

 

Se sindacati e partiti diventano centrali di opinione viene meno la capacità democratica rendendo i partiti piccole macchine per creare consenso. I segretari di partito hanno bisogno di stare sull'onda dell'opinione per sopravvivere, di inventare qualcosa per inseguire il consenso.

 

maurizio landini sciopero generale per gaza a roma foto lapresse

Giorgia Meloni lo sa fare e riesce ad avere visibilità. Chi non lo sa fare finisce per non avere alcun rilievo. In entrambi i casi nessuno più sta interpretando i bisogni delle persone e creando appartenenza. La democrazia degli ultimi anni, infatti, è un disastro».

GIORGIA MELONI E LA FIAMMA DI FDI - BY CARLI DONA IL GAS ALLA PATRIA - LA FIAMMA DI GIORGIA MELONI BY STAINO

Ultimi Dagoreport

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."

giorgia meloni ignazio la russa antonio tajani fabio rampelli roberto occhiuto marina berlusconi cirielli

DAGOREPORT – IN QUELLA POLVERIERA CHE E' DIVENTATA L'ARMATA BRANCA-MELONI, LA MICCIA E' COLLEGATA A DUE EVENTI: L’ELEZIONE SUPPLETTIVA IN CALABRIA E IL VOTO A SCRUTINIO SEGRETO ALLA CAMERA SULLA LEGGE ELETTORALE (SPUNTERANNO FRANCO-TIRATORI TRA COLORO CHE SANNO DI NON ESSERE RICANDIDATI NEL 2027? CHE DECIDERANNO LE DONNE DI FORZA ITALIA INVEPERITE PER LA MANCATA ALTERNANZA DI GENERE?) – IL CASO CALABRESE, CON IL CANDIDATO DI VANNACCI CHE RUBA VOTI A FORZA ITALIA E RISCHIA DI FAR VINCERE IL PD, PUO’ ESSERE L’OCCASIONE CHE TAJANI ASPETTAVA DA TEMPO: REGOLARE I CONTI CON IL GOVERNATORE OCCHIUTO, SUO NEMICO INTERNO, SU CUI RICADREBBE LA COLPA DELLA SCONFITTA DI FABIO ROSCIOLI, TESORIERE DI LADY BERLUSCONI – SE LA FAIDA TRA GLI AZZURRI È PALESE, IN FDI DEVONO GESTIRE I MALUMORI DEI “RAS” LOCALI. A MILANO LA RUSSA NON DIGERISCE LA PROPOSTA DI CANDIDARE A SINDACO L’AZZURRO PEREGO, NOME NON SGRADITO A VIA DELLA SCROFA - IN CAMPANIA C’È LA ROGNA DEL VISPO CIRIELLI, L'EX COLONNELLO DI GIORGIA CHE INVOCA DI IMBARCARE VANNACCI NELLA COALIZIONE - NEL LAZIO IL MENTORE DELLE SORELLE MELONI, FABIO RAMPELLI, NON SOLO SI E' AUTOCANDIDATO A SINDACO DI ROMA IN BARBA AL PARTITO, MA SCALPITA PER PIAZZARE I SUOI "GABBIANI" NELLE PROSSIME LISTE ELETTORALI - STENDIAMO UN "PELO PIETOSO" SUL'ALTRO ALLEATO, LA LEGA SPROFONDATA AL 4,5% CON SALVINI APPESO A CIO' CHE POTRA' SUCCEDERE DOMENICA PROSSIMA SUL PRATONE DI PONTIDA...