tiziano renzi

ARIA PESANTE SU PAPA’ RENZI - L’EX SOCIO MINACCIA VENDETTE: IL BABBO DEL PREMIER GLI DEVE 220 MILA EURO - DOMANI IN BILICO IL PATTEGGIAMENTO CHE SALVEREBBE MATTEO'S FATHER - INCONTRI TRA I DUE - MAIL RISERVATE E CHAT SEGRETE - LA STORIACCIA DELLE ''PAGINE GIALLE'' DISTRUTTE PER NON DISTRIBUIRLE: UN SERVIZIO APPALTATO ALL’AZIENDA DI TIZIANO RENZI

Giacomo Amadori per “La Verità”

 

Le accuse di bancarotta fraudolenta che la procura di Genova aveva rivolto a Tiziano Renzi sono cadute definitivamente a metà estate. Ma La Verità è in grado di dimostrare come la decisione di archiviare il babbo del premier poggi su presupposti quanto meno fragili e che proprio per la debolezza delle motivazioni Renzi senior non si sia ancora definitivamente lasciato alle spalle quella travagliata vicenda giudiziaria. Del resto negli interstizi delle inchieste si possono annidare verità che i magistrati non sempre riescono a portare alla luce. E questo pare uno di quei casi.

tiziano renzi e massonetiziano renzi e massone

 

Il gip di Genova Roberta Bossi il 29 luglio scorso ha archiviato la posizione di Renzi senior sul crac della Chil post srl, vecchia società di marketing editoriale di famiglia, lasciando sotto torchio l' imprenditore genovese Mariano Massone, ex fidato collaboratore di babbo Tiziano e forse custode di qualche informazione scomoda.

 

Nei mesi scorsi ha chiesto di patteggiare una pena di 2 anni e 2 mesi e il giudice Giuseppe Dagnino domani dovrà decidere se accogliere l' istanza. Sino ad allora babbo Renzi resterà sui carboni ardenti visto che la vicenda processuale di Massone lo riguarda da vicino per due motivi.

 

Il primo concreto: se l' imputato non patteggerà e andrà a processo le sue dichiarazioni potrebbero risucchiare nuovamente il babbo del premier in questa scivolosa vicenda. L' altro più astratto, ma altrettanto preoccupante: se Massone verrà condannato, in futuro potrebbe comunque far riaprire il procedimento. Intanto i due, all' insaputa di pm e investigatori, non hanno mai smesso di avere incontri riservati. Appuntamenti in cui il primo chiede insistentemente un lavoro al secondo e gli rinfaccia il patteggiamento cui sta andando incontro muto e a braccia alzate.

 

L' ABBAGLIO DEI GIUDICI

 

tiziano renzi e massonetiziano renzi e massone

 Al centro di tutto c' è il già citato procedimento collegato al fallimento avvenuto nel 2013 della Chil post srl, società fondata negli anni Novanta proprio dal babbo del premier. La difesa di Tiziano era stata sempre la stessa: io ho ceduto l' azienda al padre di Massone (prestanome del figlio) nell' ottobre del 2010 e da allora non me ne sono più occupato. Alla fine i pm e il giudice gli hanno creduto. Addirittura la principale motivazione del proscioglimento di Tiziano è legata alla presunta separazione definitiva avvenuta tra lui e Mariano.

 

Secondo gli inquirenti Renzi senior aveva ceduto la ditta a prezzo scontato a Massone per allontanarlo definitivamente da loro. «Chil promozioni (poi Eventi 6 ndr), infatti, non ha successivamente intrattenuto rapporti con le società di Massone» aveva scritto sicuro del fatto suo il pm Marco Airoldi. Ma ciò, come anticipato, non è accaduto e Mariano e Tiziano continuano a vedersi, sebbene in modo un po’ carbonaro. Incontri volanti, spesso per strada. E in queste occasioni Massone non fa mai mancare le sue rimostranze per la scarsa riconoscenza del vecchio capo.

 

ARMA IMPROPRIA

 

Massone, con i suoi legali e i suoi più stretti collaboratori, minaccia da tempo di poter sganciare contro Renzi senior un documento bomba che sconfesserebbe la tesi dei magistrati di Genova e dimostrerebbe un' ingerenza negli affari della Chil post, fallita nel 2013, da parte del babbo del premier in tempi ben successivi alla cessione dell' azienda. Massone sostiene che esisterebbe una «smoking gun»: una mail dell' autunno del 2011.

 

TIZIANO RENZITIZIANO RENZI

Con essa Tiziano avrebbe organizzato il trasferimento di un contratto da 500.000 euro l' anno assegnato a Chil post dalla Tnt: quello per la consegna della posta non indirizzata. In base al piano deciso a Rignano sull' Arno, Mariano avrebbe dovuto girare l' appalto alla Direkta di Mirko Provenzano (pure lui indagato per bancarotta e in stretti rapporti con la famiglia Renzi) e della compagna Erika Conterno: «quei due sono una gioiosa macchina da guerra» della di stribuzione, avrebbe scritto il babbo del premier via posta elettronica, perorando la causa dei due amici imprenditori.

 

In cambio Massone avrebbe dovuto ricevere una buonuscita da 220.000 euro e le provvigioni per la moglie. Ma quei soldi, secondo Mariano, non vennero mai versati, contribuendo a mandare a picco la già traballante Chil post. Qualunque sia il motivo, il 24 ottobre del 2011 il rappresentante legale di Chil post, Antonello Gabelli, l' amministratore di Direkta Provenzano e l' amministratore di Italia distribuzioni (ex Tnt) Marco Liguori si sedettero allo stesso tavolo per trasferire quell' appalto e un contratto da mezzo milione migrò dalla Liguria in Piemonte.

 

Ma i rapporti tra Massone e babbo Renzi sono continuati anche dopo. Tanto che Mariano, quando iniziarono i suoi primi problemi giudiziari, trasferì per qualche tempo la residenza a Rignano sull' Arno (era l' 1 marzo 2013) a pochi metri dalla dimora dei Renzi. A trovargli un appartamento e a garantire per lui con l' ottantenne locatario fu lo stesso Tiziano. Quindi non sarebbe vero né che babbo Renzi dall' ottobre del 2010 non si sia più occupato della Chil post, né che da allora non abbia più avuto rapporti con Massone. Due clamorosi errori in cui sarebbero incorsi gli inquirenti, che hanno sottovalutato anche la fuga di Massone a Rignano sull' Arno.

TIZIANO E MATTEO RENZITIZIANO E MATTEO RENZI

 

CHAT SEGRETA

 

Ora i due vecchi (ex?) amici (hanno iniziato a lavorare insieme quasi quindici anni fa a Genova) si danno appuntamento in Piemonte, dove vive Massone, ma si incontrano pure in Toscana. E quando sono lontani comunicano fittamente via cellulare su una chat segreta sulla criptatissima applicazione di messaggistica Telegram. Uno degli argomenti dei loro summit è la commercializzazione di un software per la certificazione della distribuzione ideato da Mariano: Tiziano avrebbe promesso di trovargli il contatto giusto per venderlo a una grande azienda italiana o a una multinazionale.

 

Immaginiamo che per Renzi senior si tratti di un gesto d' amicizia e anche secondo Massone l' eventuale contratto non sarebbe una contropartita per il patteggiamento: «A me nessuno mi ha assunto o dato casa (il riferimento è a Provenzano, ndr). Io mi sono preso le mie responsabilità e lì finisce. Ma a differenza di altri io non ricatto nessuno. Non ho più una reputazione, non ho più una fedina intonsa, ma ho un briciolo di dignità», è sbottato Mariano con chi metteva in dubbio la sua lealtà.

 

tiziano renzi con i canitiziano renzi con i cani

INCONTRI AGITATI

 

Però negli incontri con Renzi senior non sempre gli animi rimangono sereni. L' 8 marzo del 2016 il fotoreporter Niccolò Celesti ha immortalato uno di questi briefing informali, svolti all' aria aperta. Precisamente ad Alessandria, dove Massone ha vissuto sino a poco tempo fa. Una sequenza di immagini in cui si vede Tiziano, zainetto di pelle, borsalino blu e giaccone imbottito, ascoltare corrucciato e pensieroso le rivendicazioni di Mariano. Quest' ultimo, alto e dinoccolato, si sbracciava passeggiando per la piazza della Libertà.

 

Massone non sopporta l' idea di essere stato tagliato fuori dai business principali di Renzi senior, mentre è costretto a subire un processo in cui si sente un capro espiatorio. L' affare più ghiotto da cui ritiene di essere stato ingiustamente estromesso è quello milionario relativo alla distribuzione delle Pagine gialle, ora gestito dalla Eventi 6, l' azienda della famiglia del premier.

 

Renzi senior avrebbe ereditato questo business dallo stesso Massone, in passato unico operatore privato del circuito Seat con la sua Mail service, e adesso lo starebbe condividendo con molti altri, eccetto che con il suo vecchio collaboratore. Tra gli invitati alla festa c' è Pasqualino Furii, un imprenditore dalle alterne fortune, trasformato dalla famiglia Renzi in una specie di «rottamatore» di società. Nell' affare è entrata pure la Marmodiv, una coop fondata da alcuni uomini di fiducia di Tiziano per spezzettare e gestire in casa i ricchi appalti ricevuti dalla Eventi 6. Insomma tutti guadagnerebbero grazie a Seat, meno che Massone.

 

tiziano renzi tiziano renzi

Ovunque si trovi la verità, la mattina del 20 maggio scorso Mariano si è svegliato pieno di dubbi e ha inviato questo sms a un conoscente: «Sono in un momento di incazzamento cosmico. Mi sono alzato con l' i dea di NON patteggiare».

 

Quindi ha spedito un altro messaggino all' uomo causa della sua inquietudine, vale a dire Tiziano: «Tra dieci giorni è il 31 maggio Pasqualino distribuisce, C. certifica, tuo genero (Andrea Conticini, ndr) porta Luca Palermo al Monte dei Paschi di Siena e io patteggio. Di conseguenza dormo poco, penso molto e mi sento un coglione». Luca Palermo, è bene ricordarlo, è l' ex manager di Tnt che firmò l' accordo da mezzo milione l' anno con Chil post e che con la sua testimonianza ha convinto il pm a chiedere l' archiviazione per Tiziano. E l' appalto di Mps? Riguarda la consegna della corrispondenza, gli estratti conto.

matteo renzi con il padre tizianomatteo renzi con il padre tiziano

Il babbo del premier, agitatissimo per il messaggio, avrebbe risposto con grande solerzia: «Quello che scrivi nei miei confronti sai che è ingiusto», poi si sarebbe precipitato nello studio dell' avvocato Luca Gastini, storico legale di Massone e in questo processo titolare della difesa insieme con il collega Giuseppe Romano. Gastini ha subito avvertito il cliente dei rischi che stava correndo con un simile comportamento, configurabile persino come tentata estorsione. Mariano non si è scomposto: «Scusa Luca, ma se io tiro fuori un po' di documenti è difficile che possa essere accusato di ciò. Al limite è lui che rischia di passare come colui che cerca di nascondere la verità».

 

LAURA E TIZIANO RENZI I GENITORI DI MATTEO RENZI LAURA E TIZIANO RENZI I GENITORI DI MATTEO RENZI

Dopo essere stato messo in guardia da uno dei suoi legali, Massone ha inviato al babbo del premier un sms di puntualizzazione: «Pur essendo stanco non sono smemorato. Io non ti ho mai minacciato e mai lo farò. Lunedì dato che siamo entrambi a Torino credo che sia utile vederci». Dopo l' incontro, Tiziano è tornato ad Alessandria l' 1 giugno nella speranza di ascoltare la buona novella del patteggiamento di Mariano e del suo coimputato Antonello Gabelli. Annuncio che purtroppo non ha ricevuto causa rinvio dell' udienza.

 

Dopo quella cattiva notizia, il 7 giugno Renzi senior ha compiuto un gesto distensivo, proponendo a Massone e alla ditta con cui questi collabora di eseguire alcuni controlli urgenti sulla distribuzione di volantini dell' Esselunga da parte di una ditta subappaltatrice della Eventi 6. Un' iniziativa un po' imprudente se si considera che in quel momento il babbo del Rottamatore non era ancora stato prosciolto nell' inchiesta di Genova e che i magistrati stavano puntellando la sua archiviazione sulla falsa tesi che Tiziano avesse tagliato i ponti con Mariano da quasi sei anni.

MATTEO E TIZIANO RENZI MATTEO E TIZIANO RENZI

 

«Mi sta facendo condannare per i danni che ha fatto lui insieme con Mirko (Provenzano ndr) e adesso viene a Canossa», ha commentato l' iniziativa Massone, parlando con un conoscente. «Mi ha detto: "Mi serve che tu faccia i controlli così dopo io disdico i contratti agli altri e faccio distribuire te"». Al suo interlocutore Mariano ha mostrato anche la mail con l' ordine giunto dalla Eventi 6 e firmato dalla madre del premier, Laura Bovoli: «Come da accordi appena pronto vi inoltreremo il programma distribuzione di Esselunga...». Ma l' incarico ricevuto da parte della Eventi 6 non ha soddisfatto Mariano.

 

Secondo i ben informati il suo piano sarebbe quello di convincere babbo Renzi a ritirare i sub appalti a Furii e Marmodiv, per affidarli a dei nuovi fornitori, legati a lui da rapporti di consulenza. Un escamotage per incassare di sponda dai Renzi l' auspicato indennizzo.

 

SOLLIEVO INUTILE

 

tiziano e matteo renzitiziano e matteo renzi

I due ex soci, ad agosto, dopo l' archiviazione di Tiziano, si sono visti una sola volta e anche questa volta non hanno trovato l' accordo. ll presunto atteggiamento irriconoscente di Tiziano ha inasprito l' animo di Mariano, il quale il 9 settembre, verso le 23, si è messo davanti al computer e ha inviato all' ex compagno di affari una lunghissima mail, molto somigliante al sms di maggio, sebbene più articolata e densa di argomentazioni circostanziate. Per esempio Massone ha informato il genitore del premier di essere in possesso di una registrazione di oltre 20 minuti in cui un distributore avrebbe ammesso di aver mandato al macero buona parte degli elenchi che la Eventi 6 avrebbe dovuto consegnare.

 

Un racconto che Mariano ha corredato con un dossier fotografico. In pratica le prove di una presunta truffa ai danni di Seat pagine gialle, di cui quasi certamente Tiziano era all' oscuro. Per Massone la scorciatoia del macero (che consente di guadagnare sui prodotti non consegnati) sarebbe stata utilizzata anche in Piemonte dal presunto bancarottiere Provenzano quando distribuiva per la Eventi 6.

 

Di fronte a questa comunicazione non sappiamo come abbia reagito Renzi senior. Ma probabilmente non ha chiuso i rapporti con il fumantino ex coindagato. Infatti il 17 ottobre scorso Massone ha inviato questo messaggio a un amico: «Non ho problemi. Sto cercando di farmi fare dall' americano il contratto condizionato al suo rinnovo». L'«americano» è Tiziano, così soprannominato da quando il figlio Matteo è diventato presidente del Consiglio mentre il padre era in viaggio Oltreoceano.

tiziano renzi sulla grutiziano renzi sulla gru

 

Gli ex coindagati avranno trovato un accordo? Non lo sappiamo. Comunque, salvo clamorose sorprese, domani Mariano patteggerà una pena di 26 mesi di reclusione per la bancarotta della Chil post, senza aver mai parlato con gli inquirenti. Ma anche in questo caso la partita rischia di non essere chiusa. In futuro, nonostante il patteggiamento, Massone, seppur meno credibile, potrà decidere di rilasciare dichiarazioni e coinvolgere altri soggetti sino a quando il reato non sarà prescritto. E trattandosi di una bancarotta fraudolenta compiuta nel 2013, stiamo parlando di quasi tre lustri.

 

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