matteo salvini prigione carcere

“ARRESTATEMI, SCRIVERO’ LE MIE PRIGIONI”, SALVINI SI MANDA A PROCESSO DA SOLO SUL CASO GREGORETTI. LA MAGGIORANZA DISERTA LA GIUNTA E NON VOTA (PER EVITARE RIPERCUSSIONI NEGATIVE IN EMILIA), IL VIA LIBERA AL PROCEDIMENTO AL CARICO DEL 'CAPITONE' ARRIVA CON L’APPOGGIO DETERMINANTE DEI LEGHISTI (CONTRARI FI E FRATELLI D’ITALIA) – ORA LA PAROLA FINALE SPETTA ALL’AULA DEL SENATO – PD IN TILT: "IL LEADER LEGHISTA FA IL MARTIRE" - DI MAIO: "SALVINI E’ PASSATO DAL SOVRANISMO AL VITTIMISMO"

MATTEO SALVINI

ELISA CALESSI per Libero Quotidiano

 

Matteo Salvini deve andare a processo per sequestro di persona. E a chiederlo è stata la Lega, su indicazione dello stesso leader leghista, votando, nella giunta per le immunità del Senato, contro la relazione di Maurizio Gasparri, di Forza Italia, il quale chiedeva, invece, di non celebrare il procedimento. La decisione ultima sarà presa in Aula.

 

Ma l' esito, a questo punto, è scontato, visto che Salvini ha chiarito che la Lega in Aula voterà allo stesso modo. «Sì, sono testone. Sono curioso, faccio di testa mia e non ascolto i legali» che hanno sconsigliato il processo, ha detto. «Sono stufo di passare le mie giornate rispondendo su processi e cavilli. Se mi condannano mi condannano, se mi assolvono mi assolvono. Partita chiusa!».

 

Il tutto si consuma in assenza, paradossale ma vero, della maggioranza, ossia la parte politica che più di tutti vuole il processo, ma che, ieri, ha disertato la riunione per protesta. Cosa succederà adesso?

salvini

Entro i prossimi trenta giorni l' Aula potrebbe riunirsi ed esaminare la questione. Anche se, sempre secondo il regolamento di Palazzo Madama, l' assemblea potrebbe prendere semplicemente atto delle decisioni della Giunta e non arrivare a un voto. A meno che 20 senatori presentino una mozione di segno opposto, che a quel punto dovrebbe essere votata.

 

Un rompicapo a conclusione di una sequela di fatti paradossali, ma perfettamente coerenti con i tatticismi di queste settimane, esasperati dall' attesa che si è creata intorno al D Day del 26 gennaio, quando si voterà in Emilia Romagna.

salvini a piacenza

 

A COMACCHIO Salvini, da Comacchio, ennesima tappa del tour emiliano, prima che la giunta si riunisse, aveva dato una indicazione netta: «Vogliono mandarmi a processo, ma senza dire come, quando e perché. Siccome mia nonna mi ha insegnato che se uno non ha fatto del male non deve avere paura, io ci voglio andare anche domattina a processo. Per andare a testa alta a ribadire che in Italia si arriva se si ha il permesso di arrivare, se si è persone perbene».

 

E poi: «Vado in tribunale a nome del popolo italiano. Se mi arrestano, devono trovare un carcere bello grande per tenerci dentro tutti. Voglio andare in quel tribunale a rappresentare milioni di italiani che vogliono vivere tranquilli a casa loro».

salvini a piacenza

 

Aveva citato Giovannino Guareschi: «Diceva che ci sono momenti in cui per arrivare alla libertà bisogna passare dalla prigione. Siamo pronti, sono pronto». E poi, ironico, Silvio Pellico: «Scriverò "Le mie prigioni" come Silvio Pellico, faccio un nuovo format televisivo».

 

La prima svolta della giornata comincia nel pomeriggio, con una nota comune della maggioranza. «Non ci presenteremo in giunta in quanto la convocazione di oggi è frutto di gravi forzature sia del presidente Gasparri che della presidente Casellati. Non ci presenteremo anche perché non sono state accolte le richieste di approfondimenti istruttori avanzate in giunta. Siamo contrari all' utilizzo strumentale che il centrodestra sta cercando di fare delle istituzioni».

matteo salvini al museo peppone e don camillo 3

 

In realtà, la ragione è un' altra: non vogliono che il caso Gregoretti, la nave della marina militare che aveva recuperato in mare 131 migranti e che l' ex ministro Salvini ha lasciato al largo per alcuni giorni in attesa si chiarisse il collocamento delle persone, sia usato, dalla Lega, come un' arma a suo favore in una sfida elettorale difficile come quella emiliana. E così tutti i dieci componenti della maggioranza (Pd, Iv, Leu, Gruppo Misto) non si presentano. Presenti solo le opposizioni, in tutto 10 senatori (5 della Lega, quattro di Forza Italia e uno di Fratelli d' Italia).

 

Nonostante le assenze, la riunione comincia perché il numero legale, otto, è garantito. La seduta si conclude con un "no" alla relazione di Gasparri e, quindi, il via libera al processo nei confronti dell' ex ministro Salvini. I cinque leghisti, come annunciato dal leader del Carroccio, votano a favore. Contrari solo i 4 senatori di Fi e Alberto Balboni di FdI. Un pareggio, ma secondo il regolamento in casi come questo prevale il no.

matteo salvini coi tortellini

 

LE ACCUSE Durissimo il Pd: «Salvini e la Casellati», ha commentato Andrea Marcucci, capo dei senatori del Pd, «hanno ottenuto il loro piccolo risultato. Il prezzo pagato è quello di scassare le istituzioni e di dividere nuovamente il centrodestra.

 

Il Pd e la maggioranza parlamentare invece sono uniti nel difendere prima di ogni cosa la dignità del Parlamento, che è più importante dei problemi giudiziari di Salvini». E sulla stessa linea è il M5S: «Quelli che dovevano essere arbitri imparziali, in particolare il presidente della giunta Gasparri, si sono trasformati in giocatori di una sola squadra, quella del centrodestra», ha detto Elvira Evangelista. «Salvini», ha commentato Luigi Di Maio da Bruxelles, dimostra di essere «passato dal sovranismo al vittimismo».

 

 

salvini

 

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