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ASSAD TORNA, È TUTTO PERDONATO – LA SIRIA È STATA RIAMMESSA ALLA LEGA ARABA: LO HANNO DECISO A MAGGIORANZA GLI STATI MEMBRI, DOPO L’OK DELL’ARABIA SAUDITA DI MOHAMMED BIN SALMAN – I PAESI MUSULMANI STANNO RAGGIUNGENDO UN NUOVO EQUILIBRIO, SANCITO DALLA RIPRESA DELLE RELAZIONI DIPLOMATICHE TRA IRAN E SAUDITI, MEDIATE DALLA CINA. È UNO SCHIAFFONE AGLI STATI UNITI, CHE ORMAI NON HANNO PIÙ PESO PIÙ NEL MEDIO ORIENTE…

1. LA SIRIA TORNA NELLA LEGA ARABA: OCCHI CHIUSI SUI CRIMINI DI ASSAD

Estratto dell’articolo di Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

Bashar el Assad in Arabia Saudita

Probabilmente la riammissione della Siria nella Lega Araba era inevitabile per il semplice fatto che, dopo 12 anni di condanne e isolamento, la dittatura di Assad è riuscita a rimanere in sella e il Paese era e resta troppo importante per essere ostracizzato tanto a lungo senza prospettive d’uscita.

 

Il Medio Oriente sta cambiando rapidamente: il recente riavvicinamento tra universo sciita e sunnita, garantito dalle nuove intese tra Iran e Arabia Saudita mediate abilmente dalla diplomazia cinese, abbatte gli antichi steccati sorti dopo l’invasione Usa dell’Iraq nel 2003 e crea nuove opportunità di cooperazione regionale.

 

BASHAR ASSAD

Ieri 13 dei 22 membri della Lega Araba riuniti al Cairo hanno formalizzato la decisione, che comunque rimane controversa. Alcuni Stati come il Qatar non hanno neppure mandato i loro rappresentanti e non tutti sono pronti a regolarizzare i rapporti con Damasco. Il segretario della Lega, Ahmed Aboul Gheit, ha sottolineato che questa mossa è «parte di un processo graduale» volto a risolvere pacificamente la guerra civile in Siria.

 

bashar al assad con vladimir putin

Così, lo stesso presidente siriano Assad potrà partecipare di persona al prossimo summit della Lega previsto nella capitale egiziana il 19 maggio. […]  Stati Uniti e Ue continuano a opporsi a qualsiasi regolarizzazione dei rapporti. I crimini commessi in modo sistematico e prolungato dai loro apparati militari, sostenuti da Russia e Iran, hanno pochi eguali nella storia. Lo provano i circa 7 milioni di siriani profughi tuttora all’estero (sui 21 milioni di abitanti 13 anni fa). Raccontati oggi quei crimini sembrano cose del passato. Ma non è affatto così. […]

 

2. DOPO OLTRE DIECI ANNI LA LEGA ARABA REINTEGRA LA SIRIA DI ASSAD

Estratto dell’articolo di Daniele Raineri per “la Repubblica”

 

faisal bin farhan qin gang hossein amir abdollahia

La Siria è stata riammessa nella Lega Araba con effetto immediato a partire già da oggi grazie a una decisione presa a maggioranza dagli Stati membri. La partecipazione del regime del presidente Bashar al Assad all’organizzazione internazionale degli Stati della penisola araba e del Nordafrica era stata sospesa 12 anni fa, dopo lo scoppio della rivolta popolare contro Damasco che nel giro di poco tempo si trasformò in una guerra civile sanguinosa.

 

Assad e il suo clan per mantenersi al potere hanno usato metodi brutali contro i siriani, hanno ordinato e accettato l’uccisione di centinaia di migliaia di persone, e hanno usato armi chimiche […] e missili balistici contro aree abitate da civili. L’apparato di sicurezza siriano ha catturato e giustiziato decine di migliaia di dissidenti – che non c’entravano nulla con gruppi estremisti o terroristici. E tutto questo non sarebbe bastato se l’Iran e la Russia a un certo punto della guerra civile non fossero intervenuti per salvare Bashar. Ma da qualche anno la tendenza alla cosiddetta tatbieh, la normalizzazione dei rapporti, aveva cominciato a diventare sempre più forte e a conquistare sostenitori fra le nazioni arabe.

siria bashar al assad

 

Alla testa della normalizzazione ci sono sempre stati gli Emirati Arabi Uniti, i più pragmatici e spregiudicati fra i regni del Golfo e i primi a riaprire la loro ambasciata a Damasco. Il grande ostacolo era l’opposizione dell’Arabia Saudita e del suo principe ereditario Mohammed Bin Salman, che ovviamente esercita un’influenza enorme sulla Lega araba. Ma da qualche mese c’erano movimenti discreti.

 

 

[…] Il terremoto che il 6 febbraio ha colpito la Turchia e il nord-ovest della Siria ha facilitato la riapertura delle relazioni e l’Arabia Saudita ha deciso di mandare aiuti molto generosi a Damasco. Subito dopo, anche la riconciliazione fra sauditi e iraniani […] ha impresso un’ulteriore accelerazione. E potrebbe incoraggiare anche governi europei a fare la stessa cosa. E’ un segnale ostile per gli Stati Uniti, che stanno perdendo progressivamente la loro capacità di condizionare la politica nella regione mediorientale.

A PECHINO L’ACCORDO TRA ARABIA SAUDITA E IRAN

 

La fine dell’isolamento di Damasco è dovuta a motivi pratici, il regime siriano si sta comportando come un narcostato e inonda di anfetamine i paesi vicini, la droga è diventata la voce d’esportazione nazionale più redditizia – con riflessi anche in Italia: nel giugno 2020 la Guardia di Finanza sequestrò quattordici tonnellate di captagon proveniente dalla Siria nel porto di Salerno. Un’inchiesta dello Spiegel di pochi mesi dopo ha trovato le connessioni fra quei traffici e uomini del regime. La riammissione nella Lega araba offre punti di contatto per trattare su questo e altri dossier.

bashar al assad con vladimir putin 2hossein amir abdollahian faisal bin farhan hossein amir abdollahian faisal bin farhan faisal bin farhan hossein amir abdollahian hossein amir abdollahian faisal bin farhan yemen scambio di prigionieri tra sauditi e houthi yemen scambio di prigionieri tra sauditi e houthi 4bashar al assad con vladimir putin

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