benjamin netanyahu donald trump ali khamenei iran

UN ATOMO ANCORA – IL PROGRAMMA NUCLEARE IRANIANO AVANZA SPEDITO: IL REGIME DI TEHERAN SAREBBE A POCHE SETTIMANE DALL’OTTENIMENTO DI URANIO ARRICCHITO A LIVELLO MILITARE, E POTREBBE DOTARSI DI UN’ARMA NUCLEARE ENTRO UN ANNO - ETTORE SEQUI E LE ALTERNATIVE DEL REGIME, IN DIFFICOLTÀ: “UN'ACCELERAZIONE DEL PROGRAMMA NUCLEARE COMPORTEREBBE IL RISCHIO DI UNA RISPOSTA MILITARE DEVASTANTE DA PARTE DI ISRAELE E STATI UNITI. LE ALTERNATIVE? RICOSTRUIRE L’ASSE DELLA RESISTENZA, AVVIARE NEGOZIATI IN CAMBIO DI UN ALLEGGERIMENTO DELLE SANZIONI, OPPURE…

Estratto dell'articolo di Ettore Sequi per “La Stampa”

 

ettore sequi foto di bacco

La sera della liberazione di Cecilia Sala, durante un evento sociale, ho incontrato l'ambasciatore iraniano a Roma con cui ho scambiato qualche convenevole in farsi, eco lontana dei miei anni da giovane diplomatico a Teheran.

 

L'ambasciatore era raggiante e ciò non mi ha sorpreso. In questo momento la positiva conclusione della vicenda ha per l'Iran un'importanza che va ben oltre il caso specifico. In una fase di grande vulnerabilità, Teheran tenta di proiettare una parvenza di disponibilità al dialogo, consapevole della precarietà della propria posizione.

 

khamenei, pezeshkian e i vertici dell iran pregano per nasrallah

Gli obiettivi strategici iraniani, che solo un anno fa sembravano realistici, si sono oggi dissolti in una dolorosa illusione. L'espansione dell'influenza di Teheran in Medio Oriente, la conquista di una leadership regionale a danno dei Paesi sunniti, l'allontanamento degli Stati Uniti dall'area e l'indebolimento di Israele appaiono ora traguardi lontani.

 

L'Asse della Resistenza […] è stato scardinato e ha perso la sua funzione di presidio anti-israeliano […]. Hamas è stato severamente degradato, Hezbollah gravemente indebolito, mentre il regime di al-Assad è crollato.

 

milizie di hezbollah

Restano gli Houthi in Yemen, partner decentrato e di scarso peso […]. La perdita della Siria, ora sotto l'influenza turca, priva Teheran di un alleato strategico e segna la fine del più importante snodo logistico di sostegno a Hezbollah in Libano. Questo sviluppo costituisce una sconfitta strategica e il simbolo del declino dell'Iran come potenza regionale.

 

Internamente, l'Iran affronta una crisi profonda: l'inflazione ha raggiunto livelli insostenibili, mentre le sanzioni e la mancanza di investimenti hanno minato il settore energetico. Il crescente malcontento popolare minaccia la tenuta del regime, evidenziando il paradosso di un Paese ricco di risorse energetiche ma incapace di rispondere ai bisogni essenziali dei suoi cittadini.

 

CENTRALE NUCLEARE IRAN

Questo contesto è aggravato dal ritorno di Trump alla Casa Bianca, che alimenta il timore di un confronto diretto con gli Stati Uniti. A Teheran, Trump è percepito come una minaccia concreta, mentre resta vivido il ricordo dell'eliminazione, durante il suo primo mandato, del generale Soleimani […]. Il timore di un intervento congiunto di Stati Uniti e Israele contro i siti nucleari grava oggi sul regime già indebolito da una crescente fragilità interna.

 

In questo quadro fosco, l'obiettivo prioritario della Repubblica Islamica rimane la sopravvivenza, e la questione nucleare si pone come una scelta strategica cruciale.

 

trump con netanyahu con i ministri degli esteri di bahrein e emirati arabi uniti

All'interno del regime, il dibattito si è acceso, contrapponendo chi spinge per un rafforzamento militare e nucleare come strumento di deterrenza, e chi invece propugna un'apertura al dialogo internazionale per attenuare l'impatto delle sanzioni.

 

[…] Oggi Teheran ha davanti a sé tre strade. La prima è tentare di ricostruire l'Asse della Resistenza, ma questa opzione è lunga, difficile e incerta poiché elementi fondamentali come la Siria sono ormai irrimediabilmente perduti. La seconda prevede un'accelerazione del programma nucleare: l'Iran sarebbe a poche settimane dall'ottenimento di uranio arricchito a livello militare e potrebbe dotarsi di un'arma nucleare entro un anno.

 

ayatollah in lacrime per soleimani

Tuttavia, questa scelta comporterebbe il rischio di una risposta militare devastante da parte di Israele e Stati Uniti. La terza opzione consiste nell'avviare negoziati sul programma nucleare in cambio di un alleggerimento delle sanzioni […].

 

Il presidente Pezeshkian ha ripetutamente proposto tale opzione. Esiste, tuttavia, una quarta possibilità: che Teheran tenti di sfruttare un eventuale negoziato come tattica dilatoria per guadagnare tempo, stabilizzare l'economia e accelerare in segreto il programma nucleare. Sarebbe una scelta molto rischiosa. Per questo motivo, ogni eventuale negoziato dovrebbe includere garanzie stringenti e meccanismi rigorosi di verifica sul programma nucleare.

 

CENTRALE NUCLEARE IRAN

A loro volta, gli Stati Uniti potrebbero considerare un negoziato con l'Iran come un'occasione per ridurre le tensioni in Medio Oriente e concentrare risorse sull'Indo-Pacifico, dove la competizione con la Cina costituisce la priorità strategica. In sintesi, la prudenza strategica che si auspica da parte iraniana dovrebbe essere accompagnata da una pazienza tattica da parte degli Stati Uniti.

 

Di fronte a un bivio cruciale, il regime iraniano deve scegliere tra il rischio di un confronto aperto e l'opportunità di un dialogo. […]

Massoud Pezeshkian 4Mohammad Javad Zarif - Masoud Pezeshkianmissile degli houthi cade in israele droni - hezbollahJAWAD HASSAN TAWIL CON QASSEM SOLEIMANI BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMPcorteo funebre di qassem soleimanihassan rohani va a trovare le figlie di soleimaniMASOUD PEZESHKIAN E VLADIMIR PUTIN

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