istanbul attentatore killer reina

ISTANBUL, CI SARANNO NUOVI ATTACCHI – AGGHIACCIANTE COINCIDENZA: LA RIVISTA DELL' ISIS SI CHIAMAVA DABIQ, NOME DI UN VILLAGGIO SIRIANO DOVE, SECONDO UNA PROFEZIA, CI SARA’ LO SCONTRO FINALE TRA IL BENE E IL MALE - L' ISIS È STATO CACCIATO DA DABIQ E LA RIVISTA HA CAMBIATO NOME IN ROUMIYA, ROMA. MA PER L'ISIS ROUMIYA E' ANCHE LA ROMA ''BIS'', OVVERO BISANZIO, CIOE’ ISTANBUL

 

Testo di Jason Burke, traduzione di Fabio Galimberti per ''la Repubblica''

 

il killer di istanbul arriva al reina sparando il killer di istanbul arriva al reina sparando

Molte persone che vivono in Paesi che affacciano sul Mediterraneo cominceranno il nuovo anno col timore di nuovi attentati. Quelle che vivono in Turchia hanno giustificati motivi per avvertire questo pericolo in modo più acuto e profondo. Negli ultimi 18 mesi la Turchia è stata colpita da una duplice ondata di violenza terroristica che ha ucciso più di 400 persone.

 

Alcuni degli attacchi sono opera di fazioni curde violente. Altri, fra cui quasi tutti quelli che hanno provocato un elevato numero di vittime civili, sono stati eseguiti o ispirati dall' Isis. L' attacco di Capodanno a Istanbul non è stato una sorpresa. È stato rivendicato dall' Isis e probabilmente è stato eseguito dalla stessa rete che la scorsa estate aveva colpito l' aeroporto.

 

il killer  di istanbul arriva al reina sparando il killer di istanbul arriva al reina sparando

Di certo l' obbiettivo - un locale notturno frequentato dall' élite laica e benestante del Paese - è analogo a quello di molti altri attentati perpetrati nel corso degli anni. Una ragione per prendere di mira questi locali è lo sdegno morale puritano nei confronti della decadenza che incarnano; un' altra ragione è la sensazione di adempiere a un dovere religioso. Nella sua rivendicazione l' Isis ha spiegato che l' organizzazione voleva colpire i cristiani e una potenza musulmana che li protegge. Questa protezione fa della Turchia, e per estensione dei turchi, un Paese "apostata". Secondo quasi tutti i teologi salafiti, la punizione per l' apostasia è la morte. Secondo i jihadisti, combattere l' apostasia con la forza è un dovere per tutti i credenti.

bisanziobisanzio

 

Ma gli scopi dell' Isis non sono influenzati soltanto dalla teologia, ma dall' escatologia e da una visione distorta della storia islamica. E pure in questo caso la Turchia è sulla linea del fuoco. La rivista dell' Isis prima si chiamava Dabiq, nome di un villaggio siriano dove, secondo una profezia, avrà luogo lo scontro finale tra il bene e il male. Ma l' Isis è stato cacciato da Dabiq in ottobre e la rivista ha cambiato nome in Roumiya, Roma. Per l' Isis Roumiya non designa soltanto l' odierna capitale italiana (indubbiamente un bersaglio), ma anche una Roma più antica: Bisanzio, la moderna Istanbul.

 

isis vuole espandersi in asia centraleisis vuole espandersi in asia centrale

Poi c' è il brutale realismo strategico che ormai abbiamo imparato ad attenderci dal gruppo estremista. L' Isis probabilmente ha valutato che il presidente Recep Tayyip Erdogan, a luglio scampato per un pelo a un golpe militare, è vulnerabile. E probabilmente ritiene anche che la Turchia sia matura per una campagna di destabilizzazione analoga a quella che il gruppo ha intrapreso in Arabia Saudita, Egitto e altri Paesi della regione.

 

Infine c' è il ruolo attivo giocato dalla Turchia, un membro della Nato, nella coalizione a guida americana che sta combattendo l' Isis in Siria e in Iraq. Nei primi della guerra civile siriana, la Turchia, a maggioranza sunnita, ha offerto il suo sostegno ai ribelli sunniti, convinta che avrebbero presto cacciato il presidente Bashar al Assad e insediato a Damasco un regime islamista amico di Ankara. Con una politica di frontiere aperte ha permesso a foreign fighters provenienti da tutto il Medio Oriente e l' Europa di affluire in Siria, insieme ad armi e munizioni.

erdogan al funerale delle vittime dell attentatoerdogan al funerale delle vittime dell attentato

 

Molti dei combattenti e una parte dei rifornimenti hanno raggiunto l' Isis prima che il gruppo cominciasse la sua guerra lampo del 2014. Le reti di supporto all' interno della Turchia stessa (nelle città del Sud e perfino a Istanbul) sono state sottovalutate e la minaccia che rappresentavano è stata ignorata.

 

Tutto questo ora è cambiato: i servizi turchi combattono l' islamismo armato con la stessa fermezza con cui combattono l' estremismo curdo e altre presunte minacce per la nazione, come il movimento fedele al religioso Fethullah Gülen, rifugiato negli Usa. I controlli alle frontiere sono effettivi e la Turchia ha inviato un consistente numero di soldati in Siria, unica potenza straniera oltre all' Iran a fare una cosa del genere.

 

attentato alla discoteca reina di istanbul  8attentato alla discoteca reina di istanbul 8

Il suo scopo è duplice: tenere le milizie curde fuori da aree strategiche nei dintorni di Aleppo e spingere l' Isis lontano dal confine turco, sottraendogli il controllo di una zona di frontiera dalla cruciale rilevanza strategica. Le truppe turche evitano scontri diretti con quelle di Assad: un cessate il fuoco negoziato la scorsa settimana da Russia e da Turchia fra ribelli e governo è appena stato avallato dal Consiglio di sicurezza dell' Onu. Non include l' Isis.

 

l attentato all aeroporto di istanbul  2l attentato all aeroporto di istanbul 2

Che l' Isis voglia indebolire la Turchia, farle pagare un prezzo elevato per il suo recente intervento, distrarre e demoralizzare i suoi servizi, è quindi comprensibile. Il messaggio a Erdogan è inequivocabile. C' è anche un messaggio implicito per gli europei in questa violenza, anche se forse l' Isis non vuole che lo ascoltiamo. Attacchi come quello di Berlino prima di Natale hanno l' effetto di distrarre la nostra attenzione dal fatto che l' obbiettivo principale dell' Isis è (ed è sempre stato) regionale.

 

Lunedì il gruppo ha lanciato una serie di sanguinosi attentati dinamitardi in Iraq. Nel corso dell' ultimo mese ha colpito in Yemen, in Giordania e in altri Paesi del Medio Oriente. Molti analisti hanno correttamente pronosticato un' impennata della violenza man mano che l' Isis continua a perdere terreno e i suoi affiliati sono sempre più disorientati. Ma difficilmente il punto focale di questi attacchi sarà Milano, Amburgo o Washington. Gli obbiettivi privilegiati saranno più vicini alle roccaforti, ormai traballanti, dei miliziani. L' attentato di Istanbul molto probabilmente non sarà l' ultimo.

ISISISIS

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...