giorgia meloni fascio tutto io bruno vespa mario draghi arianna meloni antonio tajani nicola porro

IL BALLO IN MASCHERA DI GIORGIA: DAL ME-NE-FREGO AL MELO-ZELIG - PAOLO LANDI ANALIZZA LA FREGOLI COL FEZ: “CON QUESTA CONFERENZA STAMPA SI È PERFEZIONATO IL CAMALEONTISMO DELLA PREMIER. NON È QUELLA CHE HA RACCOLTO I VOTI DALLA BELLA GIOVENTÙ DI CASAPOUND, TIENE IN SALOTTO I BUSTI DI MUSSOLINI E PARLA DI BANDE MUSICALI IN VIA RASELLA, SEMPRE RIFACENDOSI AI FULGIDI IDEALI NAZISTI E FASCISTI - SI È PASSATI DALLA FIERA OPPOSITRICE DEL "CHIUDIAMO I PORTI", "NON FACCIAMOLI PARTIRE" A "DARE AGLI EMIGRANTI IL DIRITTO DI NON PARTIRE"…”  - FINO A QUANDO ANDRA' AVANTI LA COMMEDIA?

Paolo Landi per Dagospia

PAOLO LANDI

 

C'è una frase rivelatrice nella conferenza stampa di Giorgia Meloni che colpisce il comunicatore di professione: a una domanda sul premierato, dopo aver ribadito che il progetto di legge non toccherà il ruolo del Presidente della Repubblica, la premier ha detto che l'elezione diretta del Presidente del Consiglio influirà soprattutto sulla stabilità dei governi.

 

Per troppo tempo - ha detto Meloni - i cittadini italiani si sono ritrovati governi che non hanno mai votato e a subire provvedimenti che non hanno mai chiesto. Ecco: con questa conferenza stampa si è perfezionato il camaleontismo della premier.

MELONI VISTA DA ALTAN

 

Anche lei  - infatti e, da un certo punto di vista, per fortuna - non è quella che hanno votato i suoi elettori: tutto, dal linguaggio del corpo, al tono di voce, alla cortesia con cui salutava ogni giornalista e ringraziava per la domanda, ha comunicato una Giorgia Meloni completamente diversa dalla pasionaria che ha raccolto i voti della maggioranza degli italiani.

 

"Faccia qualcosa di centro" le ha detto un giornalista di un quotidiano amico, "nomini Mario Draghi alla guida della Commissione Europea". La "fiera oppositrice di Mario Draghi" - queste le sue parole - non le ha impedito di assumerne le sembianze.

 

vignetta altan 10

Dimentichiamo - forse - i comizi di sostegno a Vox e le soluzioni usa e getta sull'immigrazione e sulle periferie: non è un caso che sia stata la stampa cattolica a porre domande su questi temi, illuminando le contraddizioni della "fiera oppositrice", che prometteva inseguimenti agli scafisti lungo il globo terracqueo e si ritrova, come un Draghi qualsiasi, ad approvare un decreto che porterà in Italia 452.000 immigrati in tre anni, che faceva accordi con i comunisti albanesi poi rimasti al palo, prometteva punizioni esemplari alle ONG ed è costretta ad ammettere, al giornalista del Tg3 che le aveva posto la domanda e di fronte alla platea che l'ascolta incredula:

 

"Non sono soddisfatta. Si possono annunciare iniziative che ti danno un consenso immediato ma è un lavoro serio che occorre fare, azioni a lungo termine, c'è una complessità obiettiva, un carico di lavoro enorme".

 

giorgia meloni bacia santiago abascal atreju

Si è quindi passati dalla Meloni fiera oppositrice del "chiudiamo i porti", "non facciamoli partire", "non gli daremo tregua" a una più ragionevole alleata di Ursula von der Leyen che afferma pensosa "di lavorare per dare agli emigranti il diritto di non partire" (vasto programma che, ha specificato, richiede tempo).

 

Dopo un inizio noioso, ricco di assist perfino dalla stampa di opposizione (si può, come ha fatto la giornalista del renziano Riformista chiederle: "Aumenterà le tasse o taglierà la spesa pubblica?" Sembrava una domanda trabocchetto, in realtà ha dato modo alla premier di rispondere semplicemente quello che il popolo non avrà difficoltà a comprendere: aumentare le tasse? Mai!

ignazio la russa e il busto di mussolini

 

La riduzione della spesa pubblica è troppo difficile da capire, poi però se le scuole languono nell'abbandono e occorrono sei mesi per avere l'appuntamento per una visita medica il popolo si lamenta ma senza dare la colpa a lei, paladina di un sistema fiscale amico.

 

Ci aspettavamo qualcosa di più dal Manifesto, invece la domanda ce la siamo già dimenticata. Il giornalista del Tg1 è apparso terrorizzato di essere epurato e anche lui ha parlato invano, ma a metà della conferenza stampa Giorgia ha rassicurato tutti: non è in atto una melonizzazione della Rai, ci mancherebbe.

a casa di ignazio la russa

 

Meno male che il Corriere della Sera ha almeno ricordato che l'Italia è agli ultimi posti per attrattività di investimenti esteri ma, anche qui, Giorgia-Super Mario (Draghi) ha avuto buon gioco a dire che sta governando da solo un anno e che saranno la riforma della burocrazia e quella della giustizia, che lei ha in agenda, a risolvere il problema.

giorgia meloni elon musk

 

Intanto ha chiamato Elon Musk, amico del suo governo, e alla giornalista di Domani che le ricordava il suo considerare criminali internazionali quelli che fanno nascere i figli con il cosiddetto "utero in affitto", come ha fatto Musk, Meloni ha risposto che lei continua a pensarla così ma il tecnocrate americano aveva cose interessanti da comunicare sull'Intelligenza Artificiale.

 

Sulla quale la Meloni ha aperto, snocciolando una serie di banalità da bar sotto casa. La più marchiana: una volta la tecnologia sostituiva il lavoro fisico, ma oggi l'Intelligenza Artificiale rischia di sostituire l'intelletto (ha detto proprio così).

 

gianluca iannone

La domanda sull'antisemitismo l'ha dribblata virando tutto su Israele e sui terroristi islamici che sarebbero oggi i veri antisemiti, dimenticando la bella gioventù documentata quotidianamente da Paolo Berizzi su ‘’Repubblica’’ che popola le curve sud degli stadi, occupa palazzi nel centro di Roma, tiene in salotto i busti di Mussolini e parla di bande musicali in via Rasella, sempre rifacendosi ai fulgidi ideali nazisti e fascisti che, per fortuna, a Giorgia-Zelig oggi hanno cominciato a far orrore.

MELONI DI LOTTA E DI GOVERNO - VIGNETTA BY VAURO

 

La sua voce si è incrinata quando la giornalista del Fatto Quotidiano le ha fatto una domandina semplice semplice sulla questione morale: come la mette con la Santanchè, Tommaso Verdini, il cognato che ferma i treni, la sorella e tutti i suoi alleati che sembrano usare il loro potere per fare i loro interessi?

 

La Meloni dice che "bisogna valutare caso per caso" e poi butta il pallone in tribuna dicendo che anche i 5 Stelle non si sono mai dimessi, ma la sua voce vacilla, stenta a trovare le parole "con me non si indirizzano le scelte...io sono quella che si assume le responsabilità". Un'altra giornalista (le donne sempre più efficaci): "Penso alla sua frase: 'non sono ricattabile'. Ce la può spiegare meglio alla luce dei problemi che ha con molti rappresentanti della classe dirigente che ha scelto per il suo governo e del suo partito?".

LA SELEZIONE DELLA CLASSE DIRIGENTE DI FRATELLI DITALIA - VIGNETTA ELLEKAPPA

 

Ecco: invece di domandarle l'universo mondo per far vedere quanto sono bravi, erano domande basiche quelle che la stampa di opposizione doveva farle, se voleva metterne in luce l'inconsistenza.

 

Poteva mancare il pistolero, no vax, e ammiratore mai redento di Benito? Se ne è occupato l'inviato di Fanpage, con la domanda sul colpo di pistola dell'onorevole (si fa per dire) Emanuele Pozzolo detto Manny: "Perché ridono tutti?" ha chiesto a microfono aperto la Meloni che comunque ha risposto così: "Se uno porta in tasca una pistola deve custodirla con serietà. Per questo ho chiesto che Pozzolo venga deferito in commissione garanzia probiviri - tutti a googlare di nascosto, ma poi, chiaro e forte - e venga sospeso". Sipario.

 

santanchè meloni

 

Ultimi Dagoreport

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...

giorgia meloni arianna ignazio la russa marina berlusconi matteo salvini roberto vannacci

DAGOREPORT – URGE UNO BRAVO PER GIORGIA MELONI: A UNA SETTIMANA DAL REFERENDUM, LA DUCETTA SI RITROVA TRAVOLTA DA BURIANE INTERNAZIONALI E MILLE FAIDE INTERNE – IL TRUMPISMO CHE BOMBARDA L'IRAN E TOGLIE LE SANZIONI ALLA RUSSIA HA DI FATTO SPACCATO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO: SALVINI, PER NON FARSI SCAVALCARE A DESTRA DA VANNACCI, VA ALLO SCONTRO TOTALE - SE TRUMP SI DIVERTE A METTERLA IN DIFFICOLTA' CON I LEADER EUROPEI, IL PARTITO E' DIVENTATO "COLTELLI D'ITALIA": IN ATTO UNA GUERRIGLIA I RAS DI ''VIA DELLA SCROFA'' (LOLLOBRIGIDA, LA RUSSA, RAMPELLI) E LA "FIAMMA MAGICA" DI FAZZOLARI E MANTOVANO - E ANCHE SE NON EMERGERÀ MAI PUBBLICAMENTE, ESISTE UNA TENSIONE LATENTE ANCHE TRA GIORGIA E ARIANNA – RISULTATO? LA STATISTA DELLA SGARBATELLA HA PERSO L’ANTICO VIGORE COATTO, E NON SA DOVE SBATTERE LA TESTA: AL COMIZIO PER IL “SÌ” AL REFERENDUM ERA MOSCIA E SENZA VERVE - SE VINCE IL "NO", L'UNICA SCONFITTA SARA' LEI E TUTTE LE QUESTIONI APERTE POTREBBERO ESPLODERE IN SUPERFICIE E TRAVOLGERLA… - VIDEO

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...