“BARELLI, IL GIANNI LETTA ALLA SCOTTADITO” – “IL FOGLIO”: “NON SCHIODA, SI ABBUFFA DI NOMINE, PROMETTE VENDETTA AI BERLUSCONI. E’ SOTTOSEGRETARIO AI RAPPORTI CON IL PARLAMENTO, MA NON LASCIA L’UFFICIO DA EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA PERCHÉ IL NUOVO ‘È TROPPO PICCOLO’. LO STALLO CONSOB? VI RISPONDONO: “BARELLI VUOLE CORNELLI E OSTACOLA FRENI”. LE PARTECIPATE DI STATO: “HA TRATTATO BARELLI ED È RIUSCITO A NOMINARE CUZZILLA A TERNA”. E’ PRESIDENTE DELLA FEDERNUOTO, CONSUOCERO DI TAJANI, MA HA LE PINNE NELLA SANITÀ TANTO DA LITIGARE CON LA FAMIGLIA BERLUSCONI (CON LA NUORA DI PAOLO). SONO I CENTO BARELLI STILE LIBERO...”
Estratto dell’articolo di Carmelo Caruso per “il Foglio”
Rubio è solo un Barelli vestito peggio. Gli uomini più potenti d’Italia? Il presidente dell’Eni e Barelli: il Gianni Letta alla scottadito. Non schioda, si abbuffa di nomine, promette vendetta ai Berlusconi.
E’ sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, ma non lascia l’ufficio da ex capogruppo di Forza Italia perché il nuovo, a Largo Chigi, “è troppo piccolo”, troppo piccolino. Lo stallo Consob? Vi rispondono: “Barelli vuole Cornelli e ostacola Freni”. Le partecipate di Stato: “Ha trattato Barelli ed è riuscito a nominare Cuzzilla a Terna”. E’ presidente della Federnuoto, consuocero di Tajani, ma ha le pinne nella sanità tanto da litigare con la famiglia Berlusconi (con la nuora di Paolo). Sono i cento Barelli stile libero.
Tomasi di Lampedusa e il professore Giavazzi esordirebbero così: “Noi fummo i (Mario) Draghi e quelli che ci hanno sostituito sono i (Paolo) Barelli”. Quando è finita, è cominciata.
Il 22 aprile, per mettere pace in Forza Italia, [...] Barelli è stato nominato sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento. Voleva una carica da viceministro con portafoglio, ma gli hanno spiegato che si sarebbe dovuto dimettere da presidente della Federnuoto e Barelli ha scelto la taschina di Palazzo Chigi.
Ha giurato di fronte a Meloni ma ha giurato anche, a Tajani, che l’avrebbe fatta pagare a chi ha chiesto la sua testa.
Da allora replica stizzito al consuocero e fa il Barelli fisso. Matilde Siracusano, che è la compagna di Roberto Occhiuto, il presidente della Regione Calabria, sottosegretaria per i Rapporti con il Parlamento, in quota FI, gli ha offerto la stanza vicino alla sua, a Largo Chigi, con la vista più bella al centro di Roma, ma Barelli l’ha definita piccola, troppo piccola per il suo staff (che ha mantenuto).
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Da capogruppo ha gestito un bilancio da quasi dodici milioni di euro e assemblato una colonna da imperatore. Tajani lo chiama “il mio generale” e il generale non lascia il suo quartiere.
[...] L’illuminista Costa ha aggirato il problema: ha preso la stanza che era di Elio Vito e Renato Brunetta, quando erano capigruppo di Forza Italia, in modo da poter dire che non è Barelli che ha sequestrato la stanza, ma lui che ha deciso di prendersi la vecchia.
[...] E’ Barelli la cifra di questo tempo finale di Meloni, la cifra del sorpasso di Milano su Roma. [...] Si parla di riordino del comparto sanitario e chi spunta? Barelli. La famiglia Berlusconi viene a sapere che l’alleato Barelli è il rivale della famiglia (più del Pd). Ora è chiaro perché Barelli ha lo stetoscopio?
roberto occhiuto matilde siracusano
Il giorno del matrimonio di Silvio Berlusconi e Marta Fascina venne fermato perché era positivo al Covid e tornò a Roma, ma ha recuperato. La festa l’ha fatta con le partecipate, la sagra che è sempre stata di Gianni Letta. Il presidente di Terna, Stefano Cuzzilla? I Berlusconi neppure lo conoscono in volto (ha iniziato a fare politica con il Pd) ma è stato Barelli a farlo scalare: prima presidente di Trenitalia e adesso di Terna.
L’ostacolo a Consob? Barelli. Sono in corsa Federico Freni per la Lega e Federico Cornelli che è già commissario Consob, solo che Cornelli ha un Barelli in più, come l’uomo del film di Sorrentino. Il tesoriere del partito, del gruppo di FI, è rimasto Stefano Benigni, che è leale con Barelli. Enrico Costa, il nuovo capogruppo, ha proposto di mettere un busto alla Camera in onore di Marco Pannella, ma presto dovranno pensare al suo, per la pazienza.
Barelli è la romanità che dopo il risiko bancario, il ribaltone di Mps, sogna la rivincita. Nella sua rete di relazioni c’è già l’embrione dell’Alternativa Popolare di Alfano, dieci anni dopo. Ci sono già due Forza Italia e una è rimasta nelle mani del Gianni Letta alla scottadito, il consuocero che fa giannilettismo con la borgata. I Rubio passano ma i Barelli restano, come Roma e la trippa.
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paolo barelli
FLAMINIA TAJANI - GIANPAOLO BARELLI


