NON SI DISTURBA IL ROTTAM’ATTORE - BELPIETRO: “I SITI D’INFORMAZIONE INVECE DI OCCUPARSI DELLA CASA PAGATA DA CARRAI A RENZI SI OCCUPANO DEL SUO CAPPOTTO ABBOTTONATO MALE” - E GRILLO LANCIA L’HASTAG #RENZIRISPONDI

Maurizio Belpietro per ‘Libero Quotidiano'

In genere, quello che Beppe Grillo posta sulla rete nel giro di pochi minuti viene ripreso dai principali siti di informazione. Nonostante non sieda in Parlamento, l'ex comico è pur sempre il leader di un movimento che alle ultime elezioni ha preso il 25 per cento e che ad oggi, nonostante alcuni errori, viene ancora accreditato del 20 per cento dei consensi. Dunque i suoi sospiri sono materia d'articolo per riflesso condizionato.

Sempre o quasi sempre. Fa eccezione l'ultimo suo intervento, quello rilasciato nella mattinata di ieri e riguardante Renzi. Che cosa ha scritto Grillo per meritare la congiura del silenzio attorno alle sue parole? Semplice, si è permesso di parlare dell'abitazione fiorentina in cui l'attuale presidente del Consiglio aveva tempo fa trasferito la propria residenza.

Di che si tratta? I lettori di Libero conoscono la storia, ma ad uso e consumo di chi non compra il giornale ogni giorno la riassumiamo per sommi capi. Tutto inizia la scorsa settimana, quando il nostro Giacomo Amadori scrive un articolo dedicato all'abitazione che il sindaco di Firenze ha usato dal marzo 2011 fino a pochi mesi fa. Un attico di cinque vani in pieno centro, a poca distanza da Palazzo Vecchio, in cui il Rottamatore ha tenuto fino a gennaio scorso la propria residenza, nonostante abbia casa a pochi chilometri.

Amadori si interroga sui perché dello strano trasferimento e soprattutto chi avesse preso in affitto l'alloggio. Il giorno dopo risponde un imprenditore molto amico di Matteo Renzi, tal Marco Carrai, il quale senza giri di parole, ma minacciando da subito querele, spiega che il contratto di locazione lo ha sottoscritto lui e poi ha deciso di ospitare il sindaco. Perché un uomo dai molti affari come Carrai stipula un contratto d'affitto pur avendo la residenza altrove e poi dà la casa a quello che di lì a qualche anno sarebbe diventato il presidente del Consiglio?

È opportuno che l'amministratore di una società partecipata dal Comune paghi l'affitto a chi quel Comune lo guida? Domande semplici e soprattutto legittime, considerato che Carrai è anche azionista di una società che senza gara d'appalto ha ottenuto l'incarico di gestire i musei del capoluogo toscano. Ai nostri interrogativi Carrai replica una seconda volta, rincarando la dose e cioè minacciando di adire le vie legali se insistiamo a chiedere conto di quella storia, aggiungendo di non voler in alcun modo aderire alle nostre richieste di chiarimenti.

È per questo che venerdì, presa carta e penna (anche se le penne non si usano più e anzi sembrano appartenere a un'era geologica molto antica), abbiamo deciso di rivolgerci direttamente a lui, cioè al premier. Molto umilmente, considerata la mole di lavoro di cui si è fatto carico (viaggi all'estero per trattare con alcuni dei più importanti capi di Stato come ad esempio Hollande e Merkel), a Renzi abbiamo chiesto in una lettera aperta di chiarirci i misteri di via degli Alfani e soprattutto di spendere qualche parola a proposito dell'opportunità che un imprenditore nominato in una società partecipata pagasse il suo affitto di casa. Il giorno dopo il presidente del Consiglio non ha trovato tempo di chiarire e c'è da capirlo: l'incontro con l'inquilino dell'Eliseo deve averlo fiaccato.

Dunque da Palazzo Chigi sabato non è arrivato alcun segnale. Ma se il giorno dell'incontro con il presidente francese non era quello giusto per rispondere a quegli scocciatori di Libero, ci saremmo aspettati che almeno la domenica il premier rompesse il riserbo e ci illuminasse, mostrando il contratto d'affitto. E invece no, anche la giornata di domenica è volata via nel silenzio.

Oddio, proprio nel silenzio no, perché Renzi non ha santificato la festa ma si è lasciato sfuggire un'intervista al Tg5 e però alla questione casa-affitto non fatto alcun cenno. Bocca cucita anche lunedì, giorno santificato alla Merkel.

Il presidente del Consiglio non ha trovato tempo per chiarire come mai per tre anni ha avuto la residenza in una casa pagata da Marco Carrai, imprenditore a capo di Firenze parcheggi. Vista la strana ritrosia a rispondere alla nostre domande, Beppe Grillo ha però deciso di ritornare sulla questione, mettendo in rete non solo alcuni brani dell'articolo pubblicato da Libero, ma anche di lanciare l'hashtag #Renzirispondi.

Che dopo #Enricostaisereno rischia di essere il prossimo tormentone. Quanti gli chiederanno di rispondere? E, soprattutto, quando si deciderà a farlo?

PS. Su alcuni cosiddetti siti d'informazione la richiesta di chiarimenti rilanciata da Grillo ieri non ha trovato spazio. In compenso gli stessi siti hanno avuto lo spazio per occuparsi del cappotto di Renzi. Ovvio, no? Se uno si abbottona male il pastrano la notizia è da prima pagina, se sta abbottonato sull'affitto di casa la notizia invece non va in pagina. E poi la chiamano stampa.

 

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