matteo salvini europa

L’EUROPA SI RICREDE SU SALVINI – BELPIETRO: “IN ALCUNI AMBIENTI VICINI ALLE CANCELLERIE, MA ANCHE ALLA BCE, SI COMINCIA A PENSARE CHE IN FONDO SIA MENO PEGGIO DI QUEL CHE SEMBRAVA E CHE ALL'INTERNO DELLA COMPAGINE DI GOVERNO SIA IL SOLO INTERLOCUTORE CHE SI POSSA AGGANCIARE” – ANCHE IL QUIRINALE SI È RICREDUTO: LA LEGA E LA SUA CLASSE DIRIGENTE SONO PIÙ AFFIDABILI DEI GRILLINI. E MATTEO DA PAR SUO FA L’ISTITUZIONALE. NON SI SA MAI, MAGARI ARRIVA L’INCARICO…

salvini wilders le pen petri

1 – MATTARELLA HA LETTO CON MOLTO FASTIDIO L’EDITORIALE DI PAOLO MIELI SU ''CORRIERE'', CHE SI AUGURA UN FUTURO PD-M5S. VISTO LO STATO DECLINANTE DEI 5STELLE, LA MUMMIA DEL QUIRINALE PENSA CHE SIA ORA DI TORNARE A UN SANO BIPOLARISMO, CENTRODESTRA VS CENTROSINISTRA. E PERFINO L’IDEA DI UN SALVINI PREMIER, DA SEMPRE RIGETTATA, OGGI... (ARTICOLO DEL 27 FEBBRAIO 2019)

 

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/voci-colle-ndash-mattarella-ha-letto-molto-fastidio-196857.htm

matteo salvini al mare 7

 

2 – L' EUROPA NON GUARDA PIÙ COSÌ MALE SALVINI

Maurizio Belpietro per “la Verità”

 

C' è un Salvini di lotta e un Salvini di governo. Quello di lotta ha spaventato per un po' le cancellerie europee, che all' inizio temevano che il ministro dell' Interno fosse un piromane, intenzionato a dare alle fiamme l' intera costruzione europea, facendo uscire l' Italia dall' euro. Ma da qualche tempo il Salvini di lotta ha lasciato spazio a quello di governo, mettendo freno alle dichiarazioni più incendiarie e soprattutto ai propositi di abbandonare la moneta unica.

 

conte juncker 6

Perfino sulla riforma della Fornero, altra preoccupazione capace di togliere il sonno ai partner europei, il capo leghista è stato più ragionevole di quanto si temesse, accontentandosi di una finestra che consenta a chi ne faccia richiesta di abbandonare il lavoro, in cambio di una riduzione dell' assegno, prima dello scoccare del sessantasettesimo anno, il limite sancito dalla professoressa cara a Mario Monti.

 

salvini visita il cantiere tav di chiomonte 17

Ora poi, sulla Tav, la linea sposata dal vicepremier è in piena sintonia con la visione dell' Ue. L' alta velocità che dovrà collegare Torino e Lione non verrà fermata perché Salvini ha messo con le spalle al muro i grillini, concedendo loro solo un escamotage linguistico, una furbizia utile a scavallare le elezioni europee, ma nulla di più. Chiamare i bandi avvisi o manifestazioni di interesse poco importa: ciò che conta è non perdere i soldi stanziati dall' Unione europea e soprattutto non fermare l' opera. E così sarà.

MATTEO SALVINI LEGGE FORNERO

 

A Bruxelles e dintorni, dunque, il Salvini di governo comincia a piacere di più del Salvini di lotta. Tant' è che in alcuni ambienti vicini alle cancellerie, ma anche alla Banca centrale europea, si comincia a pensare che in fondo sia meno peggio di quel che sembrava e che all' interno della compagine di governo sia il solo interlocutore che si possa agganciare. Non so se il mutato atteggiamento sia frutto della presa di coscienza che con un partito arrivato a sfiorare (secondo i sondaggi) il 35%, sia necessario fare i conti.

 

DI MAIO SALVINI

Oppure se aver abbassato i toni su certi argomenti abbia reso più affidabile agli occhi degli alti papaveri europei il ministro dell' Interno. O ancora se l' uscita di scena di Paolo Savona, uno che a Bruxelles era guardato come il fumo negli occhi per certe sue dichiarazioni, li abbia tranquillizzati. Sta di fatto che ora si comincia a pensare che se il vicepremier avesse accanto un consigliere capace di indirizzarlo nelle scelte di politica economica, non sarebbe poi così pericoloso come appariva in principio.

 

matteo salvini contestato a livorno 12

Qualcuno è arrivato perfino a riconoscere che in fondo, sui migranti, Salvini ha ragione e che l' Italia effettivamente è stata lasciata sola a gestire una situazione fuori controllo. Un mutato atteggiamento che potrebbe tradursi a breve in qualche apertura e che già ha consentito di veder riconosciuto il principio che il territorio di approdo, forse, non dev' essere per forza quello che si deve fare carico interamente dell' accoglienza.

 

salvini

Insomma, è ormai passato un anno dalle elezioni del 4 marzo e, dopo l' iniziale diffidenza, in Europa si guarda diversamente a Salvini. E se il 26 maggio, quando si voterà per il rinnovo del Parlamento europeo, la Lega dovesse davvero confermare ciò che ora le viene attribuito nei sondaggi, lo si guarderà ancora meglio. Un partito di governo con il 32% o forse più, diventerebbe centrale non solo in Italia, ma anche in Europa. Soprattutto se i 5 stelle dovessero calare. La maggioranza a Montecitorio e Palazzo Madama non cambierebbe, ma muterebbero i rapporti di forza fra le due componenti di governo. E il primo banco di prova sarebbe proprio la Tav. Il trucco usato per rinviare ogni decisione, dopo il voto dovrà essere svelato. Ed è li che si capirà chi governa il Paese. Ed è ciò che l' Europa aspetta di sapere.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…