il ministro roberto cingolani

“PIÙ CHE TRANSIZIONE ECOLOGICA CINGOLANI PENSA DI TRAGHETTARCI VERSO L'ERA GLACIALE” – MAURIZIO BELPIETRO RANDELLA IL MINISTRO CHE SI METTE DI TRAVERSO A OGNI PROPOSTA ALTERNATIVA  AL GAS RUSSO: “NON VUOLE SENTIR PARLARE DI TRIVELLE NEPPURE IN ALTO MARE, AL SOLO PENSIERO DI BRUCIARE CARBONE S'INFIAMMA E COSÌ PURE PER QUANTO RIGUARDA I RIGASSIFICATORI. CINGOLANI PENSA DI PORTARCI IN DIREZIONE DI UN PERIODO IN CUI DOVREMO PRENDERE ATTO CHE IL RISCALDAMENTO DOMESTICO NON È PER TUTTI E CHE, COME L'ACQUA CORRENTE, LA LUCE NON È UN DIRITTO. PIÙ CHE IL MINISTRO DELL'INNOVAZIONE ENERGETICA E DEL FUTURO, CI PARE IL PRINCIPE DELLE TENEBRE…”

Maurizio Belpietro per "La Verità"

 

MARIO DRAGHI ROBERTO CINGOLANI

So che le buone maniere imporrebbero, almeno a Pasqua, di mettere da parte le polemiche. Le festività sono sacre e dovrei mettere in secondo piano le cattive notizie per servirle, fredde, al rientro dal breve riposo offerto dalla Resurrezione. Purtroppo, visto il momento, non ne sono capace e dunque mi scuso in anticipo se farò andare di traverso la fetta di colomba zuccherata e pure il brindisi. Del resto, non sono un ipocrita e non mi riesce di nascondere quel che penso.

 

Fatta questa sgradevole premessa, vi devo confessare che siamo nei guai. Non parlo del Covid e di quel ministro senza Speranza che da quasi tre anni si occupa, malamente, della nostra salute. Né mi riferisco ai suoi consiglieri, che riescono a essere più menagrami del titolare. Neppure sono preoccupato dalla guerra: quella ormai c'è e, grazie a politici e opinionisti lungimiranti che si dicono pronti a imbracciare le armi, non c'è verso di fermarla.

 

GAS ITALIA

No, il guaio che più mi impensierisce in questo momento è quello dell'energia. Fino all'altroieri, cioè a prima che la Russia invadesse l'Ucraina, nessuno era preoccupato per il fatto che Mosca ci fornisse quasi la metà del metano di cui abbiamo bisogno. Anzi: quando Letta e Gentiloni baciavano la pantofola a Putin per ottenere più gas, tutti sembravano contenti, perché si faceva il pieno a prezzi convenienti. Già allora lo zar del Cremlino era quel che era, ossia uno che eliminava gli oppositori con il polonio, oppure ricorrendo a sicari per tappare la bocca ai giornalisti.

 

Il ministro Cingolani 2

Ma nessuno dei compagni sempre pronti a difendere i diritti degli omosessuali pareva turbarsi se la Russia votava una legge anti gay. Poi però il vento è cambiato e anche le ambizioni dei nostri leader e così, a causa di un conflitto che certo non abbiamo cercato, eccoci in prima linea a sostenere Volodymyr Zelensky, cioè uno di cui fino a tre mesi fa neppure conoscevamo l'esistenza. Ora siamo tutti ucraini e tutti anti russi, ma per esserlo davvero dovremmo staccarci dal tubo del gas che tiene in piedi la nostra economia. Tuttavia, rinunciare al metano dell'orso russo significa prepararsi a un inverno rigido, non tanto in casa, quanto nell'economia, perché senza i miliardi di metri cubi che alimentano la nostra industria, è destinata a crollare.

 

GAS ITALIA

Nella scorsa settimana, di fronte all'insistenza con cui Zelensky ci invita a staccarci dalla canna del gas di Putin, Mario Draghi ha provato a stringere un accordo con l'Algeria, allo scopo di sostituire il metano siberiano con quello africano. Ma bene che vada riusciremo a rimpiazzare un terzo della produzione di qui a due anni, cioè quando la maggior parte delle città ucraine saranno rase al suolo. Nei prossimi giorni, il presidente del Consiglio andrà in missione anche in Angola e Congo, ma sempre bene che vada, alla fine dell'anno prossimo avremo due terzi di quel che ci serve.

 

roberto cingolani

E il resto? Qui dovrebbe intervenire la produzione nazionale, ovvero le trivelle in mezzo all'Adriatico, le centrali a carbone che dovremmo riattivare e i rigassificatori che dovremmo costruire. Sì dà però il caso che il ministro della Transizione ecologica, colui a cui i grillini affidarono il compito di inseguire il sogno di un mondo con zero emissioni, si sia messo di traverso. Roberto Cingolani non vuole sentir parlare di trivelle neppure in alto mare, al solo pensiero di bruciare carbone s' infiamma e così pure per quanto riguarda i rigassificatori, ovvero i depositi di metano che consentirebbero di stoccare grandi quantità di gas.

 

clara ovest piattaforma sul mare adriatico

Finché ci sarò io, avrebbe detto secondo un'indiscrezione della Stampa, non se ne fa nulla. In pratica, più che verso la transizione ecologica, Cingolani pensa di traghettarci verso l'era glaciale, cioè in direzione di un periodo in cui dovremo prendere atto che il riscaldamento domestico non è per tutti e che, come l'acqua corrente, la luce non è un diritto. Più che il ministro dell'innovazione energetica e del futuro, Cingolani ci pare il principe delle tenebre, perché dicendo no a tutto rischia di farci precipitare nel Medioevo, quando il calore era garantito dal camino e l'illuminazione dalla candela.

 

roberto cingolani

Già oggi l'Italia è uno dei Paesi occidentali meno autosufficienti in materia di energia, ma grazie alle posizioni di Cingolani si rischia di retrocedere ancora di più nella graduatoria. L'unica concessione del Greta Thunberg ministeriale consiste nei rigassificatori galleggianti, una soluzione che oltre a essere costosa, presenta almeno due problemi. Il primo è che non possedendo simili infrastrutture dovremmo noleggiarle e al momento non pare ne esistano di disponibili.

 

roberto cingolani luigi di maio mario draghi in algeria

Ma poi, anche se vi fossero e si potessero affittare a costi proibitivi, questi serbatoi in mezzo al mare dovrebbero essere ancorati a un porto, dal quale dovrebbe partire un gasdotto in grado di collegarsi alla rete nazionale. Come dicevo all'inizio, se questa è la linea del governo, siamo nei guai, perché se pensiamo di sostituire il gas russo che serve alla nostra industria con le idee strampalate di Cingolani, non può che finire male. Insomma, so che è Pasqua e che almeno il giorno della Resurrezione dovremmo avere speranza (con la s minuscola, mi raccomando), ma se le cose stanno così non ci resta che spegnere la luce, pronti a una crisi al buio.

Il ministro Cingolaniroberto cingolani luigi di maio mario draghi in algeria roberto cingolani 2informativa di roberto cingolani al senato 1mario draghi luigi di maio roberto garofoli roberto cingolani applausi per zelensky trivelle

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