UN BELSITO SU TREMONTI - PER L’EX TESORIERE DELLA LEGA, “BOSSI E TREMONTI SAPEVANO DEI SOLDI IN TANZANIA. L’EX MINISTRO APPROVAVA L’INVESTIMENTO VISTO CHE L’EURO STAVA PER CROLLARE” - GIULIETTO RIBATTE: “NON NE SAPEVO NULLA, LO QUERELO” - DALLE TELEFONATE CON BONET EMERGONO GLI 11 APPARTAMENTI INTESTATI ALLA MOGLIE DEL SENATÙR - IL GOLPE DI “MARONI E DELLA MASSONERIA” PER CACCIARE BOSSI, GLI INCONTRI CON CASTELLI, I FONDI NERI IN SVIZZERA…

1- "BOSSI E TREMONTI SAPEVANO ANCHE DEI SOLDI IN TANZANIA TEMEVANO LA FINE DELL'EURO" - LA DIFESA DI BELSITO. LE 11 CASE DI MANUELA
Giuseppe Baldessarro e Francesco Viviano per "la Repubblica"

Umberto Bossi e Giulio Tremonti sapevano degli investimenti dei fondi della Lega all'estero, compresi quelli in Tanzania. E degli immobili intestati alla moglie del leader della Lega. Ben undici, mentre altri sarebbero stati intestati ad altri membri che costituivano la corrente del "Cerchio magico". Nello scandalo appena scoppiato si fanno tanti commenti e diverse previsioni sul "futuro politico" della Lega che sarebbe finita nelle «mani» di Maroni, il quale stava spingendo su Formigoni che «gli aprirà tutta la Lombardia».

È quanto emerge dalla lunga informativa della Dia di Reggio Calabria che ha intercettato per mesi il tesoriere della Lega Nord, Francesco Belsito, l'imprenditore Stefano Bonet, le segretarie e dipendenti della Lega che lavorano nel gruppo parlamentare della Camera. Un'indagine coordinata dal pm della Dda Giuseppe Lombardo che ha svelato l'uso dei fondi della Lega gestiti da faccendieri e politici. «Scenari che non lasciano alcun dubbio - sottolineano gli inquirenti - circa l'esistenza di un sistema contaminato di malaffare a cui si alimentavano poteri istituzionali, politici e dell'economia».

BOSSI E TREMONTI SAPEVANO
In una telefonata tra il tesoriere Francesco Belsito e l'imprenditore Stefano Bonet, intercettata il 10 gennaio scorso quando lo scandalo era appena scoppiato, Belsito rivela a Bonet: «Bossi e Tremonti erano d'accordo sul fatto che la Lega Nord, con l'operazione (in Tanzania ed a Cipro ndr), avesse voluto diversificare i loro risparmi». Ed aggiungeva che gli importi bonificati erano riportati in bilancio anche perché, con il 2009 e 2010 il movimento politico aveva chiuso con un attivo di 16,5 milioni di euro.

Il tesoriere della Lega rivela anche a Bonet che «Bossi mi ha fatto divieto di rilasciare interviste». Non solo, sempre l'ex tesoriere del Carroccio racconta che in occasione dello stanziamento a favore del fondo della Tanzania, l'ex ministro dell'Economia suggeriva: «Fate bene a diversificare perché tra due mesi l'euro salta».

GLI INCONTRI CON I VERTICI DELLA LEGA
Dieci giorni dopo Lubiana Restaini, dipendente della Lega nel gruppo parlamentare chiama Stefano Bonet per chiedergli se vuole incontrare Maroni, Giorgietti e Calderoli per spiegare cosa è accaduto con i fondi gestiti da Francesco Belsito. «Vi potete incontrare in una villa a Varese per spiegare tutta la vicenda» specifica la segretaria che aggiunge: «Ormai la linea politica della Lega è in mano a Maroni. Cambierà il capogruppo che sarà un maroniano, e anche Zaia è passato sotto la sua corrente. E loro stanno anche spingendo su Formigoni che gli aprirà tutta la Lombardia».

GLI UNDICI IMMOBILI ALLA MOGLIE DI BOSSI
Quattro giorni dopo, il 24 gennaio, è Stefano Bonet che chiama Lubiana Restaini e la donna lo informa che ha appena mandato un messaggio a Maroni che lo riguardava e questo in previsione di un incontro per il venerdì successivo con i vertici della Lega che Bonet teme possa diventare pubblico paventando una fuga di notizie «poiché Belsito si manifestava particolarmente nervoso».

Lubiana spiega a Bonet che Belsito era nervoso «per il fatto che il tesoriere era finito sui giornali per la vicenda dei fondi, ma anche, soprattutto per quello che riguardava tutta una serie di acquisti di immobili da parte di Bossi (11 intestati alla moglie) ed altri da parte di altri membri che costituivano la corrente del "Cerchio Magico". E se ciò fosse vero il partito ne verrebbe fuori distrutto e tutti sarebbero andati sotto la corrente di Maroni» «.

GLI INCONTRI DI BONET CON ROBERTO CASTELLI
I Vertici della Lega sono in agitazione, cercano di parare i colpi dello scandalo e, soprattutto, premono per fare rientrare nelle casse del partito i milioni di euro che Belsito aveva trasferito a Cipro e in Tanzania. Ed il 3 febbraio Roberto Castelli s'incontra, in maniera riservata, con Stefano Bonet, nella sala d'aspetto dell'aeroporto di Linate. Bonet lo comunica al suo uomo a Cipro, Paolo Scala e definisce Castelli una persona "precisa e puntigliosa" e che « «all'interno della Lega erano scattate delle indagini sulla vicenda Belsito-Fondi».

Castelli, tra l'altro,« «avrebbe espresso il desiderio di chiudere la vicenda nel più breve tempo possibile». Ma Bonet cambia parere dopo che Castelli gli fa capire che la Lega non è disposta a restituirgli i soldi che l'imprenditore aveva anticipato per l'affare a Belsito. Per questo chiama il suo socio Romolo Gerardelli e minaccia di fare scoppiare il caso: «Vado in Procura e ai giornali e mi porto dietro mogli e ministri».

IL GIALLO DI MARONI
Dalle intercettazioni si parla spesso di incontri fissati tra Bonet e Roberto Maroni. Il primo appuntamento risalirebbe al 27 gennaio. In realtà a quella riunione Maroni non avrebbe partecipato, e non è chiaro se vi siano state altre occasioni. Una cosa è certa e si tratta di una telefonata tra Bossi e Maroni alla presenza di Belsito. E lo stesso tesoriere che la racconta a Rosy Mauro.

«Perché il Capo, quando sono stato (incompr.) ha detto: "Devi avvisare due persone: Stiffoni e Castelli". Ed io li ho chiamati e gliel'ho detto. Poi lui, di sua iniziativa, ha detto al commesso di chiamargli Maroni. ...e a Maroni gli ha detto: "Stronzo! Adesso non puoi più dire niente in giro...". E lui rideva... e lui rideva! Gli fa: "Aspetta che ti passo Belsito". .. ed io gli ho detto: "Ciao. ..come avrai già sentito dal Capo,è tutto a posto"... "Bene, bene...sono contento...", e basta».

BELSITO E I FONDI NERI DELLA COOP7
C'è anche dell'altro nella mani del pm Giuseppe Lombardo. È lo sfogo di Belsito con Girardelli. Dice che «gli aprirà una fiumara... la Coop7. .. tutto, il conto corrente che aveva in Svizzera che pagava la Coop7. Facendo riferimento a quella terza persona, non identificata, dice che era stato fermato con 100.000 euro». Quindi dice «che farà venir giù un terremoto di quelli pesantissimi e di sapere anche in quale Procura farlo».


2- LEGA: TREMONTI,SU TANZANIA APPRESO DA GIORNALI,FARO' QUERELA
(ANSA) - Giulio Tremonti, chiamato in causa dall' ex tesoriere della Lega Nord, Francesco Belsito, a proposito degli investimenti esteri della Lega, ha detto all'ANSA, in serata, di avere appreso delle operazioni "solo dai giornali", riservandosi di querelare Belsito. "Solo dai giornali ho avuto notizia delle operazioni tanzanesche che sarebbero state organizzate dal signor Belsito Francesco - ha detto l'ex ministro dell' economia -. Non ho mai formulato commenti a riguardo, non avendone titolo. Mi riservo - ha concluso - di querelare il nominato in oggetto".


3- MARONI E LA MASSONERIA VOGLIONO DEFENESTRARE BOSSI
Dall'articolo di Guido Ruotolo per "la Stampa"

L'ex Guardasigilli, Roberto Castelli, è massimamente impegnato a far rientrare i capitali (1.200.000 euro e 4.500.000 euro) investiti da Belsito a Cipro e in Tanzania. Dice Bonet a Girardelli: «I vertici della Lega Nord non hanno ancora preso una decisione definitiva per stabilire le sorti del Belsito. La cosa che gli preme di più era il rientro dei capitali e che l'intera vicenda venga chiusa senza ulteriori clamori».

Bonet rivela al suo interlocutore un comportamento che rasenta il favoreggiamento dell'ex Guardasigilli: «Il senatore Castelli mi ha avvertito che molto probabilmente ci possono essere delle intercettazioni telefoniche perché il pm aveva aperto il caso».

Nella lotta per il potere, non si risparmiano i colpi bassi. Belsito si fa scudo della sua fedeltà al Cerchio Magico per adombrare la tesi del complotto che colpendo lui in realtà punta a Bossi: «Dietro questo vi sono personaggi legati alla massoneria. Chi mi ha attaccato è andato dall'avvocato Mascetti di Vareri, fondatore della banca Aletti e amico personale (Bonet aggiunge di Bobo, lasciando intendere Maroni, ndr) e hanno un movimento che si chiama "incomprensibile"... che sono quelli della razza ariana...».

Una guerra senza esclusione di colpi. Che, come si è visto, ha terremotato i vertici del Carroccio. Francesco Belsito aspetta di conoscere le carte delle procure (Milano, Napoli e Reggio Calabria) prima di passare all'offensiva.

 

 

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