TOTI CABALLEROS! - BERLUSCONI PREPARA LA FORZA ITALIA DEL DOPO-SILVIO: IN POLE PER LA LEADERSHIP RESTA CICCIO TOTI - IL BANANA STA MEGLIO: MANGIA GELATI E FA 20 MINUTI AL GIORNO DI ESERCIZI. POTREBBE ESSERE DIMESSO PRIMA DEL PREVISTO, IL PROSSIMO 5 LUGLIO

Conchita Sannino per ''la Repubblica''

 

berlusconi in ospedale al san raffaeleberlusconi in ospedale al san raffaele

Tra un leggero semifreddo alla frutta e un impegnativo tapis roulant, sembra che la decisione sia assunta. Silvio Berlusconi lascerà la guida di Forza Italia. Com' era scontato che fosse dopo il delicato intervento chirurgico che ha subito al cuore, e come ha chiesto la cerchia dei suoi affetti, in queste tre settimane che sono state le più dure per la salute dell' ex premier e fondatore di Forza Italia. Ma sarà un addio graduale e forse (non troppo) dolce.

 

marina berlusconimarina berlusconi

Berlusconi appare in questi giorni in progressiva ripresa, ai pochi ammessi nella blindatissima suite al San Raffaele di Milano: nonostante il dolore e i postumi dell' intervento, l' ex presidente del Consiglio chiede qualche coppa di gelato («Ne mangerebbe sempre» sorride un medico, indicandolo come un indice di recupero), per tornare ai piccoli piaceri consentiti; e si dedica all' esercizio fisico, 20 minuti al giorno, per avvicinarsi alla forma di un sano quasi ottantenne, traguardo che festeggerà tra tre mesi esatti.

 

Avrebbe anche ottenuto dal professor Zangrillo di essere dimesso cinque giorni prima: il 5 e non il 10 luglio, «a patto di trasferire a casa tutta la riabilitazione senza scherzi». Ed è in questa forzata - forse unica - quiete della sua vita che medita le mosse attraverso cui diventare "padre nobile" del partito. A luglio sarà annunciato il congresso della nuova Forza Italia.

 

alessia ardesi francesca pascale alessia ardesi francesca pascale

Che dovrebbe svolgersi a settembre. E come hanno dimostrato le goffe manovre, cominciate appena dopo la notizia della sua malattia, il clima resta rovente. Specie adesso che con la prima picconata è andato giù il "cerchio magico": dimissionata la senatrice Mariarosaria Rossi, che aveva potere di firma sulle liste; fuori dalla comunicazione la deputata Deborah Bergamini, anche per il suo legame (infruttuosamente) politico con Alfio Marchini; via anche la giornalista Alessia Ardesi che approderà al Tg 5.

maria rosaria rossi con francesca pascalemaria rosaria rossi con francesca pascale

 

Con ogni probabilità, stando ai ragionamenti che l' ex presidente del Consiglio condivide con Niccolò Ghedini e con Fedele Confalonieri - oltre che ovviamente con la primogenita Marina, gli altri figli, suo fratello Paolo e la fidanzata Francesca Pascale - resta Giovanni Toti, governatore della Liguria, l' uomo con più chance di raccoglierne il testimone. «Ha un buon carattere che piace a Silvio, anche se nelle ultime settimane - raccontano a Roma nell' entourage dell' ex premier - si è lasciato coinvolgere nella rete 'secessionista' di Romani e Gelmini».

 

Sarebbe quindi Toti il designato a scalare il partito, congiure e fronde permettendo. E toccherebbe a lui anche cimentarsi nell' impresa di riunire le varie anime della diaspora: quindi l' agenda immaginata dalla suite del San Raffaele prevede una ripresa di dialogo con Alfano e l' Ncd, un tentativo di ricucitura con Ala di Verdini, oltre che con gli ex dc Fitto e Casini.

maria rosaria rossi   giovanni toti   silvio berlusconi   francesca pascalemaria rosaria rossi giovanni toti silvio berlusconi francesca pascale

 

Berlusconi evoca questi scenari mentre fa il conto alla rovescia dei giorni che gli restano da trascorrere in ospedale. Al suo fianco ha la Pascale, ora lontana dalle sue ex sodali del "cerchio magico". La fidanzata di Berlusconi confida che le novità attorno all' ex Cavaliere l' hanno spinta a «valutare le persone fino in fondo ». «Ma il "cerchio magico" è stata pure un' invenzione di chi aveva bisogno di alibi» ha spiegato a chi la provocava sull' argomento.

 

Come se, nella sua ricostruzione di una fase ora al tramonto, non fossero davvero mai esistite le tre-quattro donne "forti" intorno al capo. E' la stessa Francesca che, nei momenti dell' angoscia per l' operazione al cuore subita da Berlusconi, aveva mormorato: «In questi giorni ho fatto una bella lista nel mio cuore». Insomma: anche lei, costretta dagli eventi, ha «solo voglia di silenzio e normalità».

 

debora bergamini mariarosaria rossi mariastella gelminidebora bergamini mariarosaria rossi mariastella gelmini

Intanto, come spesso accade quando si torna in sella mentre la vita ti stava disarcionando, anche a Berlusconi ritorna l' empatia per il prossimo. Assai più della politica da cui dovrà sganciarsi, un progetto gli fa brillare gli occhi: realizzare alloggi per i senzatetto. L' idea è ancora in divenire: dovrebbe riguardare Roma e Milano. Non business, ma charity. Ma è pur sempre la solidarietà di un costruttore: quindi case. Sono i pensieri al futuro di un convalescente, tra un gelato e un tapis roulant.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…