1. RENZI-UNO, LETTA-BIS, NAPOLITANO-TER? NON SCORDATE IL BERLUSCONI-QUATER! “UN GOVERNO NON ELETTO NON È Più DEMOCRAZIA. DOBBIAMO TENERCI PRONTI AL VOTO” 2. IL BANANA SA CHE LA LEGGE ELETTORALE SARÀ APPROVATA DOPO L’ABOLIZIONE DEL SENATO, COME CHIESTO DA ALFANO. E LUI MANDA IL PRIMO MESSAGGIO ALL’AMICO RENZI 3. NON È ANCORA AI SERVIZI SOCIALI, MA FA GIÀ LA CAMPAGNA ELETTORALE AL TELEFONO. CHIAMA I CIRCOLI DI ROMA E MILANO: “FORZA ITALIA PUNTA ALLA MAGGIORANZA ASSOLUTA, DOVETE CONTATTARE I 4 MILIONI DI INDECISI O DELUSI PER FARLI VOTARE” 4. DEL GOVERNO, SILVIO APPREZZA LA SUA CARA GUIDI E ANCHE ORLANDO ALLA GIUSTIZIA (OF COURSE). MA PER LUI, RENZI NON DURERÀ PIÙ DI UN ANNO. “HA LA MAGGIORANZA NEL PARTITO MA NON IN PARLAMENTO DOVE MOLTI SONO BERSANIANI E DALEMIANI”

1. BERLUSCONI, CON GOVERNO NON ELETTO NON È PIÙ DEMOCRAZIA
(ANSA) - ''Una democrazia e un governo del popolo si hanno quando il governo è eletto dai cittadini. Se il Governo non è eletto non è più democrazia'': lo ha detto Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente a un incontro a Milano. ''Adesso - ha aggiunto Berlusconi - succede la stessa cosa di quanto già accaduto con un'operazione avvenuta all'interno di un partito che non ha una grande maggioranza parlamentare''.

"Questa è una situazione che ha poco a che fare con la democrazia", ha aggiunto Berlusconi che si è augurato quindi che si possa tornare al voto per eleggere un governo scelto dai cittadini. "Non sappiamo quando succederà - ha spiegato - ma dobbiamo tenerci pronti" aggiungendo poi che ci sono "4 milioni di cittadini indecisi o delusi che possiamo contattare per spiegare loro qual è la situazione del nostro Paese e farli andare a votare nella direzione giusta".

2. BERLUSCONI, SERVE PARTITO CON MAGGIORANZA ASSOLUTA
(ANSA) - "Il Paese è ingovernabile, ha un assetto istituzionale che consente non di decidere, ma di proibire, ed è bloccato dal 1948, l'unica via di uscita è avere un solo partito che abbia la maggioranza assoluta, il 51%, alle elezioni e possa esprimere un proprio governo che cambi le istituzioni". Lo dice Berlusconi in una telefonata al nuovo club "Forza Silvio" della Garbatella-Eur.

Il Cavaliere sprona i suoi a "scendere in campo per convincere assenteisti, elettori delusi di Grillo e quanti nel centrodestra votano per i piccoli partiti" a ridare consenso a Forza Italia per uscire dalla crisi economica e istituzionale. "La sinistra - ribadisce Berlusconi - non è maggioranza nel Paese, la maggioranza è dei moderati che vanno rimotivati". Nella telefonata da Arcore, durata circa mezz'ora, Berlusconi insiste sulla "mobilitazione" dei club i cui aderenti sono considerati "missionari di libertà in terra di infedeli" visto che il club Garbatella-Eur è in una zona dove da sempre prevale la sinistra.

Secondo il Cavaliere ottenere la maggioranza dei voti degli italiani "non è un'impresa impossibile" e parla della "idea folle" di fondare 12 mila club 'Forza Silvio' e cita l'unico filosofo a lui prediletto: Erasmo da Rotterdam. "Un filosofo che voi tutti conoscete diceva che ci vuole una lungimirante visionaria follia" per realizzare i propri progetti. Per attuare questa "follia" di riprendersi la maggioranza nel Paese, Berlusconi invita i militanti a rivolgersi ai "cittadini disgustati dalla politica, che o non vanno a votare o se votano lasciano la scheda in bianco".

"Da nostri sondaggi - spiega - sono 24 milioni gli elettori e tra questi ci sono anche quelli che non intendono più votare per Grillo". "Un sondaggio - aggiunge il Cavaliere - evidenzia che c'é un 56% di elettori di Grillo che non condivide il comportamento dei parlamentari e non sono affezionati al simbolo 5 Stelle".

"Altro settore su cui si deve muovere "il popolo dei club" è quello di convincere quanti nel centrodestra "votano per i piccoli partiti che si preoccupano solo dei loro particolari interessi fin dalla nascita della Repubblica". "So che molte persone - dice il Cavaliere sorridendo - votano, per esempio, per l'Udc perché trovano Casini simpatico ma il voto non si può dare per simpatie, lo si dà per governare". "C'è - conclude Berlusconi da Arcore - una prateria da conquistare".

3. GOVERNO: LUPI, FIRMATO ACCORDO RIFORMA VOTO-SENATO
(ANSA) - "Abbiamo firmato un impegno che la legge elettorale va di pari passo con le riforme istituzionali e funzionerà quando il Senato è abolito, anche perché questa legge è pensata per una sola Camera, altrimenti la riforma non funziona". Così il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, arrivando a Palazzo Chigi, su uno dei nodi posti da Ncd al neopremier Matteo Renzi.


4. LA DIFFIDENZA DEL CAVALIERE: BENE SOLO GIUSTIZIA E SVILUPPO
Adalberto Signore per "il Giornale"

È a qualche appunto scritto di rientro a Arcore che il Cavaliere affida preoccupazioni e perplessità sulle ultime mosse di Matteo Renzi.

Non solo una squadra di governo che lo convince poco, ma pure quei rumors che danno per chiuso un accordo per posticipare l'approvazione della nuova legge elettorale e farla in parallelo con le riforme istituzionali.

Un rinvio, quindi, di qualche anno proprio come chiede da giorni quell'Angelino Alfano che ieri è stato il vero vincitore della lunga trattativa sul governo.
Non entra nel merito dei singoli nomi Silvio Berlusconi e a chi ha occasione di sentirlo ripete che l'opposizione di Forza Italia «sarà responsabile» e che «ogni ministro sarà giudicato in base al suo operato». Lo scetticismo verso la squadra che Renzi porterà con sé al governo è però palpabile.

Con due sole eccezioni. Quella di Federica Guidi al ministero dello Sviluppo economico, di certo un nome che il Cavaliere apprezzerà visti i buoni rapporti e la frequentazione non solo con lei ma anche con il padre Guidalberto, per un decennio storico vicepresidente di Confindustria. E quella di Andrea Orlando alla Giustizia, un esponente del Pd considerato comunque «moderato». Nonostante le tante perplessità, però, l'ex premier non usa toni tranchant e stoppa l'insoddisfazione di chi ha occasione di sentirlo a sera con un «vedremo». «Aspettiamo il governo alla prova di fatti», si limita a dire un Berlusconi che più di un interlocutore racconta tra il preoccupato e il diffidente.

Il timore, infatti, è che possa avere ragione chi nel partito lo invita ormai da giorni a guardarsi da un Renzi che da quando siederà a Palazzo Chigi cambierà prospettiva. Non c'è stato premier, infatti, che non abbia fatto l'impossibile pur di restare al suo posto, in qualsiasi situazione e con qualunque difficoltà. L'ipotesi, dunque, che il segretario del Pd punti davvero al 2018 e sia pronto a congelare la nuova legge elettorale (che avvicinerebbe le urne nei fatti) è dunque concreta.

Non a caso, i bene informati raccontano che Alfano avrebbe ottenuto garanzie in questo senso, cosa che il Cavaliere non vede affatto di buon grado. Se si cambiano i termini dell'accordo sulle riforme - è il senso del suo ragionamento - allora il patto salta e Renzi se ne dovrà assumere la responsabilità. Non è un caso che Giovanni Toti assicuri sì «opposizione responsabile» ma chieda anche di «fare subito» la nuova legge elettorale da non «legare ad altre riforme».

L'atteggiamento dei capigruppo di Camera e Senato di Forza Italia nei commenti ufficiali è dunque cauto. «Nessun giudizio, aspettiamo Renzi alla prova dei fatti», dice Renato Brunetta. Mentre Paolo Romani fa gli «auguri» al neopremier in attesa di «vedere il programma». Qualche perplessità in più la manifestano Mariastella Gelmini, Augusto Minzolini o Michaela Biancofiore. E forse pure Berlusconi che in privato ieri insisteva molto nel ripetere che Renzi è «il terzo premier consecutivo senza investitura popolare», una sorta di «chiusura del cerchio» di quello che il Cavaliere chiama «il colpo di Stato dell'estate 2011».

Incontrando nel pomeriggio i 200 volontari di Missione Azzurra, Berlusconi punta invece il dito sui numeri risicati del governo. «Renzi ha la maggioranza nel suo partito - dice - ma non in Parlamento dove molti deputati Pd sono bersaniani e dalemiani». E chissà che non sia casuale l'invito della Biancofiore al neopremier di pensare all'ipotesi di «formare una Grosse Koalition alla tedesca con Forza Italia». Salta, invece, l'intervento del Cavaliere dal palco allestito in piazza San Lorenzo in Lucina. Alla prima manifestazione organizzata bypassando la struttura del partito i militanti presenti erano, per usare un eufemismo, piuttosto pochini.

 

 

BERLUSCONI NEL CLUB FORZA SILVIO DI MILANORENZI E BERLUSCONI MATRIMONIO ALL ITALIANA BERLUSCONI E RENZI IL SORPASSO GRILLO RITWITTA IMMAGINI SU BERLUSCONI E RENZI berlusconi alfano santanche verdini lupi Napolitano Maurizio Lupi ed Enrico Letta RENZI E ALFANO ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI BRUNO VESPA Andrea OrlandoFederica Guidi

Ultimi Dagoreport

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO