BERLUSCONI STAREBBE LAVORANDO IN QUESTE ORE A UN DISCORSO DI ADDIO DA PRONUNCIARE IN TV - I SUOI NEMICI PIÙ INTIMI OBAMA E MERKEL CHIAMANO IL PATONZA - PER LE CONDOGLIANZE SI FA VIVO ANCHE PUTIN - ALFANO: “NON MOLLA, NON ANDRÀ AI GIARDINETTI. SI RICANDIDERÀ” - LETETRA A STORACE: “LA FRONDA DI FINI È STATO IL PECCATO ORIGINALE CHE HA MINATO “IL PERCORSO DI UNA LEGISLATURA”…

Corriere.it

Potrebbe essere il suo testamento politico dopo le dimissioni. Berlusconi «rivendica con orgoglio quanto siamo riusciti a fare in questi tre anni e mezzo segnati da una crisi internazionale senza precedenti nella storia»: lo scrive il premier dimissionario Silvio Berlusconi in una lettera inviata oggi al segretario nazionale della Destra, Francesco Storace, che sta celebrando a Torino il secondo congresso del partito.

PENDOLO - «C'è chi lavora da tempo perchè il pendolo della politica italiana torni indietro, ai tempi in cui la volontà degli elettori era commissariata dalle oligarchie di partito abituate a gestire in proprio, al riparo da ogni responsabilità, la forza che i cittadini consegnavano loro al momento del voto. Siamo stati i protagonisti di una riforma di segno bipolare, fondata sul principio per cui il popolo sceglie non soltanto il Parlamento, ma anche le alleanze e il Capo del governo.

L'impegno è che quanto è stato conquistato in questi anni nel segno della modernità non vada disperso. E che anzi possa consolidarsi in un Paese che sta già dando molto, moltissimo in termini di rigore economico e che ha accettato con grande senso di responsabilità i sacrifici imposti dalle manovre di luglio e agosto. Siamo andati avanti» nella consapevolezza che «la maggioranza voluta dagli italiani avesse il diritto e soprattutto il dovere di governare, ma alla fine in Parlamento ha prevalso la logica dei piccoli ricatti e del trasformismo che è il vizio più antico della politica italiana. » scrive ancora il premier uscente.

FRONDA - La «fronda» della componente finiania è stato il «peccato originale» che ha minato «il percorso di una legislatura che avrebbe dovuto essere costituente e che si è invece incagliata nelle secche di una politica che non ci appartiene. Condivido il vostro spirito e mi auguro di riprendere insieme a voi il cammino di governo» conclude l'ex presidente del Consiglio.

TELEFONATE - Il giorno dopo l'addio a Palazzo Chigi Berlusconi ha avuto telefonate di commiato con diversi leader internazionali. Da citare soprattutto una lunga telefonata con la cancelliera tedesca Angela Merkel durante la quale, secondo quanto riferito dalla deputata Pdl Micaela Biancofiore che ha incontrato il premier uscente con una delegazione di giovani, Berlusconi avrebbe espresso le sue preoccupazioni per l'Eurozona. Berlusconi ha ricevuto telefonate da altri leader internazionali, tra i quali il premier russo Vladimir Putin e in giornata dovrebbe ricevere anche la telefonata del presidente americano Barak Obama.

«NON MI RIPOSERO'» - «Ho chiesto al presidente se ora vorrà un po' riposarsi, ma lui mi ha risposto: ma che riposarsi, ora c'è da pensare al partito» ha aggiunto la Biancofiore. «Tra un anno, massimo un anno e mezzo si tornerà a votare e Berlusconi lo sa - ha proseguito la deputata Pdl - io penso che potrà tornare a candidarsi come capo della coalizione, ma anche come capo del governo».

DISCORSO - Berlusconi starebbe lavorando in queste ore a un discorso da pronunciare al paese dopo le dimissioni da Palazzo Chigi. È quanto riferisce sempre la Biancofiore. Berlusconi starebbe dunque lavorando ad un intervento, da pronunciare in Tv o, in alternativa, da diffondere attraverso qualche altra modalità dopo aver lasciato Palazzo Chigi.

ALFANO - Dopo Berlusconi ha parlato anche il segretario del Pdl Angelino Alfano, ospite di «In Mezz'ora» di Lucia Annunziata: Silvio Berlusconi non andrà ai giardinetti, resta leader del Pdl e lavora per creare «la più grande area dei moderati in Italia».

«Andando un tecnico alla Giustizia, se non lo considerassimo di buon senso ed equilibrato non daremmo la fiducia al governo» ha aggiunto Alfano. «Fino a quando gli elettori ti sostengono non hai neanche il diritto di andartene perché sono gli elettori che ti scelgono», ha proseguito il segretario del Pdl. «Chiameremo a raccolta oltre un milione di nostri iscritti, li chiameremo nei congressi e poi faremo una grande manifestazione che possa ulteriormente ribadire la nostra forza», ha sottolineato Alfano.

«Ieri Monti ha detto che non ha preclusioni nei confronti dei politici nel governo perchè nel suo discorso ci ha spiegato che non arriva un arcangelo liberatore che insieme ad altri angeli scaccia i diavoli, che saremmo noi. Siamo noi, cioè il Pdl, ad avere titubanze perchè non vogliamo dare connotazione politica al governo».

«Eventuali nostri ministri avrebbero delle difficoltà - prosegue Alfano - a sedere nello stesso tavolo con quelli da cui vengono quotidianamente insultati. Se ci sarà un'intesa questa dovrà avvenire attraverso la trasparenza, in base ai contenuti stabilendo le cose da fare e stabilendo anche la composizione tecnica più equilibrata». Riguardo alla legge elettorale il segretario del Pdl ha aggiunto: «La legge elettorale non è tema di governo, ma del Parlamento o dei cittadini se la Corte Costituzionale dice sì al referendum».

 

 

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