salvini berlusconi meloni lupi

IL CAV NON CE LA FA PIU’ - AL COMIZIO DI CHIUSURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE, BERLUSCONI VIENE PORTATO A BRACCIO DA SALVINI CHE LO ACCOMPAGNA AL MICROFONO COME FAREBBE UN PREMUROSO BADANTE - “REPUBBLICA”: “LA FISSITÀ DI SILVIO È UNA MASCHERA CHE NON SI MODIFICA MAI, MENTRE IL SORRISO MOSTRA LA SFILZA DEI DENTI BIANCHISSIMI. IL CORPO DEL CAPO È QUELLO D'UNA MUMMIA CHE SEMBRA AVER SFIDATO LE LEGGI DELLA ETERNITÀ…”  

Marco Belpoliti per www.repubblica.it

 

SALVINI BERLUSCONI MELONI LUPI

Entrano insieme. Giorgia, la dama bianca, mentre Matteo tiene per mano Silvio, come un figlio, o piuttosto come una badante che lo accompagna al microfono. La fissità di Silvio è una maschera che non si modifica mai, mentre il sorriso mostra la sfilza dei denti bianchissimi. Il corpo del capo è quello d'una mummia che sembra aver sfidato le leggi della eternità. Lui è come la celebre cucina pubblicizzata dalla Cuccarini: il più amato degli italiani.

 

Matteo alza il dito pollice dell'ok. La camicia bianca e la giacca scura: niente più felpe o magliette con slogan. Si tratta di una serata di gala: si va al governo. Gli slogan li portano i ragazzi col cappello blu in testa e i cartelli della Lega. Salvini si cita addosso, si dà il voto da solo.

SALVINI BERLUSCONI MELONI LUPI

 

Sfodera un linguaggio da Bar Sport, un discorso non da statista, ma da tribuno, da comizio: basso basso; non ha il lessico e gli argomenti per farlo, va a braccio e sbanda. Pure l'autismo cita. Saprà cos'è? Niente che abbia la forma di un ragionamento. Solo slogan e affermazioni apodittiche. L'idea è quella di prendere per mano l'Italia. "Io voglio governare l'Italia". La mano si agita nell'aria e il dito alzato rotea all'intorno. "Andiamo a vincere". E si applaude da solo.

 

SALVINI BERLUSCONI MELONI

Ecco ora Giorgia, la prima donna, la Eva della politica italiana. Balla e scuote la chioma bionda. La voce squillante. Ride. La piazza è tutta per lei: "Vi voglio bene", dice. Gli orecchini vistosi, al polso un bracciale tricolore. Lei è la donna della porta accanto. La trovi dal parrucchiere, al mercato e a prendere un caffè al bar. La sua voce suona forte, contiene dentro di sé un senso di rivalsa profondo. La sua voce tradisce qualcosa che va al di là della volontà di governare. C'è un senso di vendetta in quella voce. La dama bianca non è un fantasma, incarna una volontà di rivincita, qualcosa che viene da lontano. Anche lei si autocita.

salvini meloni berlusconi piazza del popolo 5

 

"Facciamo paura?", si domanda. La sua retorica è quella del risentimento e in qualche modo della rabbia. Non parla agli elettori, non parla al Paese, parla agli altri partiti, agli avversari. "Noi lo faremo comunque", dice della riforma presidenzialista. Parla ai nemici, li minaccia. Non fa nomi. Sono gli speculatori, i poteri occulti.

 

L'attacco è a Letta e al Pd. Qualcosa nella sua voce tradisce tuttavia una insicurezza di fondo. Non fa proposte. Combatte l'ultima battaglia, che per lei è la prima. Ogni tanto la parola si inceppa, ma poi alza il tono di voce. Scandisce le parole, e di colpo abbassa il volume e diventa suadente, come se parlasse a contatto del nostro orecchio.

 

salvini meloni berlusconi piazza del popolo 3

A differenza di Salvini, che è tutto sull'Io, lei usa il Noi. Noi Giorgia. Quello che deve fare lo Stato con gli italiani è "non rompergli le scatole". Siamo alla sezione missina della Garbatella. Non è una statista, forse è un leader, ma non è capace di convincere, non possiede il tocco magico del guru. Parla di cambio del paradigma, ma la frase inciampa subito dopo. Diventerà pure una presidente di Consiglio, ma non ha la forza di superare la propria partigianeria. Sarà un governo della parte sul tutto. Lo dice la sua mimica, le mani, la voce, le argomentazioni. Non sarà un futuro sereno per nessuno, lo si capisce da quello che dice.

 

Ultimi Dagoreport

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...