DAGOREPORT - BERSANI NON FARÀ IL PREMIER MA HA PIANTATO DUE CLAMOROSE BANDIERE DI RINNOVAMENTO: LA DOPPIETTA GRASSO E BOLDRINI NON FA PARTE DELLA VECCHIA POLITICA - NAPOLITANO PUÒ EVITARE DI AFFIDARE ANCHE UN MANDATO ESPLORATIVO AL CAPO DEL PD: UNA MINORANZA, QUALE IL PD E', NON PUÒ AVERE LE PRESIDENZE DELLE CAMERE E IL PREMIER - COME AVEVA ANNUNCIATO TRA LO SCETTICISMO GENERALE, CULATELLO HA ARRUOLATO UNA MANCIATA DI GRILLINI - RE GIORGIO ORA PUÒ UTILIZZARE LA SCIA DEL VOTO PER LAVORARE AL ‘’GOVERNO DI COMPETENTI’’ (E PER GRASSO SI APRE UN'AUTOSTRADA TRA COLLE E PALAZZO CHIGI)

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Bersani Pierluigi non farà il premier ma è riuscito a coinvolgere i voti grillini necessari all'elezione dell'ex magistrato Piero Grasso, non soltanto quelli dei sei senatori siciliani del Movimento 5 Stelle ma anche di altri quattro di essi in nome di una parola magica che si chiama "libertà di voto" e che i grillini useranno anche in altre occasioni.

Con le presidenze di Camera e Senato il marito della farmacista di Bettola ha piantato due clamorose bandiere comunque di rinnovamento poiché è difficile affermare che Grasso e Boldrin facciano parte della vecchia politica, si rafforza come segretario del Pd e, se rinuncia all'incarico di formare il governo facendo un passo indietro come l'hanno fatto Franceschini Dario e Finocchiaro Anna ed evitando di esporre se stesso facendosi impallinare da un Parlamento dove non ha i numeri, può giocare sul serio il ruolo di king maker del suo partito, del governo e della legislatura, archiviando oppositori interni di destra e di sinistra.

Re Giorgio Napolitano (chi l'ha visto nelle ultime ore racconta di averlo trovato sereno e determinato sulle scelte da fare nei prossimi giorni. Questo significa che un piano in testa ce l'ha) ora può utilizzare la scia del voto di oggi per lavorare al governo.

Di fatto, il presidente della Repubblica può evitare di affidare anche un mandato esplorativo al capo del Pd per il semplice fatto che una minoranza, quale complessivamente il Pd e', non può avere contemporaneamente le presidenze delle Camere e il premier. Saltano allora tutti i vecchi schemi e servono davvero nomi nuovi, questo alla fine e' il merito vero di Bersani Pierluigi che ha indicato Boldrin e Grasso coinvolgendo, come aveva insistentemente annunciato tra lo scetticismo generale, i grillini al Senato.

Ora deve solo archiviare se stesso come candidato premier ma ha posto le premesse per avere due nomi nuovi a Palazzo Chigi e al Colle più alto. Per il governo si apre un'autostrada per lo stesso Grasso. Per il Colle saltano tutti i nomi vecchi, da Prodi, ad Amato, a D'Alema e chi più ne ha più ne metta.

Anche per Grillo Beppe si tratta di un successo importante, ottenuto senza sporcarsi le mani. D'ora in poi sarà più difficile farlo, ma la libertà di voto può non avere limiti e confini se le proposte da votare diventano migliorative rispetto alla vecchia offerta politica.

Perde invece ancora una volta Monti Mario che aveva prefigurato per se' personalmente, nemmeno per Scelta Civica, il ruolo e il percorso che ora ha, e ha davanti, il nuovo presidente del Senato.

Grasso Piero ha esordito con un discorso di livello, già preparato per tempo (e questo e' significativo della sicurezza di avere almeno i voti dei grillini siciliani) con tutti i riferimento giusti, da Falcone e Borsellino, a Caponnetto, a Moro, agli uomini delle scorte morti facendo il proprio dovere, al disagio sociale, al lavoro che manca, agli esodati. E anche a Papa Francesco, cui per un attimo e' sembrato paragonarsi.

Ma con quale formula Re Giorgio darà le indicazioni per formare il governo, dopo aver ricevuto le forze politiche totalmente nuove, quelle che si stanno adeguando al nuovo proponendo nomi nuovi e quelle che restano al palo, con proposte ferme a schemi totalmente vecchi? La formula e' una sola, quella del "governo dei competenti", a seguito di un "patto di condivisione" per il futuro dell'Italia con l'obiettivo di far vita ad una legislatura di svolta poiché anche Grillo Beppe e i suoi sanno che ora si deve passare dalla destrutturazione alla costruzione, dalla propaganda ai fatti.

Se un nome totalmente nuovo può avere il via libera dei grillini in nome della libertà di voto, il programma e' semplice: provvedimenti immediati per provare a smuovere l'economia. Tutti sanno che è su questo che verranno giudicati. Per le riforme istituzionali si vedrà nel giro di un anno, e se si dovesse cominciare dal taglio del numero dei parlamentari si vedrà più avanti ancora.

Intanto, gia' da martedì una cartina di tornasole importante sarà quella della guida delle commissioni parlamentari di garanzia bicamerali, come il Copasir o la commissione di vigilanza sulla Rai. La regola sinora e' stata quella dell'accordo per scongiurare la paralisi. Vedremo se e come il modello siciliano che ha vinto

 

BERSANI E NAPOLITANO GRASSO E BOLDRINIMONTI STAMANE A NAPOLI GRILLO E CASALEGGIO ARRIVANO A ROMA PIERLUIGI BERSANI PRESENTA LA CANDIDATURA DI PIETRO GRASSOGOVERNO DI SCOPO E SCOPONE BERSANI GRILLO BERLUSCONI NAPOLITANO BOLDRINI BOLDRINI

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