BERTO-SALASSO PER GUIDO BERTOLASO - L’EX CAPO DELLA PROTEZIONE CIVILE DOVRÀ RISARCIRE LO STATO PER UN DANNO ERARIALE DI 40 MLN € - TUTTA COLPA DELLA MARCEGAGLIA: UNA SOCIETÀ DELLA EX PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA SI È INFATTI AGGIUDICATA LA CONCESSIONE PER L’AFFITTO PER 40 ANNI DI UNA ZONA ALLA MADDALENA, PER UN TOTALE DI SOLI 31 MILIONI DI EURO - UN PO’ AL DI SOTTO DEL PREZZO DI MERCATO…

Valeria Pacelli per il "Fatto quotidiano"

Lo scopo della Protezione civile italiana è quello di "tutelare l'integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo che derivano da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi", si legge sul sito ufficiale. Riparare i danni, non crearli insomma.

Per la Corte dei conti però, l'ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, assieme ai collaboratori del suo staff, qualche danno lo ha creato, e anche di grande entità. Infatti hanno valutato che, solo per l'aggiudicazione della concessione demaniale dell'ex arsenale de La Maddalena a una società di Emma Marcegaglia, sono stati fatti quasi 40 milioni di euro di danni erariali.

Che ora i magistrati chiedono a Bertolaso di riconsegnare nelle casse dello Stato. Ma procediamo con ordine. Gli inquirenti Marco Smiroldo, Ugo Montella e Massimiliano Minerva, hanno iniziato a indagare sull'affidamento dell'area demaniale dell'ex arsenale a La Maddalena, una zona enorme dove è sorto anche un albergo a cinque stelle che avrebbe dovuto ospitare i capi di Stato. Il G8 poi però con un colpo di genio mediatico di Silvio Berlusconi, è stato spostato a L'Aquila, scossa dal terremoto di quei giorni, dando anche un colpo basso alle casse dello Stato, da cui erano già uscite centinaia di milioni di euro.

Ma a vincere la gara "incriminata", anche in quanto unico concorrente, fu la Mita Resort Srl, la società di cui è principale azionista Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. La Marcegaglia infatti affitta per 40 anni una zona di complessivi 113 mila metri quadri a terra più 110 mila metri quadri di specchio acqueo, per un totale di soli 31 milioni di euro, "da versarsi una tantum e poi 40 rate annuali da 60 mila euro", scrivono nell'invito a dedurre i magistrati.

Per gli inquirenti però il costo dell'assegnazione non è congruo. Infatti, sempre rifacendosi alle indagini, il bando prevedeva come criterio di aggiudicazione quello dell'offerta più vantaggiosa, che doveva anche contenere "una somma non inferiore a 40 milioni di euro e che la concessione sarebbe durata 30 anni". Il 24 marzo 2009, la M.I.T.A. Resort Srl si aggiudica l'affitto di quell'area in un primo momento per 41 milioni di euro per 30 anni. Un mese dopo il G8 viene spostato a L'Aquila e così i valori di quel bando vengono modificati.

L'affitto viene prolungato di dieci anni, e il corrispettivo si riduce a 31 milioni di euro. Un ribasso che la Corte dei conti definisce "ingiustificato". Insomma un bando abbastanza variabile, potremmo dire, tanto che annotano i giudici che delle riunioni preparatorie per crearlo non "esiste alcuna verbalizzazione".

Intanto lo Stato continuava a pagare, infatti per il compendio immobiliare sono stati effettivamente spesi 320 milioni di risorse pubbliche. Ora a questi si aggiungono i danni erariali che dovranno essere corrisposti: Guido Bertolaso dovrà riconsegnare nelle tasche dello Stato precisamente 39.762.930 euro, mentre quattro del suo staff, Angelo Borrelli, Giacomo Aiello, Mauro della Giovanpaola e Irene Sallusti, dovranno versare in totale altri 24 milioni.

 

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