LA BILDERBERG DEL PATONZA - A VILLA GERNETTO LA RIVINCITA DI ANTONIO MARTINO CHE HA RIUNITO GLI ECONOMISTI DELLA SCUOLA DI CHICAGO INTORNO AL BANANA PER DISCUTERE DI CRISI, EUROPA, E LIBERISMO SFRENATO - MARTINO HA SBATTUTO LA PORTA IN FACCIA A TREMONTI E BRUNETTA, I DUE CHE LO AVEVANO SILURATO NEL SUO RUOLO DI PRIMO ECONOMISTA DI FORZA ITALIA - SEGRETO TOTALE SUI NOBEL CHE AVREBBERO PARTECIPATO: SI PARLA DI MUNDELL, BECKER O SPENSE…

Maurizio Giannattasio per il "Corriere della Sera"

È il tramonto del tremontismo, l'addio definitivo di un modello che si è rivelato perdente, un ritorno alle origini del 1994. Nella piccola Bilderberg di Villa Gernetto, presenti cinque economisti stranieri, tra cui un premio Nobel, oltre al padrone di casa Silvio Berlusconi e al gran cerimoniere Antonio Martino, si è consumato un piccolo grande strappo. L'addio di Berlusconi alla politica economica di quello che è stato il suo ministro per più legislature: Giulio Tremonti. E il ritorno della tessera numero due di Forza Italia, il professore di economia Antonio Martino, discepolo di Milton Friedman. Seminario blindato.

Otto ore di studi, scenari, panel, proiezioni. Oltre a Berlusconi e Martino erano presenti cinque studiosi europei e americani, il figlio di Berlusconi, Luigi, Ennio Doris, patron di Mediolanum, Giuseppe Moles, braccio destro di Martino e Deborah Bergamini. Tre temi da affrontare: la crisi economica europea, la tenuta dell'euro e le soluzioni possibili per uscire dalla crisi. Non solo seminario a porte chiuse, ma anche i nomi dei partecipanti stranieri sono stati tenuti nascosti come l'ostia nel tabernacolo. Soprattutto quello del Nobel. «Per garantire loro la massima libertà nel corso della discussione».

I bookmakers davano Gary Becker all'80 per cento e Michael Spence al 20. Per un semplice motivo. In molti si ricordavano quello che era successo a fine settembre dell'anno scorso, con l'Italia bocciata dalle agenzie di rating, incalzata dall'Europa, abbandonata da Confindustria. «Pazienta Antonio, fino a che non avrò risolto il problema con Tremonti» disse Berlusconi a Martino che aveva appena annunciato al premier la disponibilità del Nobel Gary Becker, storico esponente della scuola liberista di Chicago, a entrare nella task force di economisti di Palazzo Chigi.

Normale che tutti attendessero l'arrivo di Becker e di conseguenza normali le aspettative dei bookmakers. E invece a varcare la soglia di Villa Gernetto è stato un altro premio Nobel su cui vige il massimo riserbo. Anche qui le scommesse fioccano. Il nome più gettonato è quello di Robert Mundell, economista canadese, vincitore del Nobel nel 1999, «per la sua analisi della politica fiscale e monetaria in presenza di diversi regimi di cambio e per la sua analisi delle aree valutarie ottimali», considerato il padre spirituale della moneta europea e docente dello stesso Martino. Se veramente fosse lui, questo la direbbe sul tenore degli interventi, molto lontani dalle tentazioni berlusconiane di qualche settimana fa, quando l'ex premier diceva che «uscire dall'euro non è una bestemmia».

Insomma, sembra che sia stata una cosa seria. Tanto che l'appuntamento verrà replicato tra settembre e ottobre con una platea più ampia, anche perché molti degli invitati non hanno potuto partecipare per motivi di agenda. Resta da capire se il summit di Lesmo sia parte integrante del nuovo progetto politico di Berlusconi. In molti assicurano che la Bilderberg di Villa Gernetto sia nata in tempi non sospetti, ossia prima che Berlusconi decidesse la nuova discesa in campo con il restyling del partito. Fatto sta che il seminario nella Sala dei Professori sembra destinato a diventare un appuntamento fisso.

 

crbn09 antonio martino mo carolEnnio Doris PIZ LUIGI BERLUSCONI E GINEVRA ROSSINI giuseppe molesDeborah Bergamini TREMONTI BRUNETTA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…