MA LA BOLDRINI, ALLA CAMERA, QUANDO CI VA? - INVECE DI PRESIEDERE L’AULA (DOVE SI VEDE POCO), LA PRESIDENTA VA IN CALABRIA A CIANCIARE DI IUS SOLI

Giuseppe Baldessarro per "repubblica.it"

"Non possiamo chiedere ai cittadini di essere eroi, ma io in questa terra di eroi ne ho visti tanti". E' scossa Laura Boldrini. La due giorni della Presidente della Camera in Calabria le hanno lasciato dentro una sorta di magone. Il viaggio che da ieri mattina l'ha portata prima a Rosarno, poi a Riace e infine a Lamezia Terme, è stato particolarmente duro. Intenso e duro, lei stessa dice "forte ed emozionante". Ma anche utile per entrare di petto nel dibattito politico quando, davanti a 400 bimbi stranieri a cui ha dato la cittadinanza italiana, ha detto: "Chi nasce qui è italiano".

La Presidente ha incontrato amministratori, volontari, disoccupati, imprenditori, familiari di vittime di 'ndrangheta, testimoni di giustizia, "gente che lotta ogni giorno". Ha riempito decine di pagine di appunti, segnandosi ogni cosa, personalmente. Con l'intenzione di "fare tutto ciò che il ruolo istituzionale consente per sollecitare la Regione, il Parlamento e le istituzioni in generale".

A Rosarno ha parlato a lungo con le sindache sotto scorta. Ha incontrato Maria Carmela Lanzetta, che nei giorni scorsi ha annunciato le dimissioni da primo cittadino di Monasterace. A Rosarno poi, con la sindaca Elisabetta Tripodi, ha riempito l'auditorium. Non si sono visti i parlamentari e non c'erano neppure quelli regionali, ma il salone era pieno di persone comuni, e anche se ufficialmente non lo dice nessuno, l'assenza dei rappresentanti politici di "prima fascia" non si è sentita, anzi.

Laura Boldrini si è molto soffermata sul ruolo degli amministratori di frontiera e soprattutto su quello delle donne, dicendo: "C'è anche una componente sessista, nelle minacce che subiscono. E questo nel senso che per un certo tipo di mentalità come quella mafiosa, intimidire una donna è più facile. A loro voglio dimostrare vicinanza sia come donna che come Presidente della Camera".

Ha poi ricordato di essere in Calabria "Perché invitata dal sindaco, Elisabetta Tripodi, e dalla sua collega di Montasterace, Maria Carmela Lanzetta, che, quando mi hanno chiamata, non hanno posto l'accento sulle minacce e sugli attentati che hanno subito, ma mi hanno solo chiesto attenzione per il loro territorio".

La Boldrini, pur non entrando nel merito della decisione della Lanzetta di dimettersi da sindaco ha sottolineato che "quanto accaduto, però, dimostra come sia complesso amministrare questa terra bellissima e difficile e quanto sia arduo mantenere la schiena dritta qui più che altrove e non essere lasciati soli". La solitudine di chi lavora in una terra come la Calabria è stato uno dei temi ricorrenti negli incontri della Presidente. Solitudine istituzionale e mediatica.

In questo senso ha fatto l'esempio di dell'intimidazione al sindaco di Nicotera, Francesco Pagano, contro l'abitazione del quale sono state sparate alcune raffiche di kalashnikov: "Mi ricorda le scene cui ho assistito in passato nelle zone di guerra, in Paesi cioè che non riconoscono lo Stato di diritto. La presenza della 'ndrangheta, ormai, è una vera e propria lesione ai diritti umani".

Da qui per aggiungere: "Mi ha sempre colpito che in Calabria i quotidiani nazionali non hanno redazioni. Chi è esposto, invece, sono i cronisti locali, che mettono a repentaglio la loro vita per accendere i riflettori sulla regione. In questo senso è significativo il fatto che su quanto è accaduto al sindaco di Nicotera non ho trovato mezza riga sui giornali nazionali". Tante donne a Rosarno, che hanno voluto raccontare alla Boldrini il dramma della disoccupazione e della mancanza di servizi in una realtà complessa, difficile, violenta nelle sue espressioni quotidiane.

La Presidente si è anche intrattenuta per quasi un'ora con i genitori di Fabiana Luzzi, la ragazzina di 16 anni, che a fine maggio è stata uccisa e bruciata dal fidanzatino a Corigliano Calabro. Il giorno dei funerali si erano sentiti telefonicamente, ma ieri ha voluto vederli di persona. Nel pomeriggio poi è stata ospite del "paese dei rifugiati". Ad accoglierla i bambini, figli di migranti, e le loro canzoni: "Bella ciao" e l'inno di Mameli. "A Riace è stato attuato un esperimento di accoglienza di grande valore e che ha una doppia valenza", ha detto.

"Mimmo Lucano - ha poi aggiunto - è un sindaco che ha una visione del mondo basata sull'inclusione. La doppia valenza del suo esperimento consiste nel fatto che, accogliendo, si dà protezione e sicurezza a chi è costretto a fuggire dal proprio Paese. Nello stesso tempo, però, accogliere vuol dire ripopolare i borghi. In questo senso andava la legge sull'accoglienza, alla quale ho collaborato come portavoce dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, che il Consiglio regionale della Calabria approvò nel 2009 all'unanimità". Una legge di cui non si ha più traccia e della quale la Boldrini chiederà conto alla Regione Calabria.

Oggi a Lamezia Terme, ospite del sindaco Gianni Speranza, la Presidente ha partecipato al conferimento simbolico della cittadinanza a 400 bambini stranieri residenti in città. "In tempi di globalizzazione non si può ignorare la realtà e cioè che nel Paese ci sono persone che vengono da altri luoghi ma che fanno parte della nostra società. In Italia ci sono oltre quattro milioni di immigrati. Tanti sono nati qui e sono cresciuti con i nostri figli. Bisogna prendere atto del fatto, quindi, che sono italiani".

Anche a Lamezia un bagno di folla prima di rientrare a Roma con qualche amarezza: "Vado via con un nodo in gola. Sono stati due giorni emozionanti e intesi. Ho visto tanta solitudine certo, e tanti problemi da risolvere, ma ho visto anche i germogli di una primavera possibile, che sento il dovere di incoraggiare e sostenere. Ai cittadini non possiamo chiedere di essere eroi. Ma in Calabria, di eroi di cui non parla nessuno, ne ho visti tanti".

Le reazioni. Molte le critiche, da destra, alle parole di Laura Boldrini sullo ius soli. "Non dovrebbe sfuggire alla presidente della Camera la terzietà del ruolo che ricopre - dice Maurizio Gasparri, del Pdl - eppure la sua è una entrata a gamba tesa in un tema delicatissimo, come quello del diritto di cittadinanza".

Il leader della Lega, Roberto Maroni: "Noi siamo nettamente contrari allo 'ius soli', si tratta di una situazione che non esiste in nessun Paese europeo, e, tra l'altro, in una nazione di frontiera come l'Italia sarebbe devastante e darebbe effetti incontrollabili". Ignazio La Russa, presidente di Fratelli d'Italia, liquida le parole di Boldrini dicendo: "Lo ius soli? Le priorità sono altre".

 

LAURA BOLDRINI LAURA BOLDRINI E LIVIA TURCO SGHIGNAZZANO LEGGENDO DELLA CONDANNA DI BERLUSCONI JOSEFA IDEM LAURA BOLDRINI Laura Boldrini Laura Boldrini e Walter Veltroni Laura Boldrini e Guglielmo Epifani

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…