lanzalone parnasi

ABBIATE BONAFEDE - IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AI PM: ''PORTAI IO LANZALONE ALLA RAGGI''. E PARNASI PAGAVA DESTRA, SINISTRA ED ERA AMICO DEI 5 STELLE: ''IERI HO PARLATO CON FERRARA (CAPOGRUPPO M5S SOTTO INCHIESTA) E C'ERA UN TRIONFO ASSOLUTO...COI 5 STELLE ABBIAMO UNA FORTE CREDIBILITÀ, INCONTRERÒ ANCHE LA LOMBARDI. C'È UN RISCHIO ALTISSIMO CHE QUESTI FACCIANO IL GOVERNO, MAGARI CON SALVINI, E QUINDI NOI...''

 

LANZALONE E RAGGI

1 – TOR DI VALLE, BONAFEDE AI PM: «PORTAI LANZALONE DA RAGGI»

Michela Allegri e Sara Menafra per “il Messaggero

 

Era presente alle riunioni per decidere le sorti del progetto dello stadio di Tor di Valle e il nome di Luca Lanzalone, superconsulente della sindaca Virginia Raggi, non solo aveva dato la sua benedizione, ma era stato anche d' accordo a introdurlo in Campidoglio. «È una persona che si era ben segnalata a Livorno. Aveva pertanto la nostra fiducia e per tale ragione è stata presentata alla sindaca», ha raccontato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, al procuratore Giuseppe Pignatone e all' aggiunto Paolo Ielo. Era l' 11 giugno scorso.

 

Due giorni dopo, Lanzalone sarebbe finito ai domiciliari per corruzione, protagonista dell' ondata di arresti che ha travolto l' imprenditore Luca Parnasi e i suoi collaboratori: «Io stesso partecipavo alle riunioni sullo stadio, coordinavo i sindaci dei cinque stelle. Lanzalone ha dato una serie di consigli legali, era una sorta di consulente che esprimeva opinioni al sindaco, che originariamente si occupava solo dei problemi connessi ai profili risarcitori relativi a un' eventuale revoca della decisione della costruzione dello stadio. Poi, via via, si è occupato anche di altri profili».

 

LUCA LANZALONE

LE ELEZIONI A TOR DI VALLE

Nel carniere dell' imprenditore Parnasi non c' erano solo i rapporti con il Campidoglio. La rete del costruttore ricostruita dai carabinieri del Nucleo investigativo arrivava fino ai piani alti della politica. E specie nella zona dove doveva sorgere lo stadio, era disposto a spendere: «La logica deve essere di non utilizzare la stessa società per candidati che sono, diciamo, sulla stessa piazza - dice intercettato a un collaboratore - noi andremo a sostenere tutt' e tre i candidati che sono allEur, al Senato», non distante da Tor di Valle. L' 8 agosto 2017 Parnasi parla con il collaboratore Simone Contasta, dice che il «parere dello Stato è positivo, tuttavia all' interno vi è il parere del Mit negativo e ieri Lotti si è battuto per questo».

PARNASI

 

Chi lavora con lui impara ad applicare la stessa tecnica. Giulio Mangosi, per esempio, parla con un conoscente di Fabrizio Santori, consigliere regionale di Roma, dice che «è suo amico, che conosce da tempo quindi se gli chiede una mano è ben disposto ad aiutarlo». Insieme a Luca Caporilli, al telefono, in piena fase elettorale, parlando del progetto Stadio commenta: «Secondo me Franceschini è il vero... nostro falso amico, come dire».

parnasi e salvini allo stadio

 

«Lui sta in grande difficoltà - replica Caporilli - non può essere rieletto quindi ha bisogno di un posto, quindi sta sgomitando con Renzi... la moglie va in Regione».

 

Avviato il rapporto coi cinque stelle, in primavera Parnasi puntava sul futuro prossimo: «Ieri sono stato a parlare con Ferrara - Paolo, capogruppo M5S in Campidoglio, sotto inchiesta - e c' era un trionfo assoluto... noi in questo momento con i 5 stelle abbiamo una forte credibilità, incontrerò anche la Lombardi fra una settimana. Se vuoi la previsione di Luca Parnasi c' è un rischio altissimo che questi facciano il governo, magari con Matteo Salvini, e quindi noi potremmo pure avere un grande rapporto!».

pallotta-parnasi

 

Mangosi racconta a un conoscente che «diciamo che mi hanno chiesto di aiutare la Lombardi...De Vito, Ferrara... io chiaramente a tutti rispondo».

 

I PARTITI NAZIONALI

È proprio Mangosi, interrogato dai pm, a raccontare che Parnasi «spesso stipulava contratti a mio vedere non corrispondenti agli interessi della società e finalizzati solo a favorire le relazioni che riteneva utili... per accreditarsi o per accontentare qualcuno della sua rete relazionale».

 

Racconta anche di aver dato un «contributo per organizzare due interviste della Lombardi. Mi è stato chiesto da Ferrara e da De Vito». Gianluca Talone, altro collaboratore indagato di Parnasi, precisa: «Sicuramente sapevo che Parnasi pagava somme a partiti politici, e ho curato, su sua indicazione, un' erogazione liberale a Fratelli d' Italia».

 

alfonso bonafede

Parla anche del denaro dato alla fondazione Più Voci - vicina alla Lega - e ed Eyu - area Pd - e del falso contratto stipulato con radio Padania, per coprire un finanziamento non regolare: «Luca mi presentò un collega, Andrea Manzoni, in qualità di commercialista di Radio Padania al quale Parnasi confermò la volontà di versare la somma di 200.000 euro.

 

Ho compreso che il contratto era solo fittizio... era solo un modo per dare una veste formale alla erogazione da versare alla Lega». Stessa logica nei rapporti con Eyu e il suo responsabile: «Parnasi mi diede il contatto di Petrolo, in qualità di referente della fondazione Eyu e mi disse che si trattava di una fondazione vicina al Pd. Io avevo capito che si trattava di un modo per coprire un' erogazione al partito, perché mi è stato detto da Petrolo che si doveva fare tutto prima delle elezioni».

 

 

2 – PARNASI E LANZALONE, COSÌ «AMMORBIDIVANO»POLITICI E FUNZIONARI

Ilaria Sacchettoni per il “Corriere della Sera – Roma

 

Imprenditori che evitano i rischi d' impresa distribuendo finanziamenti illeciti, politici in cerca di continui sponsor, dirigenti pubblici che si (auto) propongono come intermediari per il privato di turno.

paolo ferrara

 

Il mondo di Luca Parnasi e Luca Lanzalone ruota attorno ad alcune certezze. La prima è che la politica sia addomesticabile tramite infiltrazioni di denaro a patto di conoscere uomini e meccanismi. A questo pensa il «Mr Wolf» di Parnasi, Lanzalone, che a fine marzo 2018 prevede: «Sicuramente entreranno in un governo, Spadafora, Fioramonti, Fraccaro, Bonafede e forse Laura Castelli».

 

E mentre un' intera classe dirigente cambia, l' imprenditore e i suoi uomini si sforzano di stare al passo con i tempi favorendo chi emerge. Così vanno lette - oltre alle operazioni di finanziamento di Lega e Pd - anche singole iniziative. Sponsorizzazioni ad hoc per realizzare lo stadio della Roma.

roberta lombardi (4)

«Sto aiutando in maniera molto traversale» dice, intercettato, Giulio Mangosi, collaboratore di Parnasi. I carabinieri del Nucleo investigativo riepilogano nella loro informativa.

 

«Mangosi continua commentando Fabrizio Santori (consigliere regionale di centrodestra, oggi sostiene Matteo Salvini, ndr) che conosce da tempo e quindi se questi gli chiede una mano, è ben disposto ad aiutarlo». É lo stesso Mangosi a offrire ai pm la conferma che il contratto fra le società del gruppo Parnasi e Radio Padania fosse «un contratto vuoto» utile a veicolare fondi.

 

Ascoltato dai magistrati il collaboratore di Parnasi ammette anche di aver promosso Roberta Lombardi dei Cinquestelle: «Io ho dato il mio contributo per organizzare due interviste della Lombardi. Mi è stato chiesto da Ferrara (il consigliere comunale Paolo, ndr) e De Vito (il presidente dell' assemblea capitolina Marcello, ndr) ed essendo io un professionista, anche in vista di un lavoro futuro, ho accettato».

 

FABRIZIO SANTORI

Intanto l' opera di avvicinamento di Parnasi a funzionari, dirigenti e quadri capitolini si consolida. Dalle relazioni investigative emerge la riconversione dell' ex numero uno dell' Urbanistica Errico Stravato (indagato per altre vicende legate alle tangenti distribuite da Sergio Scarpellini): «Stravato - si legge - sta progettando con la società Gesvim a lui riconducibile alcune opere connesse alla realizzazione del nuovo stadio della Roma, ponendosi quale anello di congiunzione tra uomini politici e funzionari pubblici» per ottenere provvedimenti favorevoli alle imprese di Parnasi.

 

Un ruolo, secondo i pm, sarebbe stato assegnato anche al soprintendente Francesco Prosperetti che avrebbe rimosso un vincolo sull' area in cambio di favori al suo amico e datore di lavoro di sua figlia, l' architetto Paolo Desideri. Le intercettazioni rilevano anche un altro episodio. Prosperetti che ha acquistato un immobile a Cortina progetta di utilizzarlo come residenza per le vacanze e al figlio che eccepisce sulla destinazione d' uso - l' immobile è accatastato come magazzino - il soprintendente risponde con semplicità «che non vengono fatti controlli».

Francesco Prosperetti

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…