andrea orlando bonafede

CHI CERCA GIUSTIZIA VIENE GIUSTIZIATO - BONAFEDE TIRA DRITTO PER SALVARE LA SUA RIFORMA MA NEL PD CI SONO RESISTENZE, SOPRATTUTTO SU RIFORMA DEL CSM, INTERCETTAZIONI E ABOLIZIONE DELLA PRESCRIZIONE DOPO LA SENTENZA DI PRIMO GRADO (CHE SCATTERÀ IL PRIMO GENNAIO) - IL CAPOGRUPPO DEM IN COMMISSIONE GIUSTIZIA, ALFREDO BAZOLI, VORREBBE RINVIARE L'ENTRATA IN VIGORE DI QUELLA NORMA…

Giovanni Bianconi per il “Corriere della sera”

 

alfonso bonafede.

Finge di non essere preoccupato, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Concentrandosi sulla riforma di sua competenza e mostrando di credere che la bocciatura della richiesta di autorizzazione all' arresto del deputato di Forza Italia Diego Sozzani non ne ostacolerà il percorso. Già di per sé irto di ostacoli, visto che si tratta di mettere d' accordo Cinque Stelle, democratici e adesso anche renziani; tutti improvvisamente schierati dalla stessa parte della barricata, dopo un anno e più trascorso su fronti opposti, sempre uno contro l' altro su uno dei temi più divisivi dell' agenda politica.

 

andrea orlando e nicola zingaretti

Del resto, l' ordine di scuderia generale nella nuova maggioranza è rassicurare tutti che il voto di ieri «non si ripercuoterà sulla tenuta del governo», e il Guardasigilli ha buon gioco a ripetere la stessa cosa nel settore di propria competenza. «Dopotutto non è che con la Lega le cose andassero diversamente, né molto meglio», si diceva ieri pomeriggio nei corridoi del ministero di via Arenula; ricordando i compromessi a cui i grillini si sono dovuti sottoporre per approvare qualcosa del loro programma (anticorruzione in cambio di legittima difesa, per dirne uno) e lo stop di Salvini contro il progetto di riforma Bonafede nel momento in cui ha scelto di rompere.

 

davide casaleggio alfonso bonafede

Ma al di là di apparenze e atteggiamenti di facciata, un problema giustizia esiste all' interno della coalizione che sostiene il Conte 2. Certo, esisteva anche l' altroieri, prima che i franchi tiratori (verosimilmente sparsi tra grillini e Pd, oltre a Leu che ha lasciato libertà di voto) smentissero le dichiarazioni di voto ufficiali dei rispettivi partiti. Tuttavia possono rappresentare un campanello d' allarme sulle future mosse di Cinque Stelle, democratici e renziani su un terreno dove la partita non è ancora cominciata.

 

La scorsa settimana il faccia a faccia tra il ministro Bonafede e Andrea Orlando, vicesegretario del Pd nonché suo predecessore a via Arenula, è andato bene anche perché ci si è limitati a parlare di metodo di lavoro, tempi entro i quali muoversi e «orizzonti» sugli argomenti da affrontare.

 

andrea orlando

Il che significa capire che cosa si può salvare della riforma varata «salvo intese» dal governo Conte 1 in punto di morte, e che cosa sarà meglio accantonare. Sui meccanismi per accelerare i processi - obiettivo comune che nessuno rinnega, ovviamente - ci possono essere soluzioni condivise ma anche scelte considerate punitive e insensate dai magistrati, sulle quali il Pd vuole chiarirsi le idee. Resta però la scadenza-mannaia del 1° gennaio, quando scatterà l'abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, bandiera dei grillini.

 

Il capogruppo democratico in commissione Giustizia, Alfredo Bazoli, vorrebbe rinviare l'entrata in vigore di quella norma, ma non sarà semplice. «Il cammino sarà in salita perché noi siamo saldamente ancorati a garanzie e diritti, mentre loro su questo sono meno attenti», confida Bazoli. Pure lui non è d'accordo a enfatizzare le conseguenze del voto di ieri, «visto che sull'autorizzazione all'uso delle intercettazioni indirette a Sozzani avevamo divergenze dichiarate, i Cinque Stelle favorevoli e noi contrari».

DIEGO SOZZANI

 

Divisioni alla luce del sole, quindi. Com' è prevedibile che accada, per citare un altro aspetto del progetto Bonafede, sulle modifiche al Csm e al suo sistema elettorale. O sulle intercettazioni, dopo che il Guardasigilli, appena arrivato in via Arenula, ha bloccato la legge rinominata «bavaglio» firmata proprio da Orlando. Ma nonostante queste premesse Bonafede, unico ministro «politico» che ha mantenuto l' incarico nel Conte 2, ottimista per carattere, lavora fiducioso alla riforma che porterà ancora il suo nome.

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