giorgia meloni matteo salvini claudio borghi

“LA MELONI SUL MES HA FATTO QUELLO CHE HO DETTO IO. E, PRIMA O POI, TORNEREMO PURE ALLA LIRA!” – IL LEGHISTA CLAUDIO BORGHI GONGOLA DOPO LA BOCCIATURA DEL FONDO SALVA STATI – A SALVINI CHIEDE: “COME SONO ANDATO?” DALLA GUIDA DEGLI EUROSCETTICI  ALLA BATTAGLIA NO VAX: L’EX BROKER CHE VOLEVA RIFILARE AGLI ITALIANI I MINI-BOT, PEZZACCI DI CARTA PER PAGARE CREDITI O SALDARE I DEBITI DELLO STATO, FECE UN BEL PO’ DI SOLDI SPECULANDO SUI TRADIZIONALI BTP. LA SUA SPECIALITA’ E’ LA CAPRIOLA. COME CON DRAGHI QUANDO… – IL RITRATTONE BY RONCONE

Fabrizio Roncone per il Corriere della Sera - Estratti

 

matteo salvini claudio borghi foto di bacco

È il personaggio politico di queste ore. Sghignazza, se la gode, se la tira, pontifica sfrontato.

(«La Meloni? La Meloni, sul Mes, ha fatto quello che ho detto io»).

Venga una attimo qui, senatore Borghi.

«Trallalero… Trallalà!». Non faccia così. «E, prima o poi, torneremo pure alla lira!».

 

Provoca e saltella sui sampietrini di via degli Uffici del Vicario, la stradina che collega Montecitorio a queste pagine intere, ai titoli cubitali, dentro l’euforia chiassosa del suo partito, la Lega, che con il voto dell’altro giorno ha aperto, ufficialmente, trionfalmente, la campagna elettorale per le Europee: una festa nella quale sta scomodo — come ormai si sa — solo Giancarlo Giorgetti, il ministro mortificato, ferito, preoccupato (perché Giorgetti sa leggere bene, in controluce, la gravità del commento arrivato dal presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe — «Deplorevole aver bocciato il Mes» — e tenete conto che questa frase è poi davvero niente, rispetto allo stupore e allo sdegno degli alleati francesi e tedeschi e all’irritazione di chi governa i mercati).

 

matteo salvini claudio borghi foto di bacco

Ma Claudio Borghi se ne frega di tutto e di tutti. E va ad abbracciare il capo: Matteo Salvini. «Come sono andato?».

 

(...)

Però l’istinto gli suggerisce di rispondere. Sente una voce: «Ciao, sono Matteo… Matteo Salvini. Disturbo?». Nemmeno a dirlo. «Bene. Perché, ecco, volevo chiederti una cosa: hai voglia di spiegarmi queste tue strane idee sull’euro?» .

 

La mattina dopo, solerte, Borghi gli tiene una lezioncina. Il Capitano decide di pancia (in senso lato): butta nel cestino il suo precedente libro guida, Il sacco del Nord di Luca Ricolfi, e inizia a leggere la bibbia degli euroscettici: Il tramonto dell’euro di Alberto Bagnai (su Bagnai ci soffermeremo meglio tra qualche paragrafo: ma preparatevi, perché merita).

 

matteo salvini claudio borghi foto di bacco

Tornando a Borghi: Salvini lo prende sul serio e, all’inizio, anche noi cronisti. Il trucco dello sguardo, per un po’, ha funzionato: bravissimo a metterne su sempre uno molto convinto, definitivo, con l’aria di chi sta lì a spiegarti segreti e meccanismi che, poverino, tu fatichi a capire. Poi un giorno abbiamo capito che lui, proprio lui che voleva rifilare agli italiani i mini-bot, pezzacci di carta per pagare crediti o saldare i debiti dello Stato, proprio lui aveva invece fatto un bel po’ di soldi speculando sui tradizionali Btp (nell’agosto del 2019, sfruttando la scommessa sbagliata del suo Capitano che sperava di andare a elezioni anticipate, vendette i titoli di Stato acquistati un anno prima).

 

Un furbacchione di 53 anni con la parlantina del furbacchione: ex fattorino, ex agente di cambio, ex broker, ex agente della Deutsche Bank, ex docente a contratto di Economia e mercato dell’arte all’Università Cattolica e, per hobby, a sua volta mercante d’arte (ma non andate a dirlo a Vittorio Sgarbi, che s’innervosisce di brutto).

borghi salvini bagnai

 

Con il Carroccio si candida, una prima volta, alle Europee del 2014: però viene trombato.

Tre anni dopo, invece, s’accontenta e riesce ad essere eletto nel consiglio comunale di Como. Poi, finalmente, eccolo sbarcare a Montecitorio con il suo mantra: «Dobbiamo uscire dall’euro».

 

Una posizione che lo rende politicamente assai visibile, una ghiottoneria per gli autori dei talk tv, che non se lo fanno sfuggire nemmeno durante la tragica stagione no vax, in cui Borghi s’accoda a certi esaltati mattacchioni, gente che voleva curare il coronavirus con un po’ di liquirizia e qualche fetta di zenzero, e ad altri leghisti come Armando Siri e Simone Pillon, il quale, ad un certo punto, s’era convinto che nelle scuole di Brescia s’insegnasse «la stregoneria».

 

Sugli appunti raccolti negli anni, c’è scritto: la grande specialità di Borghi è la capriola.

matteo salvini claudio borghi

Nel genere, un gigante. Per dire: il pomeriggio del 5 febbraio di due anni fa (Mario Draghi, da poche ore, aveva ricevuto l’incarico di guidare il nuovo governo), Borghi uscì dal Parlamento, finendo nel mischione di noi cronisti in attesa, che subito gli andammo sotto, chiedendogli: e adesso? Lui allora ci guardò come sempre un po’ sprezzante, che idioti questi giornalisti, che noia le loro domande. E rispose fingendosi sorpreso: «Che succede, scusate, in che senso? Draghi è come Ronaldo, un fuoriclasse».

 

matteo salvini claudio borghi

Poi si voltò e cercò la complicità del suo amico Alberto Bagnai (spesso, sui giornali, finiscono citati come B&B), da cui aveva ereditato la responsabilità del dipartimento economico della Lega. Questo Bagnai è un modesto suonatore di clavicembalo (non è una battuta), i pantaloni sempre con la riga e la faccia mite

 

(...)

 

Però davanti a Draghi premier, quel giorno, Bagnai si spaventò: «Draghi? Ma io Draghi l’ho sempre stimato…» . Entrambi sono leoncini di X (ex Twitter). Si esaltano. Si spalleggiano. Si ritwittano. E, probabilmente, faranno briciole di questo articolo, e di chi l’ha scritto (se succede, tranquilli: non vi blocco) .

MATTEO SALVINI CLAUDIO BORGHI 2claudio borghi matteo salvini alberto bagnaimatteo salvini claudio borghi foto di bacco

Ultimi Dagoreport

cnn fondo - ellison donald trump mark thompson jb pritzker

FLASH! – VENDUTA LA WARNER-DISCOVERY ALLA PARAMOUNT DI ELLISON, PER NON CADERE NELLE MANINE DI FORBICE DI DONALD TRUMP, L’85% DEI GIORNALISTI DELLA CNN SAREBBE PRONTO A USCIRE DAL GRUPPO E FONDARE UN’ALTRA EMITTENTE ALL-NEWS – I MILIARDI NECESSARI PER IL PROGETTO SAREBBERO PRONTI, FORNITI IN PARTE DAL GOVERNATORE DEMOCRATICO DELL’ILLINOIS, JB PRITZKER; CIO’ CHE ANCORA MANCA E’ CHI ASSUMERA’ LA GUIDA SUPREMA DELLA NUOVA NEWS MEDIA-COMPANY: IN POLE L’ATTUALE PRESIDENTE E CEO MARK THOMPSON….

porto di genova secolo xix silvia salis gianluigi aponte marco bucci michele brambilla

FLASH! – AVVISATE L’IRRITABILE GOVERNATORE DELLA LIGURIA, MARCO BUCCI, DI RASSEGNARSI: MICHELE BRAMBILLA RESTERÀ SEDUTO SULLA PRIMA POLTRONA DEL “SECOLO XIX”: PAROLA DELL’EDITORE ED ARMATORE DEI DUE MARI, GIANLUIGI APONTE – DOPO L’ERA SPINELLI-TOTI E LA NOMINA DI BUCCI ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE (GRAZIE ALL’INFLUENTE SINDACO DI IMPERIA, CLAUDIO SCAJOLA), IL PROGETTO DI APONTE DI TRASFORMARE IL PORTO DI GENOVA IN UN HUB PER IL SUO IMPERO DI NAVI SEMBRAVA ANDARE IN PORTO CON L’ACQUISIZIONE DEL “SECOLO XIX”, PER IL QUALE AVEVA SCELTO UN GIORNALISTA CONSERVATORE COME DIRETTORE, SICURO CHE SAREBBE ARRIVATO UN SINDACO DI DESTRA – ORA IL PIANO DI APONTE HA DUE PROBLEMI: UN SINDACO DI CENTROSINISTRA, SILVIA SALIS, E UN BRAMBILLA CHE NON AMA PORTARE IL TOVAGLIOLO SUL BRACCIO…

la stampa maurizio molinari alessandro de angelis luca ubaldeschi alberto leonardis

FLASH! – L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” DA PARTE DEL GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS ALLE BATTUTE FINALI: IN CORSO LA NEGOZIAZIONE SUGLI ESUBERI E PRE-PENSIONAMENTI CON IL CDR DEL QUOTIDIANO TORINESE – PER LA DIREZIONE, SAREBBE IN POLE LUCA UBALDESCHI, GIÀ VICE DIRETTORE DE “LA STAMPA” ED EX DIRETTORE DEL “SECOLO XIX” (MA SI PARLA ANCHE DI GIUSEPPE DE BELLIS DI SKY TG24), CON MAURIZIO MOLINARI COME SUPERVISORE EDITORIALE; UNICA CERTEZZA, ALESSANDRO DE ANGELIS ALLA VICEDIREZIONE – IL CAPITOLO “REPUBBLICA” SI CHIUDERÀ LA SETTIMANA SUCCESSIVA AL VOTO DEL 23 MARZO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA…

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….