LA BPM ERA “COSA LORO” - PONZELLINI E IL SUO BRACCIO DESTRO CANNALIRE CONCEDEVANO PRESTITI FACILI AGLI “AMICI DEGLI AMICI” E TENEVANO PER IL COLLO DEPUTATI E MINISTRI - MINACCE DI LICENZIAMENTO PER I FUNZIONARI - QUELL’SMS A PAOLO ROMANI: “VEDIAMOCI FINCHE’ ABBIAMO UNA BANCA” (L’EX MINISTRO SPONSORIZZO’ IL PRESTITO A ILARIA SBRESSA) - LE RICHIESTE DI PAOLO BERLUSCONI, SANTADECHE’, LA RUSSA, BOBO CRAXI E BEFERA…

Walter Galbiati per "la Repubblica"

«Tutto quello che è Camera deve essere girato a me». Antonio Cannalire, braccio destro di Massimo Ponzellini quando era il presidente della Banca Popolare di Milano non aveva un ruolo preciso in banca. Ma dalle telefonate intercettate nell'ambito dell'inchiesta della procura di Milano sui "finanziamenti facili" della Bpm, emerge come uno dei suoi principali compiti fosse quello di costruire una ragnatela "politica" intorno all'istituto di credito e al presidente Ponzellini.

Così si spiega la sua conversazione con un funzionario della Bpm, durante la quale Cannalire chiede di ricevere tutte le pratiche bancarie relative ai deputati della Camera. Il metodo e il tono è forse un po' rude, ma rende bene l'idea della "raffinatezza finanziaria" con cui venivano gestiti gli affidamenti bancari: «per la Camera giramele a me che me le smazzo io ... so chi è ... e chi mandare a fanculo ».

Cannalire sa che bisogna trarre il massimo vantaggio possibile dalle posizioni di potere che lui e Ponzellini rivestono in quel momento. Lo rivela una telefonata con la segretaria dell'ex ministro per lo Sviluppo Economico, Paolo Romani (Pdl). Cannalire: «Ciao Denise, scusa se ti rompo. Mi dice il mio capo, Ponzellini, finché ci abbiamo una banca, chiede se si può invitare stasera Paolo a cena». Denise: «È impegnato, mandagli un messaggino». E l'sms a Romani parte il 18 ottobre 2011: «Mi chiede Ponzellini se possiamo invitarti a cena stasera dove ti fa comodo, almeno finché abbiamo una banca. Antonio Cannalire».

Romani si spende per far avere un finanziamento a Ilaira Sbressa, presidente e amministratore delegato della Interattiva Media, che detiene il 70% del consorzio Alphabet, titolare del canale 33 del digitale terrestre, denominato ABC e dedicato alla formazione, educazione e alla divulgazione, a cura dei vari ministeri, tra i quali anche quello di Paolo Romani. Cannalire avvisa la segretaria di Ponzellini: «mi ha chiamato Romani e mi ha fatto pelo e contropelo per la pratica Sbressa "non è possibile che da un mese sta lì bloccata a Roma per un fido di 500mila euro'».

Per avviare la pratica Cannalire è esplicito con chi se ne occupa: «Mi sono rotto il cazzo ...non posso inseguire, mi spieghi a che cosa serve questa persona, che non c'è una pratica che viene mai fatta ...avvisalo dici guarda che ti ha sentenziato la morte...mo mi sono rotto il cazzo... questo signore e lo avvisi sappi che la motivazione se ti fanno licenziare è che si sono rotti i coglioni di te...uomo avvisato tutto salvato».

Dopo questa telefonata la Sbressa risponde a Cannalire, il quale le chiede se la sua voce si sia sentita: «Credo si sia sentita forte e chiara. Grazie. Mi hanno chiamato. Dice che stanno caricando tutto online. Vorrei però essere libera di operare con l'home banking con tutto il fido disponibile».

La tecnica è efficace e ne approfittano in molti, tanto che quando Ponzellini e Cannalire si recano a Roma, c'è la coda per parlare con loro. L'ex ministro Ignazio La Russa sponsorizza la Quintogest, Daniela Santanchè (Pdl) la propria concessionaria di pubblicità Visibilia e Paolo Berlusconi sé stesso. Il 6 luglio, poi, è necessario organizzare una cena con Umberto Bossi, il leader della Lega. Cannalire dice di aver parlato con il senatore Roberto Calderoli (Lega), già sponsor della Fincos, che risponde, «ma avete avvisato Bossi? ».

A occuparsi dell'organizzazione è un tale Andrea e alla serata dovrebbe partecipare anche il parlamentare del Pdl, Aldo Brancher. E proprio Brancher, insieme con il senatore Alfredo Messina (Pdl), sembra aver mediato un finanziamento della Bpm per l'avvocato Acampora, da sempre vicino all'ex premier Silvio Berlusconi e condannato dalla corte d'appello di Milano per corruzione nella vicenda Imi-Sir.

«Caro dottore, mi permetto - scrive Messina in un sms a Cannalire - di ritornare sul caso Acampora. Sembra che all'esito perizia, il perito abbia anticipato la sua valutazione positiva. Tuttavia se occorre io posso unire la mia firma a garanzia solidale dell'apertura di credito in favore dell'avvocato Acampora. Attendo un suo cenno». Anche il 3 agosto 2011, Ponzellini si trova a Roma.

L'agenda è fitta: «Appuntamento con Letta alle 19.30, con tale Fortunato e con Tremonti». Ponzellini incontra anche Bobo Craxi, mentre a novembre è la volta di un alto funzionario di Stato, Attilio Befera, capo dell'Agenzia delle Entrate. Il 7 novembre 2011, Cannalire chiama la segretaria di Ponzellini e dice di aver parlato con Befera. Chiede di contattare la segretaria al fine di accordare l'incontro con il presidente. E la segretaria informa Cannalire. «Alle 10.30 presso gli uffici di Befera, alle 11 sottosegretario Micciché».

2- IL PRIMO GOL DELLA SANTANCHÈ
Da L'Espresso

Il caso di Daniela Santanchè irrompe nelle indagini un anno fa, quando Antonio Cannalire chiede a un funzionario della Bpm notizie su un finanziamento all'azienda di pubblicità della pasionaria berlusconiana. Il 22 ottobre, il giorno
in cui Andrea Bonomi prende la guida della banca, lei stessa chiama Cannalire. Entrambi credono nella continuità della gestione e si preoccupano della permanenza al vertice del direttore generale, Enzo Chiesa.
Santanchè: «Vinto!».
Cannalire: «Vinto! (...) Ma la cosa brutta è che Bankitalia continua eh...».
Santanchè: «Continua Bankitalia, ca...».
Cannalire: «Ha mandato stamattina (...) una letterina che riguarda proprio Enzo...».
Santanchè: «...Che non lo vogliono».

Cannalire: «Eh no. Speriamo che Bonomi tenga. (...) Lunedì fanno il primo summit in banca... Poi ho detto ad Andrea che alla prima occasione utile (...) avevo
il piacere di farvi incontrare... Se a te faceva piacere...».
Santanché: «A me sì molto... comunque scusa... il primo gol è andato in porta!».
Qualche giorno dopo Cannalire torna a sollecitare di anticipare alla Santanchè delle fatture. Il funzionario è contrario: «Un conto è dire "abbiamo il 75 per cento di fatture non incassate" e un conto è dire "ne abbiamo il 35-40 per cento"». Conclusione dei magistrati: «Non c'erano le condizioni per erogare il credito».

A fine novembre Cannalire, ormai indagato, scopre di aver perso il posto. Ecco il suo scambio di sms con Daniela:
Santanché: «Hai novità per me????».
Cannalire: «A fronte delle sollecitazioni arrivate dalla procura, si è risolto il rapporto tra me e la banca».
Santanché: «Meglio così».
Cannalire: «Quando finisce il film vedremo».

 

 

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