virginia raggi marcello de vito multiservizi

POLITICA A 5 STELLE - LA RAGGI LICENZIA 700 DIPENDENTI CHE AVEVA PROMESSO DI SALVARE: IL VIDEO DI MARCELLO DE VITO CHE PRIMA DELLE ELEZIONI PROMETTEVA ‘NIENTE GARA’, MENTRE OGGI LA RAGGI NON SOLO INDICE LA GARA, MA PARLA DI ‘POLITICI CHE VI HANNO SOBILLATO PER OTTENERE I VOSTRI VOTI E SI DEVONO VERGOGNARE’ - I DIPENDENTI PROTESTANO: 'STA STRONZA, L'HO PURE VOTATA!' E VENGONO CACCIATI COL DASPO

VIDEO -

 

 

 

 

ROMA, SOCIETÀ DEL CAMPIDOGLIO LICENZIA 669 DIPENDENTI

Lorenzo De Cicco e Mauro Evangelisti per www.ilmessaggero.it

 

marcello de vito prometteva niente gare per la multiservizimarcello de vito prometteva niente gare per la multiservizi

Rischia di diventare una delle vicende più esplosive tra quelle sul tavolo della sindaca Virginia Raggi perché non solo ha già fatto subire al Movimento 5 Stelle contestazioni in consiglio comunale a cui non erano abituati (solitamente, quando erano all'opposizione erano loro a schierarsi con chi protestava), me perché sul tavolo c'è il licenziamento di 669 dipendenti di una società controllata da Roma Capitale, la Multi servizi.

 

I Cinquestelle, in campagna elettorale avevano promesso di salvarla, ma l'operazione rilancio è rimasta impantanata nelle procedure decise da Palazzo Senatorio. Nel frattempo però Roma Multiservizi (al 51 per cento di Ama, dunque a maggioranza pubblica, al 49 di Manutencoop) avvia il licenziamento di quasi 700 dipendenti su un totale di 4.200.

 

IL PERCORSO

virginia raggi annuncia la gara per la multiservizivirginia raggi annuncia la gara per la multiservizi

Nella galassia delle società capitoline da riorganizzare, per il M5S scoppia un caso politico di difficile risoluzione. Ricapitoliamo la dinamica degli eventi. Multiservizi ieri ha avviato la procedura di mobilità per 669 dipendenti. Una mossa obbligata, sostengono i vertici, considerando che il 31 luglio scadrà l'affidamento della pulizia di mezzi e stazioni dell'Atac. I sindacati, ovviamente, sono sul piede di guerra, è stato preannunciato uno sciopero per il 4 luglio.

 

Per Claudio De Francesco, segretario della Faisa Confail, «la Raggi deve intervenire subito per fermare questa operazione, che sembra proprio un dispetto fatto alla giunta comunale. Ci rimettono lavoratori che prendono stipendi di 400-500 euro». Alessandro Onorato, capogruppo di Lista Marchini, osserva: «La giunta Raggi deve accertarsi che chi ha vinto i lotti in questione riassorba il personale in esubero».

 

la protesta dei dipendenti della multiservizi contro raggi e comune di romala protesta dei dipendenti della multiservizi contro raggi e comune di roma

Nella lettera inviata dall'amministratore delegato Rossana Trenti l'oggetto lascia pochi margini di equivoco: «Avvio procedura di licenziamento collettivo per riduzione del personale a seguito della scadenza dell'affidamento per i servizi di pulizia, supporto al servizio, manutenzione ordinaria presso i comparti superficie, metro-ferroviario e uffici».

 

Più nel dettaglio: la lettera spiega che l'appalto per la pulizia dei mezzi e delle stazioni dell'Atac scadrà il 31 luglio, ma che non sono arrivate comunicazioni su chi ha vinto la nuova gara e se la società subentrante applica il contratto nazionale sui servizi di pulizia in modo da potere attivare il passaggio di personale come previsto dalla legge. Il personale in esubero, secondo Roma Multiservizi, non è ricollocabile all'interno della struttura aziendale, anche alla luce del fatto che è già stato perso il subappalto per la pulizia delle scuole statali.

 

la protesta dei dipendenti della multiservizi contro raggi e comune di roma la protesta dei dipendenti della multiservizi contro raggi e comune di roma

«Non si può ricorrere alla cassa integrazione - si legge ancora nella lettera - né ad ammortizzatori sociali mancando l'indispensabile condizione di transitorietà dell'esubero di personale». In Campidoglio però sono convinti che chi si è aggiudicato i quattro lotti del nuovo appalto potrà assorbire i dipendenti ora licenziati. «Pensare che la giunta Raggi ha dato lo lo scorso anno alla Multiservii l'appalto dei servizi di pulizia Atac senza gara e senza ribasso».

 

PIANO

Sul futuro di Multiservizi in consiglio comunale si sono svolti dibattiti infuocati, tanto che a causa delle dure proteste dei lavoratori, timorosi di perdere il posto, il presidente del Consiglio comunale, Marcello De Vito (M5S) ha disposto alcuni provvedimenti di Daspo nei confronti di chi contestava. In totale i dipendenti sono 4.200 e il Campidoglio ha varato un piano che prevede una gara a doppio oggetto, con la quale verrà creata una nuova società a capitale misto e individuato un nuovo socio.

 

Virginia Raggi, dopo il voto in consiglio comunale due settimane fa, ha spiegato: «La gara a doppio oggetto è la soluzione tecnicamente e giuridicamente migliore per il rilancio della società sotto il controllo diretto del Comune: rispetto alle ipotesi presenti sul tavolo è l'unica in grado di consegnarci una nuova azienda Multiservizi sana ed efficiente in grado di salvaguardare, in prospettiva, tutti i livelli occupazionali. Si costituirà una nuova società di primo livello a carattere misto pubblico-privato per l'erogazione di servizi generali».

ROMA MULTISERVIZIROMA MULTISERVIZI

 

Ma questi 669 licenziamenti rischiano di complicare la situazione: bisogna capire se la lentezza dell'operazione sta mettendo in pericoli i posti di lavoro o se dietro ci sia una forzatura per mettere in difficoltà la Raggi. Comunque la si valuti, la tempesta è alle porte.

 

 

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...