la russa

LE BUGIE E LE AMNESIE DI LA RUSSA SUL MSI (E SU DI SÉ) - “DOMANI” FA LE PULCI ALLA VIDEO-COMMEMORAZIONE DEL MSI BY 'GNAZIO E RICORDA AL PRESIDENTE DEL SENATO CHE IL MOVIMENTO SOCIALE “FU L’UNICO PARTITO IN EUROPA EREDE DIRETTO DI UNO STATO COLLABORAZIONISTA FILO-NAZISTA OVVERO LA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA DI SALÒ” – “NON È VERO, COME AFFERMA LA RUSSA, CHE I MISSINI “ACCETTARONO IL SISTEMA DEMOCRATICO”. SEMMAI FU LA REPUBBLICA AD ACCETTARE LORO CHE CANTAVANO DOPO LA FINE DELLA GUERRA: 'IL 25 APRILE È NATA UNA PUTTANA, LE HANNO DATO NOME REPUBBLICA ITALIANA' - INEQUIVOCHE LE PAROLE DI ALMIRANTE NEL DECENNALE DEL PARTITO: “DOBBIAMO PRESENTARCI PER QUELLI CHE VERAMENTE SIAMO E CIOÈ I FASCISTI DELLA RSI” - LE RICOSTRUZIONI ABBORRACCIATE SUL RAPPORTO TRA IL FONDATORE DEL MSI E BERLINGUER – LA RISSA CONTINUA DI LA RUSSA: DAGOREPORT+VIDEO

 

 

https://m.dagospia.com/politica/rissa-continua-russa-l-ultimo-dispettuccio-gnazio-strazio-lady-macbeth-458674

 

Davide Conti per “Domani” - Estratti

 

ignazio la russa video celebrativo del movimento sociale italiano e della fiamma tricolore 8

Il Natale del 1946 era passato da un giorno e un gruppo di latitanti costretti a nascondersi per non essere arrestati dalle autorità della neonata Repubblica democratica trasformarono un organismo clandestino, che chiamavano in gergo «senato», nell’unico partito che in Europa fu erede diretto di uno stato collaborazionista filo-nazista ovvero la Repubblica Sociale Italiana di Salò.

 

Tra i principali latitanti figuravano il vero ideatore del Msi, Pino Romualdi (arrestato nel ‘48, scontò tre anni di carcere) e Giorgio Almirante. Quest’ultimo all’epoca era noto per essere fuggito dalla Prefettura di Milano, travestito da partigiano con tanto di fascia tricolore al braccio, il 25 aprile 1945.

 

Avrebbe dovuto aprire così, in ragione dei fatti della storia, il suo video-intervento il presidente del Senato Ignazio Benito La Russa, anziché evocare improbabili «resilienze» e ambigue «continuità» degli ex alleati di Hitler radunatisi sotto le insegne della fiamma tricolore del Msi.

 

 (…)

giorgio almirante

Fino al giugno 1946 Almirante vive in clandestinità sotto falso nome. Nei giorni successivi alla Liberazione è nascosto (lui, ex caporedattore de «La difesa della razza») in casa di Emanuele Levi, ebreo e suo ex compagno di scuola. Il 22 giugno viene promulgata con la firma del ministro di Grazia e giustizia Palmiro Togliatti (l’unico per prestigio politico in grado di sopportare sulle spalle proprie e del suo partito un provvedimento così impopolare ma indispensabile per la Repubblica) l’amnistia che rende possibile ai fascisti l’uscita dalle carceri e la riemersione da latitanze e fughe.

 

ignazio la russa video celebrativo del movimento sociale italiano e della fiamma tricolore 4

Non è vero – come afferma La Russa – che i missini «accettarono il sistema democratico». Semmai fu la Repubblica ad accettare loro, concedendo cittadinanza anche a chi aveva ucciso, torturato, stuprato e deportato donne e uomini della Resistenza e civili inermi. «Il 25 aprile è nata una puttana, le hanno dato nome Repubblica italiana» cantavano i missini dopo la fine della guerra. D’altronde inequivoche furono le parole di Almirante nel decennale del partito: «Dobbiamo presentarci per quelli che veramente siamo e cioè i fascisti della Rsi. L’equivoco, cari camerati, è uno, e si chiama essere fascisti in democrazia».

 

È questa anomalia che segnala fin dai suoi albori il carattere «difficile» della nostra democrazia, segnata dall’azione di un partito che annoverò come presidenti Junio Valerio Borghese e Rodolfo Graziani. Il primo, ex capo della X Mas e organizzatore, con il suo Fronte Nazionale, del golpe del 7-8 dicembre 1970. Il secondo, criminale di guerra in Africa e poi guida dell’esercito di Salò. Al segretario Augusto De Marsanich, già deputato fascista e membro del governo Mussolini, si deve invece il motto, caro a La Russa, «non rinnegare non restaurare».

 

 

giorgio almirante

Del Msi hanno fatto parte i senatori Francesco «Ciccio» Franco, capo dei «boia chi molla» nella Reggio Calabria del 1970 e Mario Tedeschi, uno dei depistatori della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980. Vi militarono Carlo Cicuttini, segretario della sezione Msi di Manzano al momento in cui partecipò alla strage di Peteano del 31 maggio 1972 e Massimo Abbatangelo, deputato assolto dall’accusa di strage per l’attentato sul treno Rapido 904 del 23 dicembre 1984 ma condannato a sei anni per detenzione di «armi a fini terroristici» nell’ambito della stessa inchiesta.

 

Membro del Comitato Centrale del Msi, fu il condannato per la strage di Piazza della Loggia a Brescia del 28 maggio 1974 Carlo Maria Maggi ovvero il braccio destro di Pino Rauti alla guida di Ordine Nuovo dalla cui cellula veneta scaturì il gruppo di Franco Freda e Giovanni Ventura, responsabili della strage di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969.

 

GASPARRI E ALMIRANTE - IL GIORNALONE - LA STAMPA

Della stessa «comunità» facevano parte i camerati di Piazza San Babila a Milano, protagonisti degli scontri che il 12 aprile 1973 portarono alla morte dell’agente di Ps Antonio Marino. Un evento che vide in piazza anche Ignazio La Russa (allora presidente del Fronte della Gioventù del Msi) e che seguì di soli cinque giorni la tentata strage del treno Torino-Roma ad opera del neofascista Nico Azzi. Ai funerali del quale, nel gennaio 2007, giunse a rendere omaggio proprio l’attuale seconda carica dello Stato.

 

mattarella la russa

In un’epoca di oblio e abborracciate ricostruzioni giornalistiche su «gesti», strumentalizzati come reciprocamente legittimanti, tra Berlinguer e Almirante (dal 1973 rincorso dall’autorizzazione a procedere per ricostituzione del partito fascista) restano vivide le parole di Piero Calamandrei dedicate nel 1953 ai caduti della Resistenza nel giorno della formazione del primo gruppo parlamentare missino alla Camera: «Non rammaricatevi dai vostri cimiteri di montagna se giù al piano, nell’aula dove fu giurata la Costituzione murata col vostro sangue, sono tornati, da remote caligini, i fantasmi della vergogna».

ignazio la russa video celebrativo del movimento sociale italiano e della fiamma tricolore 7ignazio la russa video celebrativo del movimento sociale italiano e della fiamma tricolore 6GIORGIO ALMIRANTE AI FUNERALI DI ENRICO BERLINGUER giorgio almirante - manifesto elettoralegiorgio almiranteGIORGIO ALMIRANTE AI FUNERALI DI ENRICO BERLINGUER ignazio la russa video celebrativo del movimento sociale italiano e della fiamma tricolore 1

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…