massimo cacciari

“UN ACCORDO PD-M5S OGGI SAREBBE UNA SCIAGURA” - MASSIMO CACCIARI TEME CHE GLI INCIUCIONI RENZI-DI MAIO PORTINO NUOVA LINFA A SALVINI: “SAREBBE IN FARSA LA RIPETIZIONE DELLO SCIAGURATO ACCORDO D'ALEMA-COSSIGA DI VENT'ANNI FA, CHE REGALÒ A BERLUSCONI UNA MAGGIORANZA ASSOLUTA NELLE ELEZIONI DEL 2001 - IL PD SI SCINDE? EVVIVA. MATTARELLA? SE CREDE CI SIANO RISCHI PER IL PAESE, SI DEVE IMPORRE…"

Da “Circo Massimo - Radio Capital”

 

massimo cacciari (3)

Massimo Cacciari boccia il governo istituzionale. "Un accordo Pd-M5S oggi sarebbe una sciagura, una iattura", dice il filosofo a Circo Massimo, su Radio Capital, "Sarebbe in farsa la ripetizione dello sciagurato accordo D'Alema - Cossiga di vent'anni fa, che regalò a Berlusconi una maggioranza assoluta nelle elezioni del 2001".

 

Cacciari ha sempre promosso il dialogo fra Pd e 5 stelle, ma chiarisce: "Visto che tra 5 stelle e Lega nasceva un governo di crisi permanente, come è stato, era evidente che bisognava da subito la lavorare per un dialogo con il Movimento, non per un' intesa di governo o altro ma per un dialogo politico, cioè creare le condizioni per cui quando la crisi tra Lega e 5 stelle fosse esplosa ci sarebbe stata sul campo la possibilità di qualcosa di politicamente serio.

 

DI MAIO RENZI

Invece di stare alla finestra a guardare lungo il fiume che passasse il cadavere del  nemico", spiega Cacciari, "il Pd doveva lavorare politicamente. Quando ha fatto le primarie, Zingaretti lo ha detto e poi non ha fatto nulla". Il capo politico 5 stelle definisce il Pd "partito di Bibbiano", ma per l'ex sindaco di Venezia "non c'era solo Di Maio. Non è un discorso di politichese con i vertici, ma con la base, come ha cercato di fare il sottoscritto, scrivendo su "Il Fatto" e ovunque potesse parlare con i 5 stelle, lavorando dovunque si potesse lavorare con i 5 Stelle. Questo andava fatto da Zingaretti".

nicola zingaretti foto di bacco

 

L'elettore del Pd, da questa situazione, esce confuso: "Cosa vuole che capisca di questa ipocrisia megagalattica di Renzi", riconosce Cacciari, "che dopo aver sparato contro i 5 Stelle a vanvera adesso vuole fare l'inciucio? Di questo ha delle responsabilità enormi anche il segretario: in questi mesi Zingaretti doveva lavorare per chiarire la sua posizione e per iniziare immediatamente non un inciucio ma un dialogo. Ma cosa facevano i partiti politici sempre? Non dichiaravano mica anche le alleanze che potevano fare e quelle che non potevano fare? La politica che cos'è, o vinco io o niente. Ma che cos'è sto discorso? Siamo ad  un infantilismo anale".

 

salvini mattarella

La scissione tra i dem sembra ormai a un passo, e il filosofo la vede di buon occhio: "Evviva, evviva, evviva, evviva. Sono sei anni che vado avanti a dire che in Italia c'è il divorzio e non è necessario andare avanti fino all'uxoricidio. Certo è", riflette, "che adesso è una scissione tra poveracci. Se ci fosse stata cinque anni fa, Renzi avrebbe potuto lavorare efficacemente nell'area berlusconiana, ancora esistente, e gli altri avrebbero ottenuto nei confronti dei Cinque Stelle... e adesso invece del 20% avrebbero il 35".

 

Adesso la palla passa al presidente Mattarella: "Se crede che ci siano dei rischi gravissimi per il Paese, vedi la legge di bilancio, si impone. E il Pd obbedisce. Ma si impone lui, non può essere che Mattarella  benedice un patto che viene dal Parlamento e dagli attuali partiti", dice Cacciari, "Deve essere lui a dire al Parlamento 'questo è il mio governo tecnico, ha questa scadenza e queste funzioni tecniche. E voi ve lo mangiate'. Ed io voglio vedere il Parlamento che dice 'No, Presidente, niente!'".

 

MATTARELLA GOVERNO

Un governo del Presidente, quindi: sarebbe la soluzione migliore? "Secondo me la soluzione migliore a questo punto è andare a votare. Andare dagli italiani e dire 'ci sono queste due forze di opposizione rispetto a Salvini, 5 stelle e Pd. Salvini, per andare a governare, governerà con la Meloni e Casapound. Italiani ragionate'. Se gli va bene questo? Allora gli va bene questo! Non c'è niente da fare, in democrazia le cose funzionano così.

 

Ma le forze politiche devono presentarsi seriamente, non come il Pd di adesso, sennò fanno ridere i polli, sennò veramente una persona può dire 'preferisco Salvini, cazzo'". Sicuramente, secondo il filosofo, l'attuale capo politico del Movimento non sarà della partita: "I 5 stelle si presenteranno senza Di Maio, quel poveretto, quello sciaguratello lì, lo manderanno a casa. Grillo mi pare che abbia tutte le intenzioni di farlo. Si presentano con Conte, che ha fatto una figura più che decente, qualche voto lo prenderanno ancora".

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?