calenda berlusconi salvini meloni

“FORZA ITALIA HA UN PROBLEMA. VUOLE SABOTARE IL GOVERNO DI CUI FA PARTE. NON LO TROVO LODEVOLE COME INTENTO” – CALENDA INCONTRA LA MELONI E LAVORA PER SVUOTARE QUEL CHE RESTA DEL PARTITO DI BERLUSCONI: “RONZULLI, GASPARRI E MULÈ SONO IN UN PARTITO SGONFIATO CHE VIVE DI POLEMICHE INTERNE AL GOVERNO” – LA MELONI? LA SUA STORIA MI AFFASCINA MA QUESTA È LA MANOVRA DI SALVINI. DAL POS IN POI, SONO TUTTE BANDIERINE ELETTORALI DELLA LEGA”

Federico Capurso per la Stampa

 

CARLO CALENDA ARRIVA A PALAZZO CHIGI PER L INCONTRO CON GIORGIA MELONI 2

Faldoni sotto braccio, delegazione del Terzo Polo al seguito, Carlo Calenda esce da palazzo Chigi, dopo l'incontro con Giorgia Meloni, con una piacevole sensazione addosso. E non è solo il gusto dei riflettori. C'è la convinzione di essere riuscito a farsi ascoltare sulle sue «proposte migliorative» per la manovra, di aver iniziato quindi a costruire il proprio ruolo all'opposizione, distinto da quello del Pd e del Movimento 5 stelle, «evitando i no pregiudiziali e proponendo invece delle alternative serie». Ma c'è anche qualcos' altro. Un lato psicologico, quasi emotivo, che rende straordinariamente vicini un leader dell'opposizione e il capo del governo: «La chiami "chimica", se vuole».

 

E questa chimica da dove nasce?

«Sento il fascino della storia di Giorgia Meloni. È quella che lei ha raccontato più volte: una donna che nasce in una famiglia non privilegiata, con una vita difficile e che ce la fa da sola. Questo mi predispone positivamente dal punto di vista della chimica. Dopodiché, abbiamo pensieri diametralmente opposti, ma sono in grado di fare questo apprezzamento rimanendo radicato nelle mie convinzioni».

 

Pensa male chi vede in questa sintonia uno strumento utile in vista della nomina dei presidenti delle commissioni di garanzia, dal Copasir alla Vigilanza Rai?

CARLO CALENDA ARRIVA A PALAZZO CHIGI PER L INCONTRO CON GIORGIA MELONI

«Non abbiamo mai chiesto niente al governo, né provato delle forzature con la maggioranza. Stiamo facendo un lavoro mantenendo un'assoluta distanza, anche dai posti che spettano all'opposizione. Tanto meno pensiamo di entrare in maggioranza».

 

Ci metterebbe la mano sul fuoco?

«Sì, assolutamente. Fiducia, appoggio esterno, stampella: sono tutte sciocchezze.

Noi vogliamo ricostruire un centro riformista e abbiamo una visione del Paese agli antipodi rispetto a quella del governo».

 

Meloni vi ha riservato tempo e attenzione, e Forza Italia si è irritata. Vi accusa di aver montato un'operazione mediatica.

«Se è un'operazione mediatica perché abbiamo scritto 25 pagine di documento super dettagliato? Bastava una chiacchierata. Penso piuttosto che Forza Italia abbia un problema. Vuole sabotare il governo di cui fa parte. Non lo trovo lodevole come intento».

CALENDA MELONI

 

Che fa, difende Meloni?

«È una questione di serietà.

Sono stati votati ed eletti per lavorare in coalizione. Non puoi fare finta e poi iniziare a segare le gambe della sedia. Questo è il motivo di fastidio dei vari Ronzulli, Gasparri e Mulè. Sono in un partito sgonfiato che vive di polemiche interne al governo».

Forza Italia chiede di non sgomitare alla ricerca di un ruolo.

«Abbiamo solo dato un contributo su alcuni pezzi della legge di bilancio. Il loro nervosismo tradisce il fatto che si stanno effettivamente distinguendo in questo ruolo di sabotatori».

 

E questo contributo che ha offerto a Meloni ha ottenuto un riscontro positivo?

«Sono rimasto piacevolmente sorpreso. L'ho trovata molto preparata».

 

La considera una presidente del Consiglio preparata?

«Non do giudizi su questo, non mi permetterei mai. Intendo dire che mi ha sorpreso che fosse così preparata sulle nostre proposte. Siamo entrati nel merito, parlando per più di un'ora e mezza, anche insieme ai ministri Giorgetti e Urso: un confronto serio di cui ringrazio il governo».

CARLO CALENDA ARRIVA A PALAZZO CHIGI PER L INCONTRO CON GIORGIA MELONI

 

E ci sono delle aperture?

«Mi pare di sì, su molte proposte. A proposito degli interventi sull'energia, ho chiesto un tetto nazionale al prezzo dell'energia e del gas, con uno scontro del 50%, a saldi invariati. Impresa 4.0, poi, è da rifare aggiungendo i beni ambientali, e sulla riforma del reddito di cittadinanza abbiamo spiegato che si dovrebbe riportare a una gestione da parte dei Comuni, come era il Reddito di inclusione. Ha detto che valuterà l'idea di rimettere in piedi la struttura "Italia Sicura" (che al tempo prevedeva anche una spesa per la messa in sicurezza del comune di Casamicciola) che è stata stupidamente smantellata da Conte. Ho suggerito di mettere dentro Italia Sicura anche le reti idriche, per unificarle. Ultimo punto: serve un intervento di emergenza sulla sanità, perché sotto i 6 miliardi spesa il sistema non regge».

 

Vi rivedrete?

«Abbiamo deciso che seguiranno degli approfondimenti tecnici. Invieremo il nostro centro studi e il legislativo. Io sarò presente sul tema dell'energia. Mi diverte fare accadere una cosa».

 

Questa manovra quindi è migliorabile, ma tutto sommato le piace?

«No, è ancora la manovra di Salvini. Dal pos in poi, sono tutte bandierine elettorali della Lega».

Pd e M5S sostengono che con questa manovra si attaccano i poveri e si favoriscono gli evasori.

berlusconi meloni salvini alle consultazioni

«Non attacca i poveri, ma sono d'accordo sul fatto che favorisca gli evasori». Eppure sembra più distante da Pd e M5S che non dalla premier Meloni. «Ho proposto al Pd di lavorare insieme sulla manovra, gli ho anche inviato la nostra proposta, ma non hanno mai risposto. Preferiscono fare a gara con i Cinque stelle a chi va in piazza per primo. Alla fine produrranno solo un sacco di blocchi del traffico per dire la stessa cosa, cioè niente, tranne che la manovra non gli piace, e lo fanno in tre giorni diversi: solo su Marte. Ma gli italiani non ci pagano per dire sempre di no su tutto, troppo facile così».

 

La vostra sarà un'opposizione dialogante?

«Stiamo cercando di normalizzare le relazioni nella politica italiana. Il fatto di stare all'opposizione, poi, impone eticamente un confronto». Finora le hanno riconosciuto il ruolo di incendiario del confronto politico, più che di normalizzatore. «Si scambia l'essere diretti con l'essere pregiudiziali. Sul salario minimo, ad esempio, sono favorevole e siamo disponibili a votare la risoluzione di M5S e Pd. Voglio solo usare un linguaggio comprensibile, a volte anche in modo troppo ruvido e diretto, ma non ho mai considerato il mio interlocutore come un nemico».

MARA CARFAGNA CARLO CALENDA

 

Ultimi Dagoreport

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...