calenda gualtieri

“GUALTIERI? LO VOTO SOLO SE MI GARANTISCE CHE IN GIUNTA NON CI SIANO ESPONENTI 5 STELLE” – CALENDA SA CHE PIU’ DELLA META’ DEI SUOI 219.807 ELETTORI VOTERANNO PER IL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA MA ANCORA NON DA’ IL SUO APPOGGIO UFFICIALE A GUALTIERI – "NON L’HO SENTITO. PRIMA MI HA OFFESO E ORA SI ASPETTA IL MIO SOSTEGNO. E’ UN ATTEGGIAMENTO INSOPPORTABILE" – "ALLEANZA CON RENZI? L'ATTIVITA' DI LEADER POLITICO NON E' CONCILIABILE CON QUELLA DI BUSINESSMAN..."

 

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/roma-calenda-est-dago-quot-invece-continuare-bisticciare-col-pd-284967.htm

 

 

Niccolò Carratelli per “La Stampa”

 

calenda gualtieri

A metà pomeriggio del "day after" Carlo Calenda scorre messaggi e chiamate sul display del suo smartphone. «Mi hanno scritto e telefonato in tanti, anche dal Partito democratico, ma Letta e Gualtieri non li ho sentiti», racconta, provando a nascondere il disappunto, legato anche al fatto di non aver raggiunto il secondo turno: «Io volevo fare il sindaco, abbiamo lavorato per quello. Quindi nonostante il risultato positivo della mia lista (è la prima a Roma, ndr) il rammarico rimane».

 

Quanto ai complimenti ricevuti, «perfino Giorgetti mi ha scritto un messaggio, gli ribadisco la mia stima, a costo di farmi dare di nuovo del fascista».

 

Ecco, le accuse piovutegli addosso in campagna elettorale continuano a bruciare, «certe cose non si cancellano, soprattutto se sono inutilmente insultanti nei confronti di un avversario politico».

 

Dal Partito democratico l'hanno definita a più riprese un candidato di destra e ora si aspettano il suo appoggio a Gualtieri

gualtieri raggi calenda michetti

«Dopo che mi sono sentito dare del leghista da persone che sedevano con me in Cdm e che sanno bene chi sono e qual è la mia storia non mi stupisco più di niente. Ma l'atteggiamento di Gualtieri e del Pd è insopportabile, un modo di interloquire davvero immaturo: prima mi offendi e poi, senza nemmeno parlarmi, dici che ti aspetti il mio sostegno al ballottaggio».

 

Quindi fanno male ad aspettarselo?

«Non è questo il punto, in politica non c'è spazio per i rancori personali. A Gualtieri chiedo una garanzia precisa, cioè che nella sua eventuale giunta non ci siano esponenti 5 stelle: il Movimento è stato nettamente bocciato dai romani e non può tornare a governare la città. Punto».

 

E se questa condizione non viene assicurata?

«Vuol dire che non dichiarerò il mio voto, perché lo considererei un voto buttato, al pari di quello per Michetti, che non ha uno straccio di programma e dal quale sono molto distante».

virginia raggi carlo calenda roberto gualtieri enrico michetti foto di bacco

 

Però a votare comunque ci andrà?

«Sì, ma senza dire pubblicamente per chi».

 

L'obiettivo di allontanare il Pd dal M5S non riguarda solo Roma, ma Letta non sembra intenzionato a cambiare linea

«Mi permetto di suggerire a Letta di non fare l'errore di leggere il risultato di queste elezioni comunali nell'ottica delle prossime politiche. Ora lui deve fare una scelta: decidere se continuare ad andare dietro a un Movimento morto oppure guardare a un'alternativa».

 

Che sarebbe rappresentata da lei con Azione?

 «Non solo da me, le forze liberaldemocratiche si sono dimostrate superiori, a livello nazionale, ai 5 stelle ed esiste un'area, che ho definito riformista pragmatica, che si ritrova nel modo di governare di Mario Draghi e a cui bisogna dare rappresentanza. Possiamo chiamarlo "fronte von der Leyen": socialdemocratici, liberaldemocratici e popolari insieme, per emarginare populisti e sovranisti».

enrico michetti roberto gualtieri virginia raggi carlo calenda foto di bacco

 

Quindi, concretamente, cosa pensa di fare?

«Voglio dare un'accelerazione a questo processo: presto partirò per fare un tour dell'Italia, da nord a sud, in tutte le regioni, per incontrare i cittadini».

 

Ma chi sono gli interlocutori con cui costruire questo percorso?

«Letta è il primo interlocutore, se molla Conte. Poi, ad esempio, mi viene in mente Mara Carfagna e altri in Forza Italia, che fanno parte della famiglia popolare europea e non vogliono morire sovranisti, sotto il binomio Salvini-Meloni».

 

carlo calenda roberto gualtieri foto di bacco (2)

E Matteo Renzi?

«Guardi, con Renzi il problema è che, secondo me, l'attività di leader politico non è conciliabile con quella di businessman. Ma anche in Italia Viva ci sono persone di qualità, a cominciare dalla ministra Bonetti, che rispondono a quell'idea di politica di cui le parlavo».

 

Siamo sicuri che l'approccio proposto nella campagna elettorale romana possa funzionare a livello nazionale?

«La verità è che questi voti non mi appartengono: sono stati dati a favore di un progetto serio per la città, non è detto che arriveranno anche in un contesto più ampio».

 

carlo calenda roberto gualtieri enrico michetti foto di bacco

Tra l'altro molti elettori si sentiranno traditi a non vederla seduto in consiglio comunale, per portare avanti le proposte fatte in questi mesi

«Ma io l'avevo detto prima che, in caso di sconfitta, sarei tornato a fare l'eurodeputato. Sono l'unico leader nazionale che si è candidato e per fare il sindaco avrei mollato tutto il resto. Comunque, continuerò a lavorare e a dare il mio contributo: abbiamo una forte rappresentanza in consiglio e nei municipi per sostenere il nostro programma».

 

Nel frattempo, è arrivato un messaggio di Roberto Gualtieri?

«No, ma tanto mancano dieci giorni, c'è tempo, basta avere le idee chiare».

carlo calenda roberto gualtieri foto di bacco (1)

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”